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Ordinanza

Ordinanza n. 2860/2026 - Roma, Sezione 5

per l'annullamento del silenzio serbato all'istanza presentata in data 15.5.2025, via pec, di ricalcolo del TFS per inclusione dei sei aumenti periodici ai sensi e per gli effetti dell'art 6 bis DL 387/87 conv. In L. 472/87 mod dall'art. 21 L. 232/90; nonché accertare l'obbligo di provvedere in relazione alla medesima istanza, mediante l'adozione di un provvedimento espresso che riconosca il diritto ad ottenere il ricalcolo del trattamento di fine servizio con inclusione dei citati sei scatti stipendiali.

Giustizia amministrativa202510874

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. VOrdinanzaAzione di accertamento

Atto impugnato: silenzio sull'istanza di ricalcolo del TFS con inclusione di sei aumenti periodici

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso con rito avverso il silenzio contro l'inerzia sull'istanza presentata via PEC il 15 maggio 2025, chiedendo il ricalcolo del trattamento di fine servizio mediante inclusione dei sei aumenti periodici previsti dall'art. 6-bis del d.l. 387/1987, convertito dalla l. 472/1987 e modificato dall'art. 21 della l. 232/1990, nonché l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere con un atto espresso. La pretesa azionata è stata qualificata dal giudice come diritto soggettivo di natura patrimoniale, spettante a una categoria di dipendenti pubblici non privatizzati, nell'ambito della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che il rito avverso il silenzio sia normalmente riferibile all'inerzia amministrativa incidente su situazioni qualificabili come interessi legittimi nell'ambito della giurisdizione generale di legittimità. Poiché la controversia riguarda invece l'accertamento di un diritto di credito patrimoniale, il giudice ha disposto la conversione dal rito silenzio al rito ordinario, senza decidere nel merito la spettanza del ricalcolo del TFS né l'obbligo sostanziale delle amministrazioni. È stata fissata l'udienza pubblica del 15 aprile 2026 e ordinata la comunicazione dell'ordinanza a tutte le parti, anche non costituite.

Norme richiamate

  • art. 6-bis d.l. 387/1987, conv. in l. 472/1987, modificato dall'art. 21 l. 232/1990

    Norma invocata dal ricorrente quale fondamento del diritto al ricalcolo del trattamento di fine servizio con inclusione dei sei aumenti periodici; l'ordinanza non ne esamina nel merito l'interpretazione.

  • rito avverso il silenzio

    Il rito è ritenuto riferibile, in via generale, all'inerzia amministrativa relativa a situazioni qualificabili come interessi legittimi nell'ambito della giurisdizione di legittimità.

Massime di principio

  • Quando la pretesa azionata riguarda un diritto soggettivo di natura patrimoniale, anche se esercitata nei confronti di un'amministrazione nell'ambito della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, la controversia deve essere trattata con il rito ordinario e non con il rito avverso il silenzio, normalmente riferito all'inerzia incidente su interessi legittimi nella giurisdizione di legittimità.
  • Il giudice amministrativo può disporre d'ufficio la conversione del rito silenzio in rito ordinario quando, dalla qualificazione della situazione giuridica dedotta, emerga che il ricorso mira sostanzialmente all'accertamento di un diritto di credito patrimoniale.

Come è indicizzato

MaterieTrattamento economico e previdenzialeDecisione e riti speciali
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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