Cassazione Penale, Sentenza n. 18398/2024 del 10/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorsi contestano principalmente: per Porzio, l'erronea qualificazione della sua condotta quale concorso esterno nell'associazione mafiosa (contestando presunte contraddizioni e l'assenza di contributo al programma associativo, sostenendo al più il favoreggiamento reale ex art. 379 c.p.); per Trigila, l'insufficienza della prova della sua intraneità al sodalizio (contestazione dell'interpretazione di intercettazioni e di singoli episodi), la mancata prova della disponibilità di armi ovvero della consapevolezza delle stesse (art. 416-bis, comma 4), la non configurabilità di alcune aggravanti (art. 416-bis.1) e plurime censure sul trattamento sanzionatorio (diniego delle attenuanti generiche, motivazione degli aumenti per continuazione e calcolo della pena).
La decisione
Il ricorso di Porzio è stato dichiarato inammissibile: la Corte di cassazione ha ritenuto congrua la valutazione della Corte d'Appello secondo cui Porzio svolgeva un'intermediazione costante, con contributo causale alla gestione della cassa del sodalizio, e quindi integra il concorso esterno nell'associazione mafiosa; è stata altresì respinta la riclassificazione in favoreggiamento reale. I ricorsi di Trigila sono stati in parte accolti esclusivamente sul profilo del trattamento sanzionatorio: la Corte ha confermato le condanne e le aggravanti (inclusa la disponibilità di armi e l'uso del metodo mafioso/agevolazione del clan) ma ha annullato la quantificazione dell'aumento per continuazione per carenza motivazionale e per errore nel calcolo, rinviando ad altra sezione della Corte d'Appello di Catania per nuovo esame su quel punto. Inoltre, Porzio è stato condannato al pagamento delle spese e a versare €3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 416-bis c.p.
La norma sull'associazione di stampo mafioso è stata applicata confermando che il contributo costante e consapevole alla cassa dell'organizzazione integra concorso esterno o partecipazione; per Trigila la partecipazione associativa è stata ritenuta provata.
art. 416-bis, comma 4 c.p.
La circostanza aggravante per la disponibilità di armi può essere applicata anche quando il partecipante sia consapevole o ignori per colpa la detenzione di armi da parte del sodalizio; la Corte ha ritenuto la notoria disponibilità di armi nel clan rilevante anche per la posizione del Trigila.
art. 416-bis.1 c.p.
Aggravante relativa all'utilizzo del metodo mafioso e all'agevolazione economica del sodalizio: la Corte ha ritenuto sussistente l'uso del metodo mafioso nella condotta di Trigila e la finalità di garantire il monopolio all'organizzazione.
art. 379 c.p.
Richiamato dalla difesa come possibile riclassificazione in favoreggiamento reale; la Corte ha escluso tale ricostruzione perché la condotta di Porzio è risultata costante e non isolata, integrando quindi concorso esterno.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p.
Limitazioni del sindacato della Cassazione: la Corte ha ribadito che non è consentita la revisione dei fatti o la riconsiderazione globale delle fonti probatorie, potendo esaminare solo vizi di diritto, illogicità manifesta o carenze motivazionali specifiche.
art. 616 c.p.p.
Norma richiamata per la condanna di Porzio al pagamento delle spese e per l'irrogazione della sanzione alla Cassa delle ammende per inammissibilità del ricorso.
art. 132 e art. 133 c.p.
Principi di determinatezza e motivazione della pena: la Corte ha ritenuto in parte sufficiente la motivazione della Corte d'appello (sulle attenuanti e sulla pena base) ma ha censurato la mancata motivazione specifica e l'errore di calcolo relativo all'aumento per continuazione.
art. 81 c.p.
Richiami in tema di continuazione e cumulo delle pene: la Corte ha richiesto motivazione dettagliata e proporzionata per l'aumento per continuazione, ritenendo insufficiente quella fornita dalla Corte d'appello sul punto.
Massime di principio
- Per configurare il concorso esterno in associazione mafiosa occorre dimostrare un contributo concreto, consapevole e durevole alla vita e all'operatività della organizzazione: atti isolati o episodici possono non essere sufficienti.
- La Cassazione non rivede i fatti né riconsidera integralmente le prove: le doglianze che si risolvono in una diversa lettura delle prove sono inammissibili per difetto di sindacato di merito (art. 606 c.p.p.).
- La circostanza aggravante relativa alla disponibilità di armi (art. 416-bis, comma 4) può essere applicata quando la detenzione di armi è notoriamente collegata al sodalizio e il partecipante ne è consapevole o la ignora per colpa.
- La distinzione tra favoreggiamento reale (art. 379 c.p.) e concorso esterno dipende dalla continuità e dalla rilevanza causale dell'azione: attività ripetute e funzionali al mantenimento delle casse associative tendono a qualificarsi come concorso esterno.
- Nella quantificazione della pena e negli aumenti per continuazione il giudice di merito deve fornire motivazione specifica e calcoli corretti: errori aritmetici o mancanza di adeguata motivazione implicano annullamento parziale e rinvio.
- Le contestazioni relative all'identità di interlocutori in intercettazioni o alla valutazione probatoria devono essere specificamente fondate; censure generiche sull'interpretazione delle intercettazioni difficilmente superano il controllo di legittimità.
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