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Sentenza

Sentenza n. 14591/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'annullamento del provvedimento di rigetto dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana (-OMISSIS-);

Giustizia amministrativa202306119

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana per residenza, motivato con riferimento a un recente precedente penale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992. Ha dedotto la violazione dei termini di conclusione del procedimento, degli artt. 8, comma 2, e 9 della legge n. 91/1992, dell'art. 3 del d.P.R. n. 362/1994 e degli artt. 2 e 4 della legge n. 241/1990, nonché violazione di legge, dei principi di ragionevolezza e proporzionalità ed eccesso di potere. Ha rappresentato la lunga residenza in Italia, il lavoro regolare, la stabile abitazione, l'integrazione familiare e sociale, la conoscenza della lingua italiana e il possesso dei requisiti economici. Il diniego era fondato sull'esistenza di un recente precedente penale, ritenuto dall'Amministrazione sintomatico di inaffidabilità e mancata integrazione nella comunità nazionale.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendolo infondato. Ha valorizzato l'ampio carattere discrezionale del provvedimento di concessione della cittadinanza e ha ritenuto pienamente sussistenti le ragioni ostative indicate dall'Amministrazione. In particolare, ha giudicato correttamente e congruamente motivato il diniego mediante il richiamo al recente precedente penale, relativo alla condanna per il delitto indicato nel provvedimento ma oscurato nel testo. Sono stati quindi respinti tutti i motivi di ricorso. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 5 febbraio 1992, n. 91

    La disposizione costituisce la base normativa della domanda di concessione della cittadinanza italiana per residenza; il relativo provvedimento presenta, secondo il giudice, un ampio carattere discrezionale.

  • art. 8, comma 2, l. 5 febbraio 1992, n. 91

    Richiamato dal ricorrente quale parametro di legittimità del diniego; il giudice ha respinto la relativa censura.

  • art. 3 d.P.R. 18 aprile 1994, n. 362

    Richiamato dal ricorrente quale parametro della disciplina procedimentale della concessione della cittadinanza; la relativa censura è stata respinta.

  • artt. 2 e 4 l. 7 agosto 1990, n. 241

    Richiamati dal ricorrente con riguardo ai termini e agli obblighi procedimentali; il giudice ha respinto le relative doglianze.

Massime di principio

  • La concessione della cittadinanza italiana per residenza costituisce esercizio di un potere ampiamente discrezionale dell'Amministrazione.
  • Nella valutazione della domanda di cittadinanza, un recente precedente penale può costituire ragione ostativa quando sia ritenuto sintomatico di inaffidabilità e di mancata integrazione nella comunità nazionale.
  • Il diniego di cittadinanza è adeguatamente motivato quando richiama in modo congruo un recente precedente penale ritenuto ostativo, anche in presenza di elementi favorevoli quali la stabile residenza, il lavoro regolare, l'integrazione familiare e sociale e la conoscenza della lingua italiana.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanza
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di motivazione

Testo integrale

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