Cassazione Civile, Sentenza n. 16106/2022 del 19/05/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso impugnava la sentenza della CTR che aveva accolto l'appello erariale contro la sentenza di primo grado favorevole a CVS. L'atto impositivo contestava due rilievi: 1) l'illegittima detrazione di costi pagati al fornitore estero CVS Prod, ritenuti non inerenti in quanto il contratto non comprendeva le prestazioni di consulenza/assistenza per importazione/riesportazione; 2) la deduzione delle provvigioni passive agli agenti imputata da CVS nell'anno in cui la società ha incassato i corrispettivi, mentre l'Ufficio riteneva dovessero essere dedotte per competenza al momento di conclusione del contratto con i clienti procacciati.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso nei confronti del Ministero dell'Economia e delle Finanze (per mancanza di legittimazione passiva dopo il trasferimento delle competenze all'Agenzia). Ha poi accolto il ricorso avverso l'Agenzia delle Entrate: quanto al rilievo sui costi pagati al fornitore estero la sentenza d'appello è stata ritenuta ultra petita e violativa del giudicato interno, dunque cassata senza rinvio per quella parte; quanto al rilievo sulle provvigioni passive la Corte ha accolto il motivo, affermando il principio di diritto secondo cui le provvigioni passive sono deducibili nel periodo in cui i ricavi procurati dall'agente concorrono a formare il reddito del preponente, sempre che siano rispettati i requisiti di certezza e determinabilità previsti dall'art. 109 TUIR, e ha rinviato la causa alla CTR in diversa composizione per gli accertamenti di fatto e la nuova decisione.
Norme richiamate
art. 2909 cod. civ.
Usato per censurare la violazione del giudicato interno: la CTR ha deciso ultra petita rispetto all'appello erariale, incidendo su una statuizione già divenuta definitiva in primo grado.
art. 109 d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)
Fondamento del principio di competenza e della correlazione ricavi-costi: le provvigioni passive sono deducibili nel periodo in cui i ricavi procurati dall'agente sono imputati a conto economico, purché sussistano certezza e determinabilità.
art. 57, comma 1, d.lgs. n. 300/1999
art. 57, comma 1, d.lgs. n. 300/1999
Ha comportato il trasferimento alle agenzie fiscali dei rapporti, poteri e competenze del MEF: conseguentemente il MEF non è soggetto passivamente legittimato nel contenzioso tributario, rendendo inammissibile il ricorso contro il Ministero.
art. 1748, quarto comma, cod. civ.
art. 1748, quarto comma, cod. civ.
Nel contratto di agenzia la provvigione spetta all'agente quando il preponente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione; tale disciplina influenza il momento di competenza fiscale della provvigione, legandola alla riconoscibilità del ricavo.
artt. 112 e 113 cod. proc. pen. (applicazione analogica)
artt. 112 e 113 cod. proc. pen. (richiamati per analogia)
Richiamati per la ricostituzione di atti giudiziari distrutti d'ufficio: la Corte ha autorizzato la ricostituzione dell'atto d'appello applicando analogicamente tali norme procedimentali penali.
art. 382 cod. proc. civ.
art. 382, terzo comma, ultimo periodo, cod. proc. civ.
Consente la cassazione senza rinvio per la parte interessata quando il giudizio non avrebbe dovuto proseguire in appello; applicata per la parte relativa al rilievo sui costi pagati al fornitore estero.
Massime di principio
- In appello il giudice non può decidere oltre i limiti dell'impugnazione: se l'amministrazione fiscale ha appellato solo alcuni punti, una riforma totale che incida su questioni non appellate può violare il giudicato interno e comportare cassazione per quella parte.
- Le provvigioni passive riconosciute agli agenti sono fiscalmente deducibili nel periodo in cui i ricavi procurati dall'agente concorrono a formare il reddito del preponente; la deducibilità richiede inoltre che il costo sia certo e oggettivamente determinabile (art. 109 TUIR).
- Nel contratto di agenzia, salvo diversa pattuizione, la competenza della provvigione è collegata al momento in cui il preponente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione: pertanto va verificata la coincidenza tra riconoscimento del ricavo e imputazione del costo.
- Dopo il trasferimento di competenze previsto dal d.lgs. n. 300/1999, l'Agenzia delle Entrate è il soggetto legittimato passivo nel contenzioso tributario; il Ministero non può normalmente essere citato come resistente.
- Se atti processuali o fascicoli d'ufficio risultano distrutti, la parte interessata deve poter ricostituire gli atti rilevanti; la Corte può ammettere la ricostituzione applicando per analogia le norme del procedimento penale relative alla ricostituzione di atti.
- In casi di rinvio per accertamenti di fatto, il giudice di merito deve ora applicare il principio di diritto stabilito dalla Cassazione e verificare la correlazione tra ricavi e costi e i requisiti di certezza e determinabilità per la deducibilità.
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