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Sentenza

Sentenza del 18/02/2019 n. 7242 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente era stato condannato per i reati previsti dal D.Lgs. n. 74 del 2000, artt. 2 e 4, in relazione alla dichiarazione dei redditi della società per l'anno d'imposta 2010, per l'indicazione di elementi passivi fittizi, l'omessa indicazione di elementi attivi e l'utilizzo di fatture relative a operazioni oggettivamente inesistenti. Tra i motivi di ricorso, la difesa contestava soprattutto che i prelievi di cassa effettuati dall'imputato fossero stati automaticamente qualificati come ricavi non dichiarati sulla base di una presunzione propria del diritto tributario.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il motivo relativo all'utilizzo della presunzione tributaria. Ha stabilito che le presunzioni legali tributarie non possono costituire, da sole, prova della commissione di un reato fiscale, ma possono avere soltanto valore indiziario e devono essere accompagnate da ulteriori elementi di riscontro valutati autonomamente dal giudice penale. Poiché la Corte d'appello aveva fondato la responsabilità principalmente sui prelievi di cassa, senza individuare adeguati elementi aggiuntivi, la sentenza è stata annullata. Non vi è stato rinvio perché i reati erano ormai prescritti dal 19 marzo 2018; pertanto, la sentenza è stata annullata senza rinvio per estinzione dei reati per prescrizione.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 2

    utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

    La disposizione riguarda l'utilizzo, nella dichiarazione fiscale, di fatture o documenti relativi a operazioni oggettivamente inesistenti.

  • D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 4

    La norma sanziona l'indicazione in dichiarazione di elementi attivi inferiori a quelli effettivi o di elementi passivi inesistenti, quando sono superate le soglie di rilevanza penale previste dalla legge.

  • Codice penale, art. 131-bis

    particolare tenuità del fatto

    La Corte d'appello aveva escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità, ma tale questione è rimasta assorbita dall'annullamento della sentenza.

  • Presunzioni legali tributarie

    Le presunzioni previste dalla normativa tributaria non sono sufficienti, da sole, a dimostrare in sede penale la commissione di un reato fiscale. Possono costituire elementi indiziari, ma devono essere liberamente valutate insieme ad altri elementi di riscontro.

  • Prescrizione dei reati

    Quando il reato è prescritto, la Corte di cassazione può annullare la sentenza senza rinvio per estinzione del reato, purché non emergano dagli atti elementi idonei a giustificare una pronuncia assolutoria nel merito.

Massime di principio

  • In un procedimento penale tributario, un accertamento o una presunzione fiscale non può essere automaticamente trasformato in prova della responsabilità penale.
  • Prelievi di cassa, ricavi presunti o altre risultanze contabili possono avere valore indiziario, ma devono essere corroborati da ulteriori elementi concreti che dimostrino l'effettiva condotta fraudolenta o evasiva.
  • Il giudice penale deve valutare autonomamente gli elementi probatori secondo gli standard del processo penale e non può limitarsi a recepire le conclusioni dell'amministrazione finanziaria.
  • La distinzione tra costi inesistenti e costi reali ma indeducibili è rilevante: l'indeducibilità fiscale, da sola, non equivale necessariamente all'inesistenza oggettiva dell'operazione né integra automaticamente il reato.
  • Quando la decisione di condanna si fonda esclusivamente o prevalentemente su una presunzione tributaria priva di riscontri, può sussistere un vizio di motivazione e una violazione dei principi della prova penale.
  • Se nelle more del giudizio il reato si prescrive, la cassazione può annullare la sentenza senza rinvio, facendo cessare gli effetti penali della condanna.

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