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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21484/2023 del 19/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione con unico motivo per violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento all'art. 11, comma 2, d.lgs. n. 159 del 2011. Il ricorrente ha contestato che la Corte di appello lo abbia ritenuto sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno al momento della violazione: sosteneva che il decreto che aveva originariamente applicato la misura il 24/06/2008 era stato revocato ex tunc con provvedimento del 13/09/2016, e che il decreto di aggravamento del 10/03/2011 non poteva né protrarre gli effetti di una misura revocata né essere considerato una nuova applicazione tale da farlo ritenere vincolato al tempo della violazione accusata (9/09/2015).

La decisione

Il ricorso in Cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che la revoca del 13/09/2016 avesse riguardato solo l'originaria misura applicata il 24/06/2008 e non avesse inciso sul provvedimento di aggravamento del 10/03/2011, il quale era fondato su elementi diversi e successivi. Il decreto di aggravamento è rimasto efficace per due anni a partire dal 5/03/2014 (data del verbale di sottoposizione agli obblighi) e quindi anche alla data della violazione del 9/09/2015. Conseguentemente la condanna confermata in grado di appello è stata mantenuta e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011, art. 75, comma 2

    Norma richiamata come fattispecie penale violata dal ricorrente; la Corte ha ritenuto provata la violazione degli obblighi connessi alla misura di prevenzione aggravata.

  • d.lgs. n. 159 del 2011, art. 11, comma 2

    Norma riferita alla disciplina delle misure di prevenzione e del loro aggravamento; la Corte ha interpretato che la revoca dell'originaria misura non incide automaticamente su un successivo decreto di aggravamento che abbia autonoma base fattuale e durata, il quale resta efficace nei termini stabiliti e può essere fatto valere per accertare la sussistenza di violazioni commesse nel periodo di efficacia.

Massime di principio

  • La revoca di una misura di prevenzione si applica esclusivamente alla misura oggetto del provvedimento di revoca; provvedimenti successivi di aggravamento basati su fatti nuovi e specifici possono conservare autonomia e operatività a meno che la revoca non li colpisca espressamente.
  • Per accertare la responsabilità penale per la violazione di obblighi connessi a misure di prevenzione occorre verificare la concreta efficacia della misura alla data della condotta contestata; la data del verbale di sottoposizione o di applicazione degli obblighi è determinante per calcolare il periodo di efficacia.
  • Un provvedimento di aggravamento ha efficacia e durata proprie e non è automaticamente assorbito o neutralizzato da atti che riguardano precedenti misure, salvo che emerga in modo chiaro che la revoca aveva ad oggetto anche l'aggravamento.
  • In giudizio, l'onere di dimostrare che una revoca ha avuto effetto anche su provvedimenti successivi grava sulla parte che lo asserisce; il giudice valuterà la portata del provvedimento di revoca alla luce del suo contenuto e dei riferimenti temporali e motivazionali.
  • Quando si contesta l'applicabilità di una misura al momento della condotta, è essenziale produrre i provvedimenti rilevanti e le date di efficacia per consentire al giudice di determinare se la misura era effettivamente in vigore.

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