Sentenza del 15/11/2021 n. 34287 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione di cinque avvisi di accertamento ICI per gli anni 2005-2008 relativi a terreni ritenuti edificabili dall'ente. La società contestava: 1) l'effettiva edificabilità per gli anni anteriori al 2007, sostenendo che la variante del PRG che aveva attribuito natura edificabile era successiva; 2) l'errata determinazione della base imponibile per omissione del calcolo delle fasce di rispetto (depuratore, torrente, corti coloniche); 3) il mancato riconoscimento del deprezzamento dei terreni dovuto alla presenza di un impianto di depurazione; 4) questioni connesse a una pretesa risarcitoria del Comune che avrebbe qualificato alcuni terreni come agricoli. In appello e in primo grado il ricorso era già stato respinto.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso per inammissibilità e infondatezza. Ha rilevato un profilo generale di inammissibilità poiché la controversia risultava decisa con sentenza "doppia conforme" ai sensi dell'art. 348-ter c.p.c. e il ricorso non ha indicato le ragioni di fatto diverse tra primo grado e appello. Quanto al merito, i motivi basati sull'art. 360, n. 5 c.p.c. (omesso esame di fatto decisivo) sono stati ritenuti inammissibili o infondati: le censure non dimostravano come l'eventuale esame dei fatti avrebbe cambiato l'esito; il giudice di merito aveva già valutato e respinto le argomentazioni sulle fasce di rispetto e sul presunto deprezzamento; la determinazione del valore a Euro 8,00/mq è stata ritenuta congrua e prudente. Condanna della società ricorrente al pagamento delle spese della presente fase (Euro 2.300,00 per compensi, oltre spese forfettarie e oneri di legge) e liquidazione del contributo unificato aggiuntivo previsto.
Norme richiamate
Codice di procedura civile, art. 348-ter
Regola la disciplina del ricorso per cassazione nei casi di "doppia conforme": quando le decisioni di primo grado e appello coincidono, il ricorrente deve indicare le ragioni di fatto diverse tra le due decisioni; il mancato assolvimento rende il ricorso inammissibile.
Codice di procedura civile, art. 360, n. 5
Ground di cassazione per omesso esame di un fatto decisivo; richiede di indicare il fatto e dimostrare che la sua valutazione avrebbe potuto determinare un diverso esito; la Corte ha ritenuto tali motivi generici o non idonei a dimostrare l'incidenza sul giudizio.
Legge n. 289 del 2002, art. 31, comma 20
Prevede l'obbligo per l'amministrazione di comunicare al proprietario l'attribuzione della natura di area fabbricabile; la sentenza osserva che l'inosservanza della comunicazione, quando non pregiudica concretamente la difesa del contribuente, non è specificamente sanzionata e non incide automaticamente sull'imposta.
D.L. n. 203 del 2005 (art. 11-quaterdecies, comma 16) e successive conversioni e modifiche (citati D.L. n. 223/2006, L. n. 248/2005 e L. n. 248/2006)
Questi interventi hanno fornito un'interpretazione autentica della normativa ICI relativa alla determinazione dell'edificabilità ai fini fiscali, confermando che la qualificazione urbanistica attribuita nel PRG è determinante.
D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 1, lett. b)
Norma sulla determinazione della base imponibile ICI: la Corte interpreta (con riferimento alle modifiche/interpretazioni autentiche) che l'edificabilità ai fini dell'imposta si desume dalla qualificazione attribuita dal piano regolatore comunale.
Cassazione, sentenza n. 12308 del 2017 (richiamata)
In tema di ICI... l'edificabilità di un'area, ai fini dell'applicabilità del criterio di determinazione della base imponibile fondato sul valore venale, deve essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal comune, indipendentemente dall'approvazione dello stesso da parte della regione e dall'adozione di strumenti urbanistici attuativi; nè rileva, quando non risulti in concreto pregiudicata la difesa del contribuente, che l'Amministrazione, in violazione della L. n. 289 del 2002, art. 31, comma 20, non abbia dato comunicazione al proprietario dell'attribuzione della natura di area fabbricabile ad un terreno...
Giurisprudenza di legittimità che conferma il principio: la qualificazione urbanistica nel PRG è prevalente ai fini ICI; la mancata comunicazione prevista dalla L. 289/2002 non invalida automaticamente la qualificazione fiscale se non risulta pregiudizio per il contribuente.
Cassazione, sentenza n. 26774 del 2016 (richiamata)
Richiamata in tema di onere del ricorrente di indicare ragioni differenti tra primo e secondo grado nelle ipotesi di doppia conforme; sorregge l'inammissibilità del ricorso quando tale indicazione manca.
Massime di principio
- In materia ICI, l'edificabilità ai fini fiscali si desume dalla qualificazione attribuita dal piano regolatore comunale (PRG), indipendentemente dall'approvazione regionale o da strumenti attuativi; la mancata comunicazione al proprietario non invalida automaticamente la qualificazione se non pregiudica la difesa.
- Se la controversia è stata decisa con 'doppia conforme' (sentenza di primo grado e appello coincidenti), il ricorso per cassazione è generalmente inammissibile se il ricorrente non indica espressamente le ragioni di fatto diverse tra le decisioni.
- I motivi di cassazione basati sull'art. 360, n. 5 c.p.c. devono indicare il fatto omesso e dimostrare in che modo la sua valutazione avrebbe potuto mutare l'esito del giudizio; doglianze generiche o prive di questa indicazione sono inammissibili.
- Questioni meramente estimative (valutazione del valore dei terreni, deprezzamento) e l'apprezzamento del materiale probatorio spettano al giudice di merito e non sono rimediabili in sede di legittimità salvo vizi di motivazione evidenti e specifici.
- La considerazione delle fasce di rispetto (per depuratori, corsi d'acqua, ecc.) può incidere sulla collocazione degli edifici ma non necessariamente sulla volumetria complessiva o sulla base imponibile, salvo prova contraria specifica.
- L'Amministrazione comunale può determinare un valore prudenziale per la base imponibile tenendo conto dei fattori che deprezzano il terreno (es. vicinanza a depuratore); tale stima è legittima se motivata e congrua.
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