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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19613/2024 del 16/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte di appello di Roma per due gruppi di censure: 1) vizio di motivazione relativo all'applicazione della circostanza aggravante del nesso teleologico (art. 61, n. 2, cod. pen.), sostenendo che al momento del furto l imputato non avrebbe rappresentato né voluto la successiva utilizzazione della carta di debito; 2) vizio di motivazione e mancanza di chiarezza, in particolare nella parte relativa al bilanciamento delle circostanze e al calcolo della pena (mancata indicazione della pena base e errato calcolo della diminuzione per la scelta del rito). Sono stati poi depositati motivi aggiunti che riproducono e sviluppano le medesime doglianze.

La decisione

La Corte di cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla circostanza aggravante di cui all'art. 61, n. 2 cod. pen., ritenendo che al momento della consumazione del furto l imputato non poteva avere la rappresentazione e la volontà diretta alla successiva utilizzazione della carta e dei PIN; ha inoltre annullato con rinvio la decisione quanto al trattamento sanzionatorio (pena) per errori nella motivazione del calcolo: la Corte territoriale non ha indicato la pena base e ha calcolato in modo errato la diminuzione per la scelta del rito. La Corte ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Roma per nuovo esame della determinazione della pena tenendo conto dell'eliminazione dell'aggravante.

Norme richiamate

  • art. 61, n. 2, cod. pen.

    La Corte ha interpretato la circostanza aggravante del nesso teleologico nel senso che richiede che, al momento della consumazione del reato-mezzo, la volontà dell'agente sia effettivamente diretta alla commissione del reato-scopo e che quest ultimo sia stato rappresentato con sufficiente chiarezza; nel caso concreto tale condizione non sussisteva perché l imputato non sapeva della presenza della carta e dei PIN al momento del furto.

  • art. 493-ter, cod. pen.

    Norma richiamata come descrittiva del reato-scopo (indebito utilizzo della carta di pagamento); la Corte ha rilevato che tale reato è stato commesso successivamente al furto ma che la sua prevedibilità non può essere automaticamente postulata se l'autore non conosceva il contenuto del portafogli al momento del furto.

Massime di principio

  • Per applicare l'aggravante del nesso teleologico occorre che al momento del reato-mezzo l'agente avesse la chiara rappresentazione e la volontà di compiere il reato-scopo; la scoperta successiva di elementi utili non basta a integrare il nesso.
  • Se la motivazione della corte di merito non indica la pena base e i passaggi aritmetici per le eventuali riduzioni, la determinazione del trattamento sanzionatorio è affetta da vizio e può comportare annullamento e rinvio.
  • La riduzione per la scelta del rito (es. diminuzione per rito abbreviato) va applicata correttamente in termini aritmetici e la corte deve esplicitare il calcolo; errori materiali o di motivazione su questo punto giustificano il rinvio.
  • Dubbi generici sulla chiarezza della motivazione sono meno efficaci: il ricorso deve individuare con precisione le parti oscuri o gli errori di calcolo per essere ritenuto fondato in relazione alla motivazione.
  • Se l'annullamento riguarda una circostanza aggravante, il giudice del rinvio deve ricalcolare la pena tenendo conto dell eliminazione della circostanza e delle eventuali altre modifiche conseguenti.

Testo integrale

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