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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17511/2025 del 29/06/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (banca)

La controversia

Una banca, deducendo di essere creditrice verso una persona fisica che aveva prestato fideiussione a garanzia dell'esposizione della società debitrice principale, ha agito per far dichiarare inefficace nei suoi confronti un atto di compravendita con cui la garante aveva trasferito tutti i propri immobili a una società acquirente. Il Tribunale ha accolto la domanda; la Corte d'appello ha confermato, rilevando che l'atto era successivo all'insorgenza del credito e che non era stata provata l'effettiva corresponsione dell'intero prezzo, poiché gran parte di esso risultava assunta mediante accollo di debiti pregressi senza prova della liberazione della venditrice, dell'adempimento dell'accollante e della liberazione degli immobili dalle ipoteche. In Cassazione le ricorrenti hanno dedotto: 1) violazione dell'art. 2901 c.c. in relazione all'art. 2808 c.c., sostenendo che la presenza di ipoteche anteriori e gravanti per importi tali da assorbire il valore degli immobili escludeva l'eventus damni e il dolo, poiché la banca, come creditore chirografario, non avrebbe comunque potuto soddisfarsi su quei beni; 2) violazione delle norme sull'onere della prova e sul pagamento del prezzo, contestando la valutazione della Corte d'appello sulla mancata prova del pagamento, assumendo che l'assegno circolare e l'accollo bastassero a dimostrare l'avvenuto pagamento e che il creditore non potesse mettere in discussione le modalità pattuite tra le parti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo, affermando che nella revocatoria ordinaria la presenza di ipoteche sul bene alienato non esclude di per sé l'eventus damni, perché il giudizio va compiuto in prospettiva prognostica verso il futuro, tenendo conto della possibile estinzione o riduzione delle garanzie reali; inoltre, l'azione revocatoria tutela l'effettività della garanzia patrimoniale e non richiede che il bene sia libero o capiente, potendo il bene restare aggredibile anche se gravato da ipoteche. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo perché non colpiva la ratio decidendi della sentenza impugnata: la Corte d'appello non aveva solo dubitato della prova del pagamento, ma aveva accertato che il prezzo in gran parte era stato pattuito mediante accollo di debiti pregressi senza prova della liberazione della venditrice né dell'adempimento dell'accollante, con conseguente mancato soddisfacimento della maggior parte del prezzo; ha inoltre aggiunto che, anche a voler ritenere pagato il prezzo, la sostituzione di beni immobili con denaro integra comunque un pregiudizio per il creditore, perché altera qualitativamente la garanzia patrimoniale. Le ricorrenti sono state condannate in solido alle spese di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 2901 c.c.

    Nell'azione revocatoria ordinaria il pregiudizio per il creditore può consistere anche in un pericolo di danno, e la presenza di ipoteche sul bene non esclude automaticamente l'eventus damni; rileva una valutazione prognostica della concreta incidenza dell'atto sulla garanzia patrimoniale.

  • art. 2808 c.c.

    Richiamato solo in connessione con l'esistenza delle ipoteche sugli immobili alienati, senza escludere la revocabilità dell'atto dispositivo.

  • art. 210 c.p.c.

    Il mancato ottemperamento all'ordine di esibizione è stato valorizzato nel giudizio di merito per la valutazione della prova del pagamento, ma la censura è stata ritenuta non decisiva rispetto alla ratio.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Indica la trattazione del ricorso in camera di consiglio con il rito camerale accelerato.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte ha dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Nell'azione revocatoria ordinaria, la sussistenza dell'eventus damni va valutata con giudizio prognostico rivolto al futuro: il creditore non deve dimostrare un danno attuale e concreto, ma è sufficiente che l'atto renda incerta o meno fruttuosa l'esecuzione forzata.
  • La presenza di ipoteche anteriori sul bene alienato non esclude di per sé il pregiudizio revocatorio, perché le garanzie reali possono venir meno o ridursi e, comunque, il bene può restare parte della garanzia patrimoniale aggredibile dal creditore.
  • L'azione revocatoria tutela l'effettività della responsabilità patrimoniale e produce solo inefficacia relativa dell'atto, non un effetto restitutorio: non occorre che il bene sia libero da pesi o pienamente capiente.
  • Se il prezzo di compravendita è in larga parte realizzato mediante accollo di debiti pregressi, il pagamento non può ritenersi provato senza dimostrare la liberazione del debitore originario e l'effettivo adempimento dell'accollante.
  • È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione che non confronti la reale ratio decidendi della sentenza impugnata e si limiti a prospettare contestazioni astratte o non decisive rispetto all'accertamento compiuto dal giudice di merito.
  • Ai fini della revocatoria, il pregiudizio può derivare non solo dalla diminuzione quantitativa della garanzia patrimoniale, ma anche dalla sua modifica qualitativa, come nella sostituzione di immobili con denaro facilmente occultabile.

Come è indicizzato

MaterieFideiussioneImpugnazioni
RamiContrattiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullità

Testo integrale

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