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Sentenza

Sentenza del 19/02/2015 n. 982 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento liquidazione controlli - Studi di settore - Agenzia immobiliare - Immobili di elevato valore - Cluster - Rapporto di affiliazione - Franchising - Validità dell'applicazione dei parametri - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda la legittimità dell'accertamento standardizzato nei confronti di un'agenzia immobiliare operante nel settore degli immobili di elevato valore, inserita in uno specifico cluster e caratterizzata da un rapporto di affiliazione o franchising. Il punto centrale è stabilire se il solo scostamento tra il reddito dichiarato e quello risultante dai parametri o dagli studi di settore sia sufficiente a fondare l'accertamento. La regola affermata è che tali strumenti generano soltanto presunzioni semplici: la loro gravità, precisione e concordanza non deriva automaticamente dallo scostamento, ma deve formarsi attraverso un contraddittorio effettivo con il contribuente. Quest'ultimo può dimostrare, con qualsiasi mezzo e senza limitazioni di contenuto, sia l'inapplicabilità dello standard sia le peculiarità concrete dell'attività svolta nel periodo considerato.

La decisione

È stata riconosciuta la validità dell'applicazione dei parametri o degli studi di settore al caso esaminato, ma è stato ribadito che l'accertamento non può essere motivato dal solo scostamento rispetto agli standard. L'Amministrazione deve dimostrare in concreto l'applicabilità dello standard prescelto e spiegare perché non siano state accolte le contestazioni del contribuente emerse nel contraddittorio. In assenza di contraddittorio obbligatorio o di motivazione adeguata, l'accertamento è nullo.

Norme richiamate

  • Disciplina dell'accertamento mediante parametri e studi di settore

    La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici.

    Gli standard statistici non determinano automaticamente il reddito imponibile e non costituiscono presunzioni legali. Il loro valore probatorio deve essere verificato in relazione alla concreta situazione dell'impresa.

  • Obbligo di contraddittorio endoprocedimentale

    Il contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell'accertamento, con il contribuente.

    Prima di emettere l'accertamento, l'Amministrazione deve consentire al contribuente di fornire spiegazioni e prove. Il mancato contraddittorio comporta la nullità dell'atto.

  • Obbligo di motivazione dell'accertamento

    La motivazione dell'atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento.

    L'atto deve indicare perché lo standard è concretamente applicabile, oltre a esporre le ragioni per cui le osservazioni e le contestazioni del contribuente sono state disattese.

Massime di principio

  • Lo scostamento dagli studi di settore o dai parametri non basta, da solo, a dimostrare l'esistenza di maggiori ricavi o redditi.
  • Il contraddittorio con il contribuente è essenziale: l'Amministrazione deve confrontarsi concretamente con le caratteristiche dell'attività e con le giustificazioni offerte.
  • Il contribuente può dimostrare, con ogni mezzo, che lo standard non è applicabile oppure che la propria attività presenta condizioni peculiari incompatibili con il risultato statistico.
  • Per attività immobiliari o caratterizzate da immobili di elevato valore, affiliazioni o franchising, occorre verificare se il cluster selezionato rifletta realmente la struttura e le modalità operative dell'impresa.
  • Un accertamento fondato sugli studi di settore è valido solo se lo standard è correttamente individuato, concretamente applicabile e adeguatamente motivato.

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