Cassazione Penale, Sentenza n. 10803/2026 del 20/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava il sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Roma (18/07/2025) nell'ambito di un procedimento per reati connessi alla normativa ambientale. Il ricorrente ha sostenuto di avere interesse concreto e attuale al dissequestro in qualità di locatario dell'area, per evitare o ridurre azioni risarcitorie da parte dei suoi clienti e per poter ottenere, nel successivo giudizio, un trattamento sanzionatorio più mite grazie all'applicazione dell'attenuante ex art. 62 n.6 cod. pen. Il Tribunale del riesame aveva invece dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse, rilevando che il ricorrente non era titolare dei beni, che molti beni erano già stati restituiti ai legittimi aventi diritto e che il contratto di locazione era risolto; inoltre sussisteva incertezze sulla titolarità di alcuni beni.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e, quindi, inammissibile. Ha confermato che il ricorrente non aveva legittimazione/relazione diretta e specifica con i beni sequestrati tale da giustificare l'impugnazione finalizzata alla restituzione. Ha escluso che il rischio di future azioni risarcitorie o la pretesa di ottenere una mitigazione sanzionatoria possano costituire interesse idoneo al fine di impugnare il sequestro. Ha ricordato inoltre che, per lo sgombero, l'interessato può chiedere al giudice dell'esecuzione un'autorizzazione temporanea di accesso ai luoghi sotto controllo della polizia giudiziaria. In conseguenza, ha posto a carico del ricorrente le spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen. e ha disposto, in via equitativa, il versamento di euro 3.000,00 (beneficiario indicato nel provvedimento; testo fornito incompleto sul destinatario finale).
Norme richiamate
art. 452-quaterdecies cod. pen.
Norma penale richiamata come capo di imputazione nel procedimento che ha motivato il sequestro preventivo; usata come riferimento sostanziale per la sussistenza della misura cautelare.
art. 256, comma 1, lett. a) e b), d.lgs. n. 152 del 2006
Norme del d.lgs. 152/2006 richiamate come base normativa per i delitti ambientali contestati e come fondamento per il sequestro preventivo di beni pertinenti al reato.
art. 62, n. 6, cod. pen.
Circostanza attenuante richiamata dal ricorrente (per aver eliminato o ridotto le conseguenze dannose del reato). La Corte ha ritenuto che l'aspettativa di ottenere tale attenuante nel processo non costituisce, di per sé, interesse idoneo a fondare l'impugnazione del sequestro preventivo.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma processuale che disciplina l'onere delle spese a carico del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per condannare il ricorrente alle spese del procedimento.
Sentenza Corte costituzionale 13/06/2000 n.186
Richiamata per giustificare l'applicazione di un versamento equitativo (somma di euro 3.000,00) nonostante l'assenza di dolo o colpa grave nella presentazione del ricorso; autorizza soluzioni di equità nel riparto degli oneri quando non sussista colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Giurisprudenza Sez. 3 (es. n. 16352 del 11/01/2021 e n. 39275 del 12/06/2018)
Sez. 3, n. 16352 del 11/01/2021; Sez. 3, n. 39275 del 12/06/2018
Precedenti richiamati per chiarire i requisiti dell'interesse a impugnare (occorrere una relazione specifica e diretta con la cosa sequestrata) e per confermare che lo sgombero temporaneo può essere autorizzato dal giudice dell'esecuzione sotto controllo della polizia giudiziaria.
Massime di principio
- Per ottenere il dissequestro preventivo occorre una legittimazione diretta sulla cosa: il ricorrente deve dimostrare un rapporto giuridico che renda il dissequestro idoneo a produrre immediati effetti nella sua sfera giuridica (es. titolarità, proprietà, diritto reale).
- Il mero rischio di future richieste risarcitorie o la speranza di ottenere un trattamento sanzionatorio più favorevole nel processo non costituiscono, di per sé, interesse idoneo a fondare l'impugnazione del sequestro preventivo.
- Se il contratto di locazione è risolto e i beni sono stati restituiti ai titolari, l'interesse del locatario a impugnare il sequestro è generalmente insussistente.
- In presenza della necessità di liberare o sgomberare un luogo per ragioni pratiche, l'interessato dovrebbe chiedere al giudice dell'esecuzione un'autorizzazione temporanea di accesso/sgombero sotto il controllo della polizia giudiziaria, anziché fondare il ricorso sul presunto interesse all'annullamento del sequestro.
- Le impugnazioni manifestamente infondate o prive di interesse possono comportare la condanna alle spese processuali e, anche in assenza di colpa grave, il versamento di una somma equitativa a titolo di contributo, secondo i criteri della giurisprudenza e della Corte costituzionale.
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