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Sentenza

Sentenza n. 427/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del Decreto del Presidente della Giunta Regionale dell'Abruzzo n. 24 del 14.04.2023, pubblicato sul sito istituzionale della Regione Abruzzo nella sezione “Decreti del Presidente” in data 19.04.2023 e sul BURA al bollettino speciale n. 77 del 26.05.2023, recante la designazione del Presidente della Commissione per la formazione delle graduatorie per l'assegnazione di alloggi ERP- sede di Lanciano ai sensi della Legge Regionale n. 96/1996; - nonché ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da Buccella Giulia il 24/10/2023: per l'annullamento - oltre che di tutti gli atti impugnati con il ricorso introduttivo, del decreto del Presidente della Giunta Regionale dell'Abruzzo n. 56 del 18.07.2023, pubblicato sul sito istituzionale della Regione Abruzzo nella sezione “Decreti del Presidente” in data 24.07.2023 e sul B.U.R.A. sezione speciale n. 124 dell'11.08.2023, nella parte in cui conferma la nomina del dott. Alessandro Bevilacqua a Presidente della Commissione Alloggi dell'ATER di Lanciano; - della comunicazione del decreto presidenziale n. 56/2023 trasmessa a mezzo pec in data 26.07.2023 a firma del Dirigente del servizio Edilizia sociale e scolastica; - del parere PA 24/23 prot. RA/239774 del 05.06.2023 del Servizio Avvocatura regionale; - del verbale di insediamento della Commissione ATER sede di Lanciano; - nonché ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202300203

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto del Presidente della Giunta Regionale dell'Abruzzo n. 24 del 14 aprile 2023, nonché il successivo decreto n. 56 del 18 luglio 2023 e gli atti connessi, relativi alla designazione e conferma del presidente della Commissione Alloggi dell'ATER di Lanciano

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto regionale recante la designazione del presidente della Commissione per la formazione delle graduatorie per l'assegnazione di alloggi ERP presso la sede di Lanciano, nonché, con motivi aggiunti, il successivo decreto di conferma della nomina, la comunicazione del decreto, il parere dell'Avvocatura regionale e il verbale di insediamento della Commissione. Il testo della sentenza non riporta il contenuto specifico dei vizi di legittimità dedotti. Prima della decisione, la ricorrente ha dichiarato espressamente di non avere più interesse alla decisione del ricorso e dei motivi aggiunti.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse. Il giudice ha ritenuto che, quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il giudice non possa esaminare il merito, procedere d'ufficio o sostituirsi alla valutazione dell'interesse ad agire, ma debba prendere atto della dichiarazione e dichiarare l'improcedibilità. Tale conclusione è fondata sul principio dispositivo in senso ampio, in base al quale il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione sino a quando la causa è trattenuta in decisione. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell'ambito della disciplina processuale applicata alla declaratoria di improcedibilità.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • La dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina, in assenza di repliche o diverse richieste della controparte, l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • Nel processo amministrativo, in forza del principio dispositivo in senso ampio, il ricorrente dispone dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può rinunciare alla decisione dichiarando il venir meno dell'interesse.
  • A fronte della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non può decidere il merito d'ufficio né sostituirsi alla valutazione dell'interesse ad agire compiuta dalla parte, dovendo limitarsi a prenderne atto e a dichiarare l'improcedibilità.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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