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Ordinanza

Ordinanza n. 392/2026 - Palermo, Sezione 4

Giustizia amministrativa202601176

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca della nomina di Guardia particolare Giurata precedentemente rilasciata

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento prefettizio di revoca della nomina di Guardia particolare Giurata, chiedendone la sospensione cautelare. A sostegno della domanda ha dedotto, in particolare, che l’irregolare detenzione dell’arma sarebbe dipesa soltanto dalla circostanza eccezionale e temporanea del trasloco da casa. Tale ricostruzione è stata supportata in giudizio da una dichiarazione di un terzo relativa alla data del trasloco. Il ricorrente ha inoltre prospettato un danno grave e irreparabile derivante dalla revoca.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza sia del fumus boni iuris sia del periculum in mora. Quanto al fumus, ha ritenuto non comprovata la tesi del trasloco quale causa eccezionale e temporanea dell’irregolare custodia dell’arma: la circostanza non risultava rappresentata alle forze dell’ordine durante il controllo domiciliare del 6 maggio 2025 e la dichiarazione del terzo si limitava a indicare la data del trasloco, senza riferire sulle condizioni del mobilio e dell’abitazione al momento del controllo. Il provvedimento impugnato è stato quindi ritenuto, in via sommaria, fondato sul legittimo presupposto della negligenza nella custodia dell’arma e delle munizioni, indirettamente confermata anche dall’adozione di un decreto penale di condanna a carico del ricorrente. Quanto al periculum, il giudice ha escluso la configurabilità di un danno grave e irreparabile, poiché il ricorrente non aveva rappresentato la perdita dell’impiego presso l’istituto di vigilanza, ma soltanto una modifica delle mansioni. La domanda cautelare è stata rigettata e le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la prospettazione di una circostanza eccezionale idonea a escludere o attenuare la negligenza nella custodia di un’arma deve essere supportata da elementi concreti e coerenti, non essendo sufficiente una mera allegazione contenuta nel ricorso.
  • Una dichiarazione testimoniale che attesti soltanto la data di un trasloco, senza descrivere le condizioni dell’abitazione e del mobilio al momento del controllo, non dimostra di per sé che il trasloco abbia determinato l’irregolare custodia dell’arma.
  • L’adozione di un decreto penale di condanna può costituire, in sede di delibazione cautelare, un elemento indirettamente confermativo della negligenza nella custodia dell’arma e delle munizioni.
  • Il danno grave e irreparabile richiesto per la tutela cautelare non è configurabile, in assenza di ulteriori elementi, quando il provvedimento incide soltanto sulle mansioni lavorative senza determinare la perdita dell’impiego.

Come è indicizzato

MaterieStato giuridico e avanzamentoTutela cautelare
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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