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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25308/2022 del 04/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale della Libertà di Salerno che aveva rigettato l'istanza di riesame del decreto di sequestro preventivo (27/07/2021). Deduceva carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione: la merce rinvenuta nel container era formalmente dichiarata (EXA) e destinata al Senegal; la cooperativa era mero spedizioniere; la merce era usata e coerente con l'attività di mercatino dell'usato; la presenza di altro materiale non poteva automaticamente essere ricondotta alla società; pertanto non sarebbe provato il fumus dei reati e altri soggetti potevano essere responsabili.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso vertesse principalmente su vizio di motivazione e che, in materia di sequestro preventivo o probatorio, la cassazione è ammessa solo per violazione di legge o per vizi motivazionali talmente gravi da rendere il provvedimento incomprensibile. Nel caso non è emersa violazione di legge né carenza motivazionale: l'ordinanza del riesame era adeguatamente motivata e il fumus del reato risultava da elementi concreti (esportazione in preparazione verso il Senegal di rifiuti pericolosi e non pericolosi rinvenuti nel container, presenza di merce non dichiarata, apparecchiature elettroniche usate/fuori uso e abbigliamento dismesso non trattato, disposizione disordinata del materiale). Anche le esigenze cautelari erano motivate. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende e alle spese del procedimento ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Contestazione di concorso di persone nei reati ascritti; la Corte lo riporta tra le norme in relazione ai capi di imputazione.

  • art. 56 cod. pen.

    Rilevato in relazione a partecipazione o tentativo; citato nei capi relativi ai reati contestati.

  • art. 259 comma 1 d.lgs. 152/2006

    Norma sul traffico illecito di rifiuti: la Corte rileva che il materiale rinvenuto può integrarne gli estremi, essendovi elementi che fanno ritenere si tratti di rifiuti destinati all'esportazione.

  • art. 25-undecies d.lgs. 131/2001

    Norma richiamata insieme alle disposizioni ambientali per la qualificazione di condotte illecite connesse all'esportazione di rifiuti.

  • art. 256 d.lgs. 152/2006

    Richiamata in relazione ad illeciti in materia di gestione dei rifiuti; utilizzata per valutare il fumus del reato.

  • art. 483 cod. pen.

    Rilevata in relazione a falsificazione o dichiarazioni mendaci connesse alla documentazione di trasporto; la presenza di merce non dichiarata è valutata come elemento probatorio.

  • art. 648 cod. pen.

    Richiamata tra i reati ipotizzati (ricettazione/possesso di beni illeciti) rispetto alla merce rinvenuta nel container.

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    Richiamata per i limiti della motivazione nel ricorso (il ricorrente ha presentato i motivi nei limiti strettamente necessari per la motivazione).

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    La Corte applica la disposizione che limita i mezzi di impugnazione in cassazione indicandola come motivo per cui non è ammessa la censura generica della motivazione nelle ordinanze di sequestro.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna al pagamento di somme alla Cassa delle ammende e al rimborso delle spese in caso di ricorso inammissibile; applicata per la sanzione pecuniaria di Euro 3.000,00.

Massime di principio

  • Il ricorso in Cassazione contro provvedimenti di sequestro preventivo o probatorio è ammissibile principalmente per violazione di legge; i vizi di motivazione sono rilevanti solo se tali da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
  • Mere censure generiche della motivazione (es.: "mancanza" senza affrontare specifici punti decisivi) rischiano l'inammissibilità; il ricorrente deve indicare profili di legge violati o difetti motivazionali radicali.
  • Nel caso di spedizioni internazionali, la qualifica dei beni come "rifiuti" può essere desunta da circostanze materiali (presenza di apparecchiature fuori uso, abbigliamento dismesso non trattato, disposizione disordinata, merce non dichiarata) e il ruolo di spedizioniere non esonera automaticamente da responsabilità se emergono elementi che collegano l'operatore all'illecito.
  • Per opporsi efficacemente a un sequestro preventivo è utile produrre elementi concreti che contrastino il fumus (documentazione probante, tracciabilità completa, prove che i beni siano effettivamente destinati a riuso regolare) e, se si contesta la motivazione, indicare punti specifici di illogicità o omissione rilevanti ai fini di legge.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono comportare condanne economiche (Cassa delle ammende, spese processuali) ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; quindi valutare la fondatezza giuridica prima di impugnare.

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