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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7161/2024 del 16/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Sassari che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo relativo ad aree prospicienti uno stabilimento balneare ritenute demanio marittimo. Il PM deduceva: (1) violazione per presunto bis in idem, sostenendo che i fatti contestati nel nuovo procedimento fossero successivi rispetto al procedimento precedente definito con oblazione; (2) travisamento del fatto poiché il Gip/Tribunale avrebbe equivocato l'oggetto del sequestro, che doveva riguardare le aree demaniali (per impedire la nuova occupazione) e non soltanto i manufatti/articoli usati per l'occupazione. Il PM ha prodotto nuove consulenze tecniche (luglio/agosto 2023) e riscontri dall'esecuzione del sequestro del 12/09/2023, che dimostravano lo spostamento di tavolini, ombrelloni e accessori ai margini delle aree, evidente indice di una ripresa di occupazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il secondo motivo: il Tribunale non ha adeguatamente valutato i nuovi elementi probatori prodotti dal Pubblico ministero che indicavano la persistenza/nuova ripresa dell'occupazione delle aree demaniali dopo la precedente definizione per oblazione. Ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e rinviato il giudizio al Tribunale di Sassari per nuovo esame. Quanto al primo motivo (bis in idem), la Corte ha ritenuto che il Tribunale fosse consapevole della precedente oblazione e che il ricorso non fosse fondato su un errore di valutazione di tale fatto; tuttavia la presenza di nuovi elementi giustificava il riesame.

Norme richiamate

  • art. 633 cod. pen.

    Offesa relativa alle occupazioni di aree; la condotta contestata è l'occupazione illegittima di aree demaniali marittime. La Corte richiama la possibilità che la prosecuzione o la ripresa dell'occupazione, anche dopo precedente definizione, possa costituire nuova condotta illecita.

  • art. 324, comma 5 c.p.p.

    Norma richiamata in ordine alla competenza per il rinvio ad un nuovo giudizio: indica il giudice competente per le misure cautelari e per il riesame.

  • D.L. n.137/2020, art. 23, comma 8

    Norma procedurale richiamata per consentire il trattamento del ricorso con contraddittorio scritto; disciplina modalità di trattazione del ricorso.

  • D.L. 198/2022, art. 8

    Ulteriore norma procedurale richiamata in materia di contraddittorio scritto e procedimento in tema di misure cautelari.

  • Cass. pen., Sez. 2, n. 29657 del 27/03/2019 (Cerullo)

    Giurisprudenza che afferma che, in caso di definizione del procedimento con sentenza di condanna e/o di oblazione, l'accertamento della condotta vietata può costituire nuova condotta illecita; non è sempre necessario il requisito di una nuova invasione materiale, essendo possibile configurare illecito nella prosecuzione/riassunzione dell'occupazione.

  • Cass. pen., Sez. 3, n. 11349 del 22/06/1999 (Manfrin)

    Precedente giurisprudenziale richiamato a sostegno del principio che la ripresa o la prosecuzione dell'occupazione può integrare nuova illiceità penale.

  • Cass. pen., Sez. 2, n. 46692 del 02/10/2019 (Tomasello) e Sez. 2, n. 38292 del 16/06/2023 (Alati)

    Ulteriori pronunce della Corte di legittimità richiamate per consolidare il principio che la continuazione o ripresa dell'occupazione demaniale dopo precedente definizione può integrare nuova fattispecie illecita e legittimare misure cautelari.

Massime di principio

  • La definizione di un procedimento per oblazione o condanna non impedisce automaticamente l'adozione di nuove misure cautelari se emergono elementi successivi che evidenziano una ripresa o persistenza dell'illecito.
  • Per valutare il presunto bis in idem è necessario focalizzarsi sull'arco temporale concretamente contestato: una condotta successiva e autonoma può costituire nuovo fatto non assorbito dalla precedente definizione.
  • Il giudice del riesame deve esaminare espressamente i 'novum' probatori prodotti dopo la precedente definizione del caso; l'omessa valutazione di tali elementi può costituire vizio di travisamento.
  • Nelle occupazioni di demanio la distinzione tra oggetto materiale (manufatti/attrezzature) e aree demaniali è rilevante: il sequestro preventivo richiesto per impedire la futura occupazione può legittimamente riguardare le aree, non soltanto gli strumenti materiali dell'occupazione.
  • Quando il PM presenta evidenze che indicano una modalità tipica di ripresa stagionale dell'occupazione (es. spostamento di arredi ai margini dell'area), il giudice deve valutare il concreto rischio di reiterazione, che può giustificare la misura cautelare.

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