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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23853/2022 del 21/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 30/11/2021 della Corte d'appello di Trieste che aveva respinto l'istanza di rescissione del giudicato proposta da Alessandro Vitri avverso la sentenza del Tribunale di Trieste che, procedendo in sua assenza, lo aveva condannato a mesi tre di arresto per il reato di cui all'art. 659 c.p. Il ricorrente deduceva che la Corte territoriale aveva illegittimamente ritenuto che egli si fosse sottratto volontariamente al processo o che non avesse dimostrato l'incolpevole mancata conoscenza del procedimento, nonostante avesse eletto domicilio nella sua residenza poi divenuta inidonea a seguito di trasferimento; inoltre denunciava la violazione degli artt. 420-bis e 629-bis c.p.p., anche per violazione degli artt. 11 e 117 Cost. in relazione alla Dir. 2016/343/UE e all'art. 6 CEDU. In via subordinata, sollevava questione di costituzionalità dell'art. 629-bis. Con secondo motivo lamentava la mancata motivazione sulla richiesta di sospensione dell'esecuzione della sentenza ai sensi degli artt. 629-bis, comma 4, e 635 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato (assorbendo il secondo), annullando l'ordinanza impugnata e rinviando per nuovo giudizio alla Corte di appello di Trieste. La Corte ha stabilito che non può automaticamente ritenersi che l'imputato si sia sottratto volontariamente al processo per il solo fatto di non aver mantenuto contatti con il difensore d'ufficio dopo la sopravvenuta inidoneità del domicilio eletto; l'elezione di domicilio nelle indagini preliminari non vale di per sé come prova di effettiva conoscenza della vocatio in iudicium. È richiesto che, per escludere la rescissione del giudicato, emerga una volontaria e consapevole sottrazione al procedimento e non un mero difetto di diligenza. L'onere probatorio grava sull'istante in termini di allegazione delle ragioni e degli elementi a sostegno, ma il giudice ha il dovere di adottare d'ufficio le integrazioni istruttorie necessarie per verificarne l'oggettiva fondatezza. Nel caso concreto la Corte territoriale non ha valutato adeguatamente le allegazioni del Vitri né compiuto accertamenti istruttori richiesti; pertanto l'ordinanza è annullata con rinvio.

Norme richiamate

  • art. 659 cod. pen.

    Articolo che disciplina il fatto-reato contestato (aggravamento o condotta sanzionata); indicato per specificare la fattispecie per cui Vitri era stato condannato.

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata in tema di condizioni per procedere in assenza; la Corte ricorda che l'accertamento dell'effettiva conoscenza del procedimento si deve riferire alla 'vocatio in iudicium' e non alla mera elezione di domicilio nelle indagini preliminari.

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la rescissione del giudicato in caso di processo celebrato in assenza; la Corte precisa che va interpretata nel senso che esclude la rescissione solo quando l'imputato si sia volontariamente posto nelle condizioni di non avere adeguata notizia del processo (sottrazione colpevole), non per un mero difetto di diligenza; l'interpretazione impone comunque al giudice di accertare l'oggettiva fondatezza della mancata conoscenza e di adottare integrazioni istruttorie ove necessario.

  • art. 161, comma 4 cod. proc. pen.

    Richiamato in riferimento alle modalità di notifica 'a mano' a soggetto legittimato e alla possibile notifica della vocatio in iudicium in luogo diverso da quello di domicilio eletto.

  • art. 162, comma 4-bis cod. proc. pen.

    Citato per distinguere regole diverse di efficacia della elezione di domicilio presso difensore e per sottolineare come, precedentemente all'introduzione di tale comma, l'elezione non costituisse di per sé prova sufficiente dell'effettiva instaurazione del rapporto professionale.

  • art. 635 cod. proc. pen.

    Norma richiamata con riferimento alla sospensione dell'esecuzione della sentenza in caso di richiesta di rescissione; la Corte ha assorbito la questione poiché ha ritenuto fondato il primo motivo.

  • art. 24, 111 e 117 Cost.

    Richiamate in relazione ai principi di diritto di difesa e giusto processo; la Corte valuta l'interpretazione dell'art. 629-bis anche alla luce di questi principi costituzionali.

  • art. 6 CEDU e Dir. 2016/343/UE

    Richiamati per il parametro convenzionale e sovranazionale del giusto processo; la Corte confronta l'interpretazione nazionale delle norme processuali con i diritti garantiti dalla CEDU e dalla direttiva europea.

  • art. 625-ter (previgente)

    Riferimento storico normativo: la Corte richiama la riforma che ha sostituito/abrogato il previgente articolo introducendo l'art. 629-bis, osservando il cambiamento di competenze e l'intento legislativo di trasferire l'incidente di rescissione alle Corti d'appello.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio nella fase delle indagini preliminari non costituisce di per sé prova dell'effettiva conoscenza della 'vocatio in iudicium' e quindi non preclude automaticamente la rescissione del giudicato.
  • Per escludere la rescissione del giudicato non basta un mero difetto di diligenza dell'imputato: è necessario provare una volontaria e consapevole sottrazione al processo (comportamento colpevole).
  • L'onere principale per l'istante è di allegare le ragioni e gli elementi che giustificano la richiesta di rescissione; tuttavia il giudice ha il dovere di disporre d'ufficio le integrazioni istruttorie necessarie per verificarne l'oggettiva fondatezza.
  • Nel caso di trasferimento o sopravvenuta inidoneità del domicilio eletto, il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale col difensore domiciliatario prima di presumere la conoscenza del processo da parte dell'imputato.
  • La rescissione può essere ottenuta anche se l'imputato non prova pienamente l'"incolpevole" mancata conoscenza, purché risulti che l'assenza non sia il frutto di una volontaria sottrazione; la valutazione richiede accertamenti di merito e non automatismi.

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