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Sentenza

Sentenza n. 4626/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202509936

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Veneto che aveva declinato la giurisdizione amministrativa in favore del Tribunale superiore delle acque pubbliche, con riguardo al diniego di sanatoria edilizia relativo a una porzione di fabbricato industriale insistente sopra un corso d’acqua pubblica

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha impugnato la sentenza del TAR Veneto sostenendo che la controversia non rientrasse nelle ipotesi di cui all’art. 143, primo comma, lettere a) e b), del r.d. n. 1775/1933 e dovesse quindi essere conosciuta dal giudice amministrativo. Ha riproposto i motivi formulati in primo grado contro il diniego comunale di sanatoria edilizia, non esaminati dal TAR. In particolare, contestava che la porzione ampliata del fabbricato ricadesse in area demaniale e insistesse su un corso d’acqua pubblica, anche in ragione della previsione dello strumento urbanistico comunale che qualificava l’area come edificabile, sebbene assoggettabile a condizioni.

La decisione

L’appello è stato respinto e la sentenza del TAR è stata confermata. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la controversia riguardasse direttamente la tutela di un’area appartenente al demanio idrico e la salvaguardia della pubblica e privata incolumità, poiché il diniego di sanatoria era motivato dall’insistenza della porzione di fabbricato sopra un corso d’acqua pubblica, nella fascia di rispetto idraulico della Valle Libosa. Secondo il giudice, la giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche comprende ogni controversia relativa ad atti amministrativi idonei a incidere in modo immediato e diretto sul regime delle acque pubbliche e del relativo demanio, anche quando l’atto sia adottato da un’amministrazione non istituzionalmente preposta alla gestione delle acque e persegua finalità ulteriori rispetto allo sfruttamento della risorsa idrica. Rientrano pertanto nella giurisdizione speciale anche i provvedimenti edilizi o urbanistici che vietino o neghino la regolarizzazione di opere per assicurare il libero deflusso delle acque o la tutela delle aree demaniali idriche. È stata inoltre ritenuta irrilevante, ai fini della giurisdizione, la circostanza che il corso d’acqua fosse sotterraneo o intubato, in quanto la controversia riguardava comunque un corso d’acqua pubblica e un’area demaniale. Le spese del grado sono state compensate per la novità della questione.

Norme richiamate

  • art. 143, primo comma, lettere a) e b), r.d. n. 1775/1933

    Ai sensi dell’art. 143, primo comma, lett. a), del r.d. n. 1775 del 1993, la giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche si estende ad ogni controversia avente ad oggetto atti amministrativi in materia di acque pubbliche [...] idonei ad incidere in maniera non occasionale, ma immediata e diretta, sul regime delle acque pubbliche e del relativo demanio.

    La giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche ha portata ampia e comprende gli atti amministrativi che incidono direttamente sul regime delle acque pubbliche o sulla struttura e consistenza del demanio idrico, inclusi i divieti o dinieghi edilizi finalizzati ad assicurare il libero deflusso delle acque e la tutela delle aree demaniali.

  • art. 1 l. n. 36/1994

    Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà.

    La nozione di acqua pubblica è estesa a tutte le acque superficiali e sotterranee; la demanialità non viene meno per il fatto che il corso d’acqua sia sotterraneo o intubato.

  • art. 144, comma 1, d.lgs. n. 152/2006

    La disciplina vigente conferma, per quanto rilevante, l’estensione della nozione di acque pubbliche già prevista dalla l. n. 36/1994.

  • art. 26 delle NTA del PAT del Comune di Torrebelvicino

    La previsione urbanistica sull’edificabilità dell’area non esclude la rilevanza della demanialità idrica né sposta la giurisdizione quando il diniego edilizio sia fondato sulla tutela del corso d’acqua pubblica.

Massime di principio

  • La giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche sussiste per le controversie aventi a oggetto atti amministrativi che incidano in modo immediato e diretto, e non meramente occasionale, sul regime delle acque pubbliche o sulla struttura e consistenza del demanio idrico.
  • Rientrano nella giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche anche i dinieghi di titoli edilizi o di sanatoria quando siano motivati dalla necessità di tutelare il libero deflusso delle acque pubbliche, le fasce di rispetto idraulico o l’incolumità pubblica e privata.
  • La giurisdizione speciale delle acque può sussistere anche quando l’atto sia adottato da un Comune o da altra amministrazione non istituzionalmente preposta alla cura della risorsa idrica, se l’atto produce comunque un’incidenza diretta sulla materia delle acque pubbliche.
  • La circostanza che un corso d’acqua sia sotterraneo o intubato non esclude, di per sé, la sua natura pubblica né la demanialità dell’area interessata; la qualificazione urbanistica dell’area come edificabile non prevale sulle esigenze di tutela del demanio idrico ai fini del riparto di giurisdizione.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioGiurisdizione e riparto
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizionePrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

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