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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 31164/2025 del 28/11/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia per incendio del 23/7/2018: Vittoria (intervenuta in surroga) contestava che la Corte d'appello avesse erroneamente escluso la responsabilità del subconduttore/custode (Di Stasio) ritenendo provato il "caso fortuito" per fatto doloso di terzi senza un accertamento positivo e concreto della causa in relazione alle condizioni della cosa, e impugnava anche la statuizione sulle spese; Arca contestava in appello la inoperatività della polizza promossa nei confronti di Di Stasio (art. 1892 c.c.) per dichiarazioni inesatte e l'esagerazione dolosa del danno (art. 35 CGA) e dedusse inoltre che la Corte d'appello omise di pronunciarsi sulla domanda di restituzione delle somme pagate in esecuzione provvisoria della sentenza di primo grado; Di Stasio impugnava la dichiarata inoperatività della polizza e la valutazione sulla presunta colpa grave/esagerazione del danno.

La decisione

La Cassazione ha accolto il primo motivo di Vittoria (sul corretto inquadramento e prova del fatto del terzo nei casi di danno da cosa in custodia) e ha ritenuto fondato il motivo di Arca (omessa pronuncia sulla domanda di restituzione delle somme pagate in esecuzione della sentenza di primo grado). Ha però dichiarato inammissibile il ricorso di Di Stasio. La sentenza di merito è cassata limitatamente alle censure accolte e la causa è rinviata alla Corte d'appello di Milano, in diversa composizione, per un nuovo esame e per decidere anche sulla restituzione e sulle spese del giudizio di legittimità; la decisione della Corte dovrà applicare i principi richiamati sulla distinzione tra art.1588 e art.2051 c.c. e sul necessario accertamento positivo, concreto e certo del fatto del terzo che esoneri il custode.

Norme richiamate

  • art. 2051 c.c.

    Regola la responsabilità per danno cagionato da cosa in custodia: è responsabilità oggettiva del custode che può essere esclusa solo con prova positiva, concreta e certa del caso fortuito/ fatto del terzo che abbia efficacia causale esclusiva rispetto alle condizioni della cosa custodita; non è sufficiente accertare soltanto la natura dolosa dell'evento senza stabilire la causa concreta in relazione alla custodia.

  • art. 1588 c.c.

    Si applica alla perdita o al deterioramento della cosa locata ed opera una presunzione di colpa del conduttore, superabile con prova di aver assolto agli obblighi di custodia; va distinto dall'art. 2051 c.c., e non è applicabile ai danni a immobili confinanti.

  • art. 1892 c.c.

    Stabilisce l'inoperatività dell'assicurazione in caso di dichiarazioni inesatte o reticenti dell'assicurato se rese con dolo o colpa grave e se determinanti per la formazione del consenso dell'assicuratore; onere probatorio a carico dell'assicuratore.

  • art. 35 CGA (Condizioni Generali di Assicurazione)

    Clausola contrattuale che prevede la perdita del diritto all'indennizzo in caso di esagerazione dolosa del danno da parte dell'assicurato; la Corte di merito può valutare l'esistenza di colpa grave o dichiarazioni mendaci sulla base della prova di fatto.

  • art. 112 c.p.c.

    Principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato: il giudice deve decidere su tutte le domande tempestivamente proposte dalle parti; l'omessa pronuncia sulla domanda restitutoria integra vizio di motivazione/nullità impugnabile.

  • art. 1916 c.c.

    Norma sulla surrogazione dell'assicuratore: l'assicurato che ha già ricevuto l'indennizzo non è litisconsorte necessario nel giudizio in surroga promosso dall'assicuratore nei confronti del terzo responsabile.

  • art. 292, 331, 332 c.p.c.

    Regole sulla notifica in cassazione e sulle conseguenze dell'irregolarità di notifica; la Corte ricorda che la notifica irrituale ad alcuni contumaci può non precludere la decisione quando si rientri nella disciplina delle cause scindibili (art.332) o quando sia possibile rinnovazione ai sensi dell'art.331.

Massime di principio

  • Danno a immobile confinante va inquadrato secondo art.2051 c.c. (responsabilità da cosa in custodia) e non ex art.1588 c.c. (locazione): il custode si libera solo provando positivamente il caso fortuito/fatto del terzo con efficacia causale esclusiva rispetto alle condizioni della cosa.
  • La mera constatazione che l'evento sia doloso non è sufficiente ad esonerare il custode: serve accertamento concreto della causa e della sua imprevedibilità/inevitabilità in relazione alla cosa custodita.
  • L'assicuratore che deduce l'inoperatività della polizza ai sensi dell'art.1892 c.c. deve provare tre elementi: inesattezza/reticenza della dichiarazione, dolo o colpa grave dell'assicurato, e carattere determinante della reticenza nella formazione del consenso.
  • Se in appello l'assicuratore chiede la restituzione di somme pagate in esecuzione provvisoria e la domanda è tempestiva, la Corte d'appello deve pronunciarsi: l'omessa pronuncia integra vizio correggibile in cassazione.
  • Nell'azione di surroga l'assicurato indennizzato non è parte necessaria: la sua contumacia non rende improcedibile l'impugnazione e non impedisce la decisione sulla surroga.
  • Vizi di forma della notificazione in cassazione (irritualità) possono essere superati o assorbiti se ricorre la fattispecie delle cause scindibili o con ordine di rinnovazione; il mancato controricorso può condizionare gli effetti della nullità.

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