Sentenza del 07/03/2017 n. 387 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte
Investimenti e attività finanziarie detenuti nei paradisi fiscali - Operatività della presunzione di costituzione mediante redditi sottratti a tassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava l'applicazione dell'art. 12, comma 2, del d.l. 78/2009 agli investimenti e alle attività finanziarie detenuti in Stati o territori a fiscalità privilegiata. La norma prevede una presunzione relativa secondo cui tali disponibilità si considerano costituite, salvo prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione in Italia. Il contribuente sosteneva, in sostanza, che la disposizione non potesse incidere retroattivamente sulla natura sostanziale del rapporto tributario o determinare automaticamente l'esistenza di redditi evasi.
La decisione
La tesi dell'Amministrazione finanziaria è stata ritenuta applicabile. L'art. 12, comma 2, del d.l. 78/2009 è stato qualificato come norma di natura procedimentale, poiché incide esclusivamente sulle modalità di acquisizione e valutazione della prova dell'evasione, introducendo una presunzione legale relativa ai sensi dell'art. 2728 c.c. La presunzione non è assoluta: il contribuente conserva la possibilità di fornire prova contraria dimostrando che gli investimenti esteri non derivano da redditi sottratti a tassazione in Italia.
Norme richiamate
Art. 12, comma 2, del decreto-legge n. 78/2009
Gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenuti negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato si presumono costituiti, salva la prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione.
La disposizione introduce una presunzione legale relativa sulla provenienza fiscalmente illecita delle attività estere detenute in paradisi fiscali e pone sul contribuente l'onere di dimostrare l'origine non evasiva delle somme.
Art. 2728 del codice civile
La presunzione legale relativa dispensa l'Amministrazione dalla prova diretta del fatto presunto, ma consente al contribuente di fornire prova contraria. La norma è stata intesa come regola procedimentale e probatoria, non come modifica sostanziale del rapporto tributario.
Massime di principio
- La detenzione di investimenti o attività finanziarie in paradisi fiscali può far scattare una presunzione legale di costituzione mediante redditi sottratti a tassazione in Italia.
- La presunzione è relativa e non equivale automaticamente all'accertamento definitivo dell'evasione: il contribuente può superarla dimostrando l'origine lecita e già tassata delle somme, oppure la loro estraneità alla fiscalità italiana.
- Quando una norma incide sulle modalità di prova e sull'onere probatorio, senza creare un nuovo obbligo fiscale sostanziale, può essere qualificata come procedimentale.
- È essenziale conservare documentazione idonea a dimostrare provenienza, data, titolarità e trattamento fiscale delle disponibilità estere, poiché l'onere della prova contraria grava sul contribuente.
- La qualificazione di una norma come procedimentale non elimina il diritto di difesa, ma consente all'Amministrazione di utilizzare una presunzione legale per ricostruire la possibile evasione.
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