Salta al contenuto
Legge

L.R. Sicilia 8/2012

Costituzione dell'Istituzione regionale per lo sviluppo delle

Normativa regionaleL.R. Sicilia 8/2012

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce in Sicilia l’IRSAP, ente pubblico che sostituisce i consorzi ASI per la gestione, programmazione e sviluppo delle aree produttive. Regola organi, patrimonio, contributi regionali e comunali, piani triennali e regolatori d’area, assegnazione dei lotti, infrastrutture e autorizzazione unica. Prevede la liquidazione dei consorzi ASI e norme speciali per Messina e aree ex SIRAP, con riferimento a scadenze 2011-2013 già concluse.

Istituzione dell’IRSAP e disciplina delle aree produttive siciliane

Istituzione dell’IRSAP e disciplina delle aree produttive siciliane

La legge istituisce l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive (IRSAP) come ente pubblico non economico della Regione Siciliana, con sede a Palermo, incaricato di gestire in modo unitario le funzioni amministrative nelle aree destinate ad attività produttive nel territorio regionale. La disciplina sostituisce il sistema dei consorzi ASI e contiene anche norme transitorie, finali e speciali per alcune aree e per la provincia di Messina.

Natura giuridica, ambito e finalità

L’IRSAP opera nel quadro della programmazione regionale, della promozione e dell’incremento delle attività produttive. Le aree di riferimento sono quelle già attribuite ai Consorzi per le aree di sviluppo industriale regolati dalla legge regionale n. 1/1984, con possibilità di istituire, modificare o sopprimere nuove aree con decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore competente e previa delibera di Giunta, coinvolgendo gli enti locali interessati.

Funzioni dell’Istituto

L’IRSAP promuove l’insediamento delle imprese e lo sviluppo di nuove iniziative produttive, nonché l’ammodernamento di quelle esistenti. Tra le principali funzioni figurano:

  • elaborazione e adozione dei piani regolatori delle aree produttive;
  • acquisizione di immobili, terreni e rustici, anche per infrastrutture e servizi alle imprese;
  • progettazione, realizzazione e gestione di opere infrastrutturali e servizi, anche con finanza di progetto;
  • realizzazione di edifici produttivi da cedere alle imprese;
  • stipula di convenzioni e accordi con soggetti pubblici e privati;
  • ricerca di finanziamenti anche extra-regionali;
  • marketing territoriale e assistenza tecnica alle imprese;
  • supporto per l’accesso al credito agevolato;
  • svolgimento di compiti attribuiti da altre leggi;
  • possibilità di delegare funzioni infrastrutturali ai titolari delle attività insediate. La Regione, gli enti locali e altri enti pubblici possono a loro volta affidare all’IRSAP, tramite convenzione, ulteriori attività e funzioni connesse a infrastrutture e servizi.

Patrimonio, risorse finanziarie e gestione economica

Il patrimonio dell’IRSAP comprende conferimenti iniziali e successivi della Regione, contributi pubblici diversi da quelli in conto esercizio e riserve. Le entrate derivano, tra l’altro, da rendite patrimoniali, vendite o locazioni di aree e immobili, proventi dei servizi e delle infrastrutture, contributi pubblici e privati, donazioni e lasciti. La gestione economico-finanziaria deve rispettare criteri di efficienza, efficacia ed economicità e l’ente deve conseguire almeno il pareggio di bilancio; in caso contrario gli organi amministrativi decadono. Il regolamento di contabilità doveva essere approvato entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Contributi regionali e comunali

L’Assessorato regionale delle attività produttive è autorizzato a concedere contributi all’IRSAP sia per le finalità istituzionali sia per spese di funzionamento e organizzazione, nei limiti delle risorse di bilancio. Per il contributo destinato alle finalità istituzionali l’Istituto deve presentare annualmente un programma di intervento entro il 31 maggio. I comuni interessati possono prevedere nei propri bilanci un contributo annuale all’IRSAP deliberato dal consiglio comunale. Le previsioni di spesa richiamate nella norma sono riferite agli esercizi 2011-2013 e risultano quindi oggi esaurite.

Organi dell’IRSAP e durata in carica

Sono organi dell’Istituto:

  • Consulta delle attività produttive;
  • Consiglio di amministrazione;
  • Presidente;
  • Collegio dei revisori. Gli organi durano in carica cinque anni.

Consulta delle attività produttive

La Consulta è nominata con decreto del Presidente della Regione e composta da 13 membri scelti tra esperti del settore produttivo, con rappresentanza di industria, commercio, artigianato, cooperative, agricoltura, ANCI Sicilia e organizzazioni sindacali regionali. I componenti percepiscono solo il rimborso delle spese di missione, se dovute, e possono essere rinominati una sola volta. La Consulta esprime parere su tutte le delibere del Consiglio di amministrazione; il parere è vincolante per le delibere indicate dalla legge. Per i piani regolatori d’area o per la programmazione d’area, la Consulta si allarga al sindaco o suo delegato del comune interessato.

Consiglio di amministrazione, presidente e vicepresidente

Il Consiglio di amministrazione, nominato con decreto del Presidente della Regione, è composto da cinque membri con esperienza nel settore produttivo. È l’organo di gestione generale e adotta statuto, piani regolatori, programma triennale, bilanci, convenzioni, criteri di assegnazione delle aree e quote a carico delle imprese, oltre agli altri atti non riservati ad altri organi. Il presidente è il legale rappresentante, convoca e presiede il Consiglio ed è nominato tra i componenti del medesimo. Può restare in carica per non più di due mandati consecutivi. Il vicepresidente è scelto dal presidente tra i consiglieri e lo sostituisce in caso di assenza, impedimento o vacanza. I compensi del presidente e dei consiglieri sono stabiliti con decreto dell’Assessore competente, con aggiornamento biennale e nei limiti regionali vigenti.

Collegio dei revisori e controlli contabili

Il Collegio dei revisori è nominato con decreto del Presidente della Regione ed è composto da un presidente, due membri effettivi e due supplenti, designati secondo le regole indicate dalla legge. Controlla la gestione contabile e rende parere obbligatorio su bilancio di previsione e conto consuntivo. Si riunisce almeno ogni tre mesi e può partecipare alle riunioni del Consiglio di amministrazione. I compensi dei revisori sono pari al 50% di quelli previsti per presidente e consiglieri del CdA.

Direttore generale e statuto

Il direttore generale è nominato tra i dirigenti regionali e tra i dirigenti dei disciolti consorzi ASI, secondo quanto previsto dalla legge, ed è il vertice amministrativo dell’IRSAP. Lo statuto deve essere adottato entro 90 giorni dalla costituzione degli organi e approvato dall’Assessore regionale competente entro i successivi 30 giorni. In caso di inerzia, è previsto lo scioglimento del CdA e la nomina di un commissario straordinario.

Vigilanza, controlli e poteri sostitutivi

Le delibere di bilancio e conto consuntivo sono trasmesse all’Assessorato regionale delle attività produttive entro 15 giorni; l’Assessorato può annullarle entro 30 giorni per motivi di legittimità o merito, richiedere integrazioni o lasciarle approvate per silenzio. Sono possibili ispezioni, commissari ad acta per atti obbligatori e, in caso di violazioni di legge, gravi irregolarità o ripetute violazioni delle linee guida regionali, lo scioglimento degli organi e la nomina di un commissario straordinario.

Uffici periferici

Sono istituiti undici uffici periferici con sede in Agrigento, Caltagirone, Caltanissetta, Catania, Enna, Gela, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani. Essi operano sulle aree già attribuite ai soppressi consorzi ASI corrispondenti e si servono delle relative strutture e del personale, nel rispetto delle norme transitorie. Gli uffici periferici istruiscono le istanze imprenditoriali, predispongono i piani regolatori d’area, gestiscono funzioni delegate e partecipano alle conferenze di servizi; per i piani sono coinvolti consultivamente anche gli uffici tecnici comunali interessati.

Linee guida regionali e programmazione triennale

Ogni anno, entro il 30 novembre, la Giunta regionale approva, su proposta dell’Assessore competente, un piano con le linee guida cui deve conformarsi l’attività dell’IRSAP per il triennio successivo. Il piano fissa anche budget e linee di finanziamento per le singole aree. Entro il 30 giugno si svolge una conferenza consultiva con associazioni imprenditoriali, sindacali ed enti locali; lo schema di piano è poi trasmesso alla Conferenza Regione-Autonomie locali, che esprime parere non vincolante entro il 30 settembre. L’IRSAP, in coerenza con le linee guida, approva il programma triennale degli interventi e delle attività entro il 30 dicembre di ogni anno e lo aggiorna con le stesse modalità. Deve inoltre predisporre il piano triennale dei lavori pubblici.

Piani regolatori d’area, urbanistica ed espropri

Il Consiglio di amministrazione adotta i piani regolatori d’area per le singole aree o per loro accorpamenti. I vincoli e le prescrizioni durano cinque anni dall’approvazione definitiva. Il piano disciplina localizzazione degli insediamenti produttivi e industriali, opere infrastrutturali, tutela ambientale, tipologia delle imprese localizzabili e centri di assistenza e promozione. La procedura prevede il coinvolgimento dei comuni interessati, la pubblicazione all’albo pretorio, la presentazione di osservazioni, l’eventuale parere vincolante della Consulta e l’approvazione definitiva dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, sentito il Consiglio regionale dell’urbanistica. Dall’adozione del piano si applicano le misure di salvaguardia edilizia. I comuni devono adeguare i propri strumenti urbanistici entro sei mesi dall’approvazione; in caso di inerzia interviene un commissario ad acta. Le opere e le acquisizioni di aree destinate a insediamento industriale sono dichiarate di pubblica utilità, urgenti e indifferibili. Espropriazioni e occupazioni sono regolate dal DPR n. 327/2001 e i relativi provvedimenti competono all’IRSAP.

Assegnazione di terreni, prelazioni, vincoli di destinazione e oneri

Le domande di assegnazione e acquisto di terreni e rustici sono presentate tramite gli uffici periferici, che ogni trimestre formano graduatorie mediante procedure ad evidenza pubblica. Contro la graduatoria è ammesso ricorso all’Assessore regionale competente entro 30 giorni. Nella selezione si tiene conto della coerenza con linee guida e programma triennale, dell’impatto occupazionale e dei finanziamenti già ottenuti. Sono preferite le imprese danneggiate da attentati o azioni criminali della criminalità organizzata che abbiano denunciato i fatti, nonché le PMI con elevati indici di occupazione. I proprietari o possessori di terreni interni all’area non ancora espropriati hanno diritto di prelazione. Gli atti di vendita impongono il mantenimento della destinazione produttiva per almeno cinque anni e termini perentori per l’inizio e la fine dei lavori, prorogabili una sola volta fino a 18 mesi; per investimenti di pubblica utilità la proroga può arrivare fino a 24 mesi. In caso di inadempimento opera la clausola risolutiva, con restituzione all’impresa del 75% del corrispettivo pagato. Gli oneri di urbanizzazione e costruzione sono ridotti del 50% per gli insediamenti produttivi nelle aree disciplinate dalla legge; restano dovuti per intero per gli insediamenti realizzati da imprese di costruzione/immobiliari o destinati al commercio.

Infrastrutture, servizi e autorizzazione unica

L’Istituto, anche tramite gli uffici periferici, progetta ed esegue opere e servizi e ne gestisce le infrastrutture. Per lavori, servizi e forniture si applica la legge regionale n. 12/2011. Il Consiglio di amministrazione adotta uno schema di regolamento sulle quote a carico delle imprese; il regolamento è approvato con decreto dell’Assessore regionale competente, che individua anche eventuali regimi di aiuto di Stato, in esenzione o in de minimis, se le quote risultano inferiori al prezzo di mercato. Per l’attivazione di nuove iniziative produttive, o per modifiche/implementazioni di attività esistenti, si applicano gli articoli 36 e 37 della legge regionale n. 10/2000. I termini procedimentali sono dimezzati. Se l’intervento non comporta variante urbanistica, trascorsi 60 giorni dalla domanda l’operatore può presentare comunicazione di inizio attività; decorsi ulteriori 30 giorni dalla ricezione da parte del SUAP, l’attività può iniziare e l’autorizzazione si intende rilasciata. Il SUAP può negare o successivamente revocare/annullare il titolo solo nei casi e alle condizioni previste dalla legge. La legge amplia inoltre le possibili funzioni del SUAP attribuendole, in alcuni casi, al soggetto responsabile del patto territoriale e consentendo l’utilizzo degli SUAP in accordi di programma per politiche di sviluppo regionale.

Regime transitorio: soppressione dei consorzi ASI e liquidazione

Dalla data di entrata in vigore della legge i Consorzi ASI sono soppressi e posti in liquidazione, assumendo la denominazione di consorzio in liquidazione. Gli organi consortili sono sciolti e per ciascun consorzio è nominato un commissario straordinario. Entro 120 giorni il commissario definisce la ricognizione patrimoniale, economico-finanziaria e del personale, aggiorna le stime immobiliari, individua attività e passività, cede in prelazione alcuni immobili ai privati assegnatari, individua i beni strumentali da trasferire all’IRSAP e trasmette relazioni bimestrali. La liquidazione deve chiudersi entro 180 giorni con approvazione del bilancio finale; decorso il termine, la gestione passa all’IRSAP anche mediante gestioni separate a contabilità separata. I beni immobili non strumentali dei consorzi, compresi capannoni industriali e centri direzionali individuati, sono acquisiti al patrimonio della Regione e alienati secondo la normativa vigente. I proventi sono destinati per il 70% al ripiano dei debiti della liquidazione e per il 30% al finanziamento di interventi autorizzati con la legge di stabilità regionale 2012. L’Istituto deve adottare la pianta organica entro cinque mesi; il personale a tempo indeterminato assunto entro il 31 dicembre 2008 transita nella pianta organica, mentre l’eventuale esubero confluisce in un ruolo ad esaurimento.

Norme speciali per Messina, aree ex SIRAP e altri interventi

Per le aree ex-SIRAP è autorizzata una riserva del 10% nei bandi del P.O. FESR 2007/2013 a favore dei territori dei comuni interessati, al fine di completare le aree artigianali. Per le aree gestite dal Consorzio ASI di Messina che non mantengono più funzione industriale perché inserite nell’agglomerato urbano, le competenze urbanistiche sono trasferite al Comune di Messina, che deve predisporre un Piano integrato di recupero urbano. Le opere di urbanizzazione passano al Comune, mentre i lotti non ancora alienati passano all’IRSAP. Fino all’approvazione dei piani attuativi sono consentiti solo interventi di manutenzione ordinaria. Sono previste inoltre agevolazioni per piccole e medie imprese, incluse le microimprese, con sede nei comuni della provincia di Messina colpiti dall’alluvione del 22 novembre 2011, e modifiche alla disciplina regionale dei contributi per sistemi di sicurezza nelle PMI commerciali.

Disposizioni interpretative e finali

La legge contiene una norma interpretativa sui compensi spettanti, fino al 31 marzo 2008, ai presidenti e vicepresidenti dei consorzi ASI e disciplina i compensi dal 1° aprile 2008 secondo le norme richiamate. Prevede anche modifiche puntuali ad altre leggi regionali. L’entrata in vigore è fissata al giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.