Cassazione Civile, Ordinanza n. 08947/2023 del 29/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia trae origine da una convenzione del 21 luglio 1980 avente a oggetto l’uso di suolo comunale per un chiosco adibito a bar. Il Comune ha agito per far accertare il grave inadempimento del concessionario, ottenere la declaratoria di decadenza dalla concessione, il rilascio del suolo pubblico e il pagamento delle somme asseritamente dovute, comprese quelle connesse all’applicazione di maggiori canoni previsti dal regolamento COSAP. Il Tribunale ordinario aveva accolto le domande; in appello il soccombente aveva eccepito il difetto di giurisdizione, e la Corte d’appello aveva declinato la giurisdizione in favore del giudice amministrativo ritenendo rilevante anche la decadenza dalla concessione e l’incidenza di poteri autoritativi della P.A. Il TAR, riassunta la causa, ha sollevato conflitto negativo, sostenendo invece che non vi fosse esercizio di potere autoritativo ma una controversia su diritti soggettivi e rapporti paritetici. Il Comune, nel regolamento, ha sostenuto che il rapporto fosse di natura convenzionale-contrattuale e che la decadenza fosse effetto automatico dell’inadempimento, senza esercizio di discrezionalità amministrativa.
La decisione
La Corte di cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario. Ha ritenuto che la controversia riguardi la fase esecutiva di una concessione-contratto e, in particolare, l’adempimento/inadempimento del rapporto, la richiesta di rilascio del bene e il pagamento dei canoni, senza che risulti l’esercizio di poteri autoritativi discrezionali o l’adozione di provvedimenti amministrativi incidenti sulla posizione del privato. Ha quindi disposto la rimessione delle parti innanzi alla Corte d’appello di Lecce, demandando al giudice ordinario anche la regolazione delle spese del giudizio di regolamento.
Norme richiamate
art. 133, comma 1, lett. c), c.p.a.
Attribuisce alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie relative a indennità, canoni e altri corrispettivi nella fase esecutiva della concessione, nonché le questioni inerenti ad adempimento e inadempimento del rapporto, quando non siano coinvolti poteri autoritativi della P.A.
art. 133, lett. b), c.p.a.
Non si applica quando la controversia non riguarda atti o provvedimenti autoritativi relativi alla concessione di beni pubblici, ma soltanto l’accertamento dell’inadempimento e delle conseguenze contrattuali.
art. 11 l. 7 agosto 1990, n. 241
La convenzione-contratto richiamata nel caso non è ricondotta agli accordi amministrativi in senso proprio, perché non determina il contenuto discrezionale del provvedimento finale né si sostituisce ad esso.
art. 11, comma 3, c.p.a.
Richiamato per il conflitto negativo di giurisdizione sollevato dal TAR.
art. 59, comma 3, l. 18 giugno 2009, n. 69
Richiamato come base processuale per la proposizione del conflitto negativo di giurisdizione.
art. 380-ter c.p.c.
Indica la trattazione camerale del regolamento di giurisdizione sulla base delle conclusioni scritte del Pubblico Ministero.
Massime di principio
- Nelle concessioni-contratto, le controversie relative all’adempimento, all’inadempimento e ai canoni maturati nella fase esecutiva appartengono di regola alla giurisdizione del giudice ordinario, perché attengono a un rapporto paritetico tra le parti.
- La giurisdizione amministrativa esclusiva si radica solo quando la pubblica amministrazione eserciti poteri autoritativi tipizzati dalla legge e si controverta su atti o provvedimenti amministrativi che incidano sulla posizione del privato.
- La mera richiesta della pubblica amministrazione di accertare l’inadempimento del concessionario e trarne le conseguenze negoziali, anche mediante la declaratoria di decadenza o risoluzione del rapporto, non trasforma la lite in controversia su esercizio di potere autoritativo.
- La rideterminazione del canone resta devoluta al giudice ordinario quando avvenga in base a parametri predeterminati e non mediante valutazioni discrezionali della P.A.
- Quando la pubblica amministrazione agisce in giudizio per far valere diritti derivanti dal rapporto concessorio, il giudizio non assume natura di tutela contro un provvedimento amministrativo, ma resta nell’ambito dei diritti soggettivi e dell’esecuzione del rapporto contrattuale.
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