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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21095/2026 del 08/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto negativo di competenza sorto in ordine alla decisione sull'istanza di liberazione anticipata presentata da Diego Suffer; la questione riguardava se la competenza a decidere sul riconoscimento della liberazione anticipata, quando la pena detentiva è stata sostituita con la sanzione dei lavori di pubblica utilità (disposta dal Tribunale di Rovigo ai sensi dell'art. 545-bis c.p.p.), spettasse al giudice che ha applicato e cura l'esecuzione della sanzione (Tribunale che ha disposto la misura) oppure al magistrato di sorveglianza ai sensi dell'art. 69-bis Ord. pen.

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha risolto affermando la competenza del Magistrato di sorveglianza di Padova a decidere sulla richiesta di liberazione anticipata. La Corte ha richiamato il testo dell'art. 69-bis, comma 4 (come modificato dal d.l. 4 luglio 2024, n. 92, conv. con legge 8 agosto 2024, n. 112) che attribuisce espressamente al magistrato di sorveglianza il provvedimento che concede o nega il beneficio, e il comma 5 che disciplina il reclamo al tribunale di sorveglianza; ha inoltre confermato l'orientamento giurisprudenziale precedente della stessa Corte (tra cui Sez. 1, n. 10302/2025) secondo cui il magistrato di sorveglianza è il giudice funzionalmente competente. La Corte ha respinto le obiezioni fondate sull'art. 76 legge n. 689/1981, sulla presunta incompatibilità sistematica e sulla presunta carenza di strumenti conoscitivi del magistrato di sorveglianza, ritenendo che tali obiezioni non impediscono l'applicazione dell'art. 69-bis. Perciò gli atti sono trasmessi al Magistrato di sorveglianza di Padova.

Norme richiamate

  • art. 69-bis Ordinamento penitenziario

    "il provvedimento che concede o nega il riconoscimento del beneficio è adottato dal magistrato di sorveglianza, con ordinanza, in camera di consiglio senza la presenza delle parti, ed è comunicato o notificato senza ritardo ai soggetti indicati nell'articolo 127 del codice di procedura penale"; "avverso l'ordinanza... il difensore, l'interessato e il pubblico ministero possono, entro dieci giorni... proporre reclamo al tribunale di sorveglianza competente per territorio"

    La Corte interpreta il testo letterale come assegnazione della competenza al magistrato di sorveglianza per la concessione o negazione della liberazione anticipata, con possibilità di reclamo al tribunale di sorveglianza; tale norma prevale e definisce il giudice naturale dell'istituto

  • art. 76 legge n. 689/1981

    La riserva di competenza prevista da questa norma non esclude l'applicazione dell'art. 69-bis; la Corte ritiene che non vi sia contrasto normativo e che la riserva si riferisca alle norme dell'ordinamento penitenziario specificamente richiamate

  • art. 63 e art. 64 legge n. 689/1981

    Norme che regolano l'esecuzione e la dichiarazione di estinzione degli effetti penali al termine della sanzione sostitutiva; la Corte distingue tali profili (di esecuzione) dalla competenza autonoma per la concessione della liberazione anticipata attribuita al magistrato di sorveglianza

  • art. 56-bis legge n. 689/1981

    Riferita alla possibilità di riconoscimento dei benefici penitenziari anche per la pena detentiva sostituita con lavoro di pubblica utilità; la Corte ritiene ammissibile il riconoscimento della liberazione anticipata in tali casi

  • art. 545-bis codice di procedura penale

    Norma richiamata in quanto ha disciplinato la pronuncia della sanzione sostitutiva dei lavori di pubblica utilità dal Tribunale di Rovigo; non attribuisce però la competenza a decidere sulla liberazione anticipata

  • d.l. 4 luglio 2024, n. 92, conv. con legge 8 agosto 2024, n. 112

    Ha modificato l'art. 69-bis (comma 4) confermando testualmente la competenza del magistrato di sorveglianza per il provvedimento sul riconoscimento del beneficio

  • Costituzione, art. 25, comma 1

    Richiamato per verificare la conformità dell'attribuzione di competenza al magistrato di sorveglianza con il principio del giudice naturale; la Corte ritiene la soluzione compatibile con l'art. 25

  • Sentenza Corte costituzionale n. 201 del 2025

    "strumento giuridico per una verifica periodica … un riscontro puntuale sull'andamento del percorso trattamentale … valutazione individualizzata … idonea a segnalare le specifiche criticità riscontrate nel semestre"

    La Corte costituzionale descrive la liberazione anticipata come strumento di verifica trattamentale; la Suprema Corte osserva che questa considerazione non è sufficiente a superare la disposizione testuale dell'art. 69-bis che assegna la competenza al magistrato di sorveglianza

Massime di principio

  • Quando la pena detentiva è stata sostituita con i lavori di pubblica utilità, la domanda di liberazione anticipata rientra, di regola, nella competenza del magistrato di sorveglianza ai sensi dell'art. 69-bis Ord. pen., anche se la sanzione è stata applicata da un giudice della cognizione
  • La norma testuale (art. 69-bis, comma 4) ha prevalente valore interpretativo: eventuali esigenze sistematiche di concentrazione della competenza sul giudice dell'esecuzione non possono sovrastare un chiaro comando normativo
  • L'art. 76 legge n. 689/1981 e le norme sull'esecuzione (artt. 63-64) non impediscono l'applicazione dell'art. 69-bis; pertanto non sussiste conflitto normativo che escluda la competenza del magistrato di sorveglianza
  • Il magistrato di sorveglianza può e deve svolgere le indagini necessarie (anche d'ufficio, avvalendosi di U.E.P.E. e amministrazione penitenziaria) per valutare il concreto recupero sociale e l'evoluzione della personalità del condannato, sicché la presunta carenza di cognizione materiale non è ostativa alla sua competenza
  • Avverso l'ordinanza del magistrato di sorveglianza sul riconoscimento del beneficio è previsto un reclamo al tribunale di sorveglianza competente entro i termini previsti: in caso di dissenso sulla titolarità della competenza o sul merito, occorre seguire i rimedi procedurali previsti dall'art. 69-bis, comma 5
  • In casi analoghi è prudente verificare sempre il testo aggiornato delle norme (anche modifiche legislative recenti) e la più recente giurisprudenza di legittimità per accertare la titolarità della competenza e l'iter impugnatorio

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