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Sentenza

Sentenza n. 1297/2026 - Palermo, Sezione 4

Giustizia amministrativa202400696

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego prefettizio della nomina a guardia particolare giurata volontaria per la vigilanza ambientale zoofila

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (aspirante guardia giurata)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto prefettizio del 14 marzo 2024, con cui era stata respinta la sua istanza di nomina a guardia particolare giurata volontaria per la vigilanza ambientale zoofila. Il diniego era fondato su una condanna definitiva per lesioni personali in concorso, relativa a fatti del 2004, e su plurimi controlli effettuati in compagnia di soggetti gravati da precedenti penali. Con il primo motivo è stata dedotta la violazione dell’art. 10-bis della legge n. 241/1990, poiché l’Amministrazione aveva affermato che il ricorrente non aveva presentato memorie dopo il preavviso di rigetto, sebbene egli avesse trasmesso tempestive osservazioni via PEC, richiamando la riabilitazione penale intervenuta nel 2018, la distanza temporale del fatto, l’assenza di ulteriori segnalazioni e la propria successiva condotta di vita. Con il secondo motivo sono stati dedotti eccesso di potere, difetto di istruttoria, travisamento dei fatti, carenza dei presupposti e illogicità della motivazione, contestando il carattere risalente della condanna, la genericità dei riferimenti alle frequentazioni con soggetti pregiudicati e l’omessa valutazione complessiva, concreta e attualizzata dell’affidabilità dell’interessato.

La decisione

Il TAR ha accolto entrambi i motivi e annullato il decreto prefettizio. Ha rilevato che le osservazioni presentate dopo il preavviso di rigetto risultavano documentalmente pervenute, ma non erano state esaminate; il provvedimento finale aveva anzi erroneamente affermato la loro mancata presentazione. Tale omissione ha leso in modo concreto la funzione partecipativa dell’art. 10-bis della legge n. 241/1990, che impone non solo di ricevere le deduzioni dell’interessato, ma anche di valutarle effettivamente e di esplicitare le ragioni del loro eventuale mancato accoglimento. Il giudice ha inoltre ritenuto insufficiente la motivazione sull’affidabilità: il decreto non specificava le circostanze di tempo e luogo dei controlli, né l’identità dei soggetti frequentati, e non chiariva il percorso logico tra tali elementi generici e il giudizio negativo. Anche la condanna penale era stata richiamata in termini meramente descrittivi, senza considerare la riabilitazione, l’assenza di ulteriori segnalazioni, la distanza temporale e l’isolamento del fatto. Pur riconoscendo la natura preventiva, prognostica e discrezionale della valutazione di affidabilità nei procedimenti relativi ai titoli di polizia, il TAR ha affermato che essa deve poggiare su un’istruttoria adeguata e su una motivazione puntuale, individualizzata e attualizzata, senza automatismi fondati su precedenti risalenti o formule generiche. L’annullamento lascia salva la riedizione del potere, previa integrazione istruttoria e nuova motivazione coerente con le risultanze del procedimento. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Il preavviso di rigetto impone all’Amministrazione di esaminare effettivamente le osservazioni dell’interessato e di indicare le ragioni del loro eventuale mancato accoglimento; l’omissione è concreta e lesiva quando impedisce la valutazione degli elementi difensivi prima dell’adozione del provvedimento finale.

  • artt. 76, 79, 80 e 81 d.P.R. 115/2002

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Sono richiamati ai fini della verifica dei presupposti per l’ammissione definitiva al patrocinio a spese dello Stato e della liquidazione del compenso al difensore.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Nei procedimenti amministrativi soggetti all’art. 10-bis della legge n. 241/1990, l’Amministrazione deve esaminare in concreto le osservazioni presentate dall’interessato e deve dare conto, nella motivazione finale, delle ragioni per cui non le ritiene idonee a superare i motivi ostativi; l’erronea attestazione della mancata presentazione delle memorie integra un vizio sostanziale del procedimento e del provvedimento.
  • Anche nei procedimenti relativi al rilascio di titoli di polizia, caratterizzati da valutazioni preventive e prognostiche, il giudizio di affidabilità non può fondarsi automaticamente su precedenti penali risalenti o su generici riferimenti a frequentazioni controindicate.
  • La valutazione amministrativa di affidabilità deve essere sorretta da un’istruttoria adeguata e da una motivazione intellegibile, con indicazione degli elementi concreti posti a base del giudizio e del nesso tra tali elementi e l’attuale rischio di abuso o di inaffidabilità.
  • Quando l’interessato contesta puntualmente gli elementi ostativi, l’Amministrazione deve svolgere una valutazione complessiva, individualizzata e attualizzata della sua posizione, considerando anche la riabilitazione, la distanza temporale dei fatti, l’assenza di ulteriori segnalazioni e la condotta successiva, ove dedotti nel procedimento.
  • L’annullamento di un diniego per violazione dell’art. 10-bis, difetto di istruttoria e difetto di motivazione non comporta automaticamente il rilascio del titolo, ma impone la riedizione del potere sulla base di un’istruttoria integrata e di una motivazione puntuale e coerente.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneEccesso di potere

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