Sentenza n. 4930/2026 - Roma, Sezione 5T
per l'annullamento: a) della comunicazione Agea 28.10.2022 prot. n. AGEA.AGA.2022.-OMISSIS-, avente ad oggetto: “Regime quote latte – esecuzione sentenza/e dell'Autorità Giudiziaria. Ricalcolo del prelievo supplementare imputato”, con i relativi allegati, riferita al periodo 2001/2002, inviata al ricorrente a mezzo raccomandata dapprima in data 11.11.2022 e poi nuovamente il 17.11.2022; b) di tutti gli altri atti antecedenti, presupposti, preparatori, conseguenti e comunque connessi con quelli impugnati, anche se allo stato non conosciuti, ivi compresi gli atti amministrativi assunti dall'Agea per il conteggio dei quantitativi di latte assoggettati a prelievo, per la compensazione e la riassegnazione dei quantitativi inutilizzati, così come riepilogati nella “Relazione illustrativa sull'esito dei calcoli di fine periodo 2001/02”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: comunicazione Agea di ricalcolo del prelievo supplementare imputato per il periodo 2001/2002, con gli atti presupposti e connessi
Esito
Favorevole al resistente (agenzia pubblica)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva impugnato la comunicazione di Agea del 28 ottobre 2022, relativa all'esecuzione di sentenze dell'autorità giudiziaria e al ricalcolo del prelievo supplementare imputato per il periodo 2001/2002, nonché gli atti concernenti il conteggio dei quantitativi di latte assoggettati a prelievo, la compensazione e la riassegnazione dei quantitativi inutilizzati. Dal testo non risultano specificamente indicati i motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, con atto depositato il 23 gennaio 2026, il ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione univoca del ricorrente. Il giudice ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo e dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., non vi fossero le condizioni per una decisione di merito. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti in ragione dell'esito della controversia e della particolarità delle questioni sottostanti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse; il TAR lo ha applicato a fronte della dichiarazione univoca del ricorrente.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato nell'epigrafe della sentenza in relazione alla trattazione della causa in udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; dal testo non emerge un'incidenza autonoma sulla decisione.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara in modo univoco la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, in applicazione del principio dispositivo e dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse non comporta necessariamente la condanna alle spese: il giudice può compensarle integralmente quando l'esito della controversia e la particolare natura delle questioni trattate lo giustifichino.
Come è indicizzato
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