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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41232/2024 del 11/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Firenze che aveva confermato la responsabilità penale di Marcucci per reati tributari (art. 8, art. 4 e art. 10 del d.lgs. 74/2000) in relazione all'emissione di fatture per operazioni inesistenti tramite societa' "cartiere" (2M Preziosi, Legamet, Tecnometal) e per occultamento di scritture contabili; il ricorrente articolava tre motivi: (1) censura sulla qualificazione di amministratore di fatto per mancata prova di poteri gestori effettivi, sostenendo fosse mero esecutore del dominus Ceccanti; (2) richiesta di revoca della confisca per somme riferite a reati per i quali era stato assolto; (3) deduzione che il dolo specifico previsto dall'art. 8 d.lgs. 74/2000 non sussista quando i destinatari delle fatture siano partecipi della medesima associazione delittuosa e quindi non "terzi".

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo per genericita' delle censure e per congruenza motivazionale della corte distrettuale che aveva ritenuto Marcucci amministratore di fatto in concorso con Ceccanti, avendo gestione concreta dei rapporti commerciali delle cartiere. Ha dichiarato infondato il terzo motivo, affermando che il dolo specifico dell'art. 8 sussiste al momento di emissione della fattura e non viene meno se il destinatario appartiene al medesimo sodalizio; il reato si consuma all'atto di emissione e non richiede l'utilizzazione del documento. Il ricorso e' stato invece accolto parzialmente limitatamente al secondo motivo: la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per la sola parte relativa alla confisca con esclusione e revoca degli importi riferiti ai capi per i quali era intervenuta l'assoluzione (capi 16, 17 e 19 punto 2), mentre nessuna revoca e' stata possibile con riferimento al capo 15 per il quale il giudice di primo grado non aveva indicato importi specifici. Le altre doglianze sono state dichiarate inammissibili o rigettate.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 art. 8

    Il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti e' reato istantaneo che si consuma al momento dell'emissione del documento; il dolo specifico finalizzato a consentire a terzi l'evasione sussiste anche se i destinatari appartengono allo stesso sodalizio criminoso, essendo irrilevante che il documento venga effettivamente utilizzato

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 art. 4

    Riferito alla contestazione di dichiarazione infedele; la sentenza ha confermato la responsabilita' per evasione I.V.A. per il periodo valutato quando emerse la prova degli elementi attivi omessi

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 art. 10

    Riguarda l'occultamento o distruzione delle scritture contabili; la condotta e' stata ritenuta penalmente rilevante in relazione alla resa delle scritture irreperibili durante le verifiche fiscali

  • art. 12-bis d.lgs. 74/2000

    Citato in relazione al vizio sul regime della confisca; la Corte ha valutato l'incompatibilita' della misura patrimoniale con le assoluzioni intervenute su alcuni capi

  • art. 322-ter c.p.

    Norma richiamata in relazione alla disciplina della confisca per equivalente; la Corte ha applicato il principio che la confisca non puo' permanere per reati per i quali e' stata pronunciata l'assoluzione e quando non risultino importi specificati in primo grado

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per il limite di devoluzione in cassazione delle questioni dedotte, con riferimento al contenuto e alla estensione dei motivi di ricorso ammessi in sede di legittimita'

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Richiamata nella discussione sul giudicato derivante da patteggiamento/applicazione di pena concordata nel procedimento per associazione a delinquere; la Corte ha ritenuto che quella pronuncia non contraddica le risultanze del processo sui reati-fine relativi alla gestione delle cartiere

Massime di principio

  • La qualifica di amministratore di fatto puo' essere riconosciuta anche in assenza di formale carica quando il soggetto svolge stabilmente e concretamente funzioni gestorie, in particolare nei rapporti commerciali con i terzi; il ruolo di "portavoce" e l'esclusiva interfaccia con i clienti possono suffragare tale qualifica
  • Il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti (art. 8 d.lgs. 74/2000) si consuma al momento dell'emissione e il dolo specifico e' ravvisabile anche se i destinatari sono partecipi dell'organizzazione: non e' necessaria la terzieta' del destinatario né l'effettiva utilizzazione del documento
  • La confisca per equivalente va motivata e parametrata agli importi riferiti a ciascun capo: se il giudice di merito non ha indicato l'importo relativo a un capo, non v'è fondamento per mantenere la confisca su quella fattispecie; inoltre, l'assoluzione per specifici capi impone la revoca della confisca relativa a quegli episodi
  • I motivi di cassazione non devono essere formulati in termini generici: censure indeterminate o prive di un preciso parametro critico sono spesso dichiarate inammissibili
  • Il giudicato o pronunce concordate in procedimenti connessi non annullano automaticamente accertamenti intervenuti in altri procedimenti quando le fattispecie giudicate non risultano in palese contraddizione con quanto accertato sui reati-fine

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