Sentenza n. 986/2026 - Genova, Sezione 2
per l'annullamento del provvedimento n. -OMISSIS- del 4.5.2023, avente ad oggetto “ingiunzione di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi per esecuzione di opere abusive in area soggetta al vincolo paesaggistico e parzialmente su suolo pubblico – foglio 55 mappale 248 e sedime della via pubblica”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ingiunzione di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi per opere abusive realizzate in area vincolata paesaggisticamente e parzialmente su suolo pubblico, nonché silenzio-rifiuto sull’istanza di accesso agli atti
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato l’ingiunzione comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a opere abusive eseguite in area soggetta a vincolo paesaggistico e, in parte, sul sedime di una via pubblica. Ha inoltre contestato il silenzio-rifiuto formatosi, ai sensi dell’art. 25, comma 4, l. n. 241/1990, sull’istanza di accesso agli atti presentata l’11 maggio 2023, chiedendo l’accertamento del proprio diritto all’esame e all’estrazione di copia dei documenti richiesti. Nel corso del giudizio ha dichiarato di avere completato i lavori di ripristino e di avere ottenuto un permesso di costruire in sanatoria, affermando così il venir meno degli effetti lesivi degli atti impugnati e del proprio interesse alla decisione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto che, nelle more del giudizio, la ricorrente aveva completato il ripristino dei luoghi e ottenuto un permesso di costruire in sanatoria. Tali circostanze hanno eliminato gli effetti lesivi dei provvedimenti impugnati e fatto venir meno l’interesse concreto e attuale alla decisione, sia rispetto all’ingiunzione di demolizione sia rispetto alla controversia sull’accesso. Le parti hanno concordato sulla definizione in rito; le spese sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 25, comma 4, l. n. 241/1990
La disposizione è richiamata quale base dell’istanza di accesso agli atti e del silenzio-rifiuto impugnato; la sentenza non ne sviluppa un’interpretazione nel merito.
Massime di principio
- Il ricorso amministrativo diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nelle more del giudizio, fatti sopravvenuti eliminano gli effetti lesivi degli atti impugnati e il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione.
- L’esecuzione del ripristino imposto da un’ingiunzione edilizia e il successivo rilascio di un titolo edilizio in sanatoria possono determinare il venir meno dell’interesse concreto e attuale all’annullamento dell’ingiunzione, ove il ricorrente riconosca la cessazione degli effetti lesivi.
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