Sentenza n. 357/2026 - Salerno, Sezione 2
per l’annullamento dell’ordinanza dirigenziale n. 75 del 27 maggio 2024, adottata dal Responsabile del Settore Pianificazione Urbanistica del Comune di Pagani; dell’accertamento tecnico del Comando di polizia locale, verbale di sopralluogo reg. n. 115/24/P.G., acquisito al protocollo generale n. 21830/2024; di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale che possa ledere gli interessi della ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza demolitoria n. 75 del 27 maggio 2024, unitamente al verbale di sopralluogo della polizia locale
Esito
Favorevole al ricorrente (società destinataria dell'ordinanza)
Prevale il privato
La controversia
La società ha impugnato, mediante trasposizione in sede giurisdizionale di un ricorso straordinario al Capo dello Stato, l'ordinanza con cui il Comune aveva contestato la realizzazione di una tettoia sul prospetto est del capannone, di una tettoia lungo il confine nord destinata al deposito di materiali e della chiusura di superfici aperte tra il capannone e un vano esistente, ritenendo tali opere difformi dai titoli edilizi pregressi. La ricorrente ha dedotto, in primo luogo, il difetto di legittimazione passiva, sostenendo di non avere realizzato le opere e indicando nella società confinante l'autrice delle chiusure sui lati sud e nord, già colpite da altra ordinanza demolitoria. Ha inoltre sostenuto il carattere pertinenziale e servente della tettoia sul prospetto est, la sua qualificabilità come intervento edilizio minore soggetto a regime semplificato e, al più, a sanzione pecuniaria. Con riferimento alle chiusure e all'ampliamento di superficie e volume, ha dedotto l'omessa considerazione della variante in corso d'opera prot. n. 6862 del 16 marzo 2006, nonché l'assenza di incremento di superficie o volume per il manufatto interno destinato a ufficio. È stata infine dedotta la violazione delle garanzie procedimentali. La società aveva anche chiesto l'annullamento in autotutela dell'ordinanza, senza ricevere riscontro.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato l'ordinanza demolitoria. Ha ritenuto, anzitutto, illegittima l'individuazione della ricorrente quale responsabile della realizzazione delle opere abusive, poiché l'ordinanza non conteneva alcuna motivazione sul punto. Ha inoltre ravvisato un autonomo profilo di illegittimità nell'omessa considerazione della variante in corso d'opera prot. n. 6862 del 16 marzo 2006: dalla relativa relazione tecnica risultava che il completamento della copertura del capannone, anche sulla superficie indicata come spiazzo scoperto, avrebbe comportato la realizzazione di un volume tecnico destinato a ospitare impianti tecnologici funzionali al ciclo produttivo. L'amministrazione avrebbe quindi dovuto confrontarsi con tale titolo e con il suo contenuto prima di qualificare le opere come abusive. Gli ulteriori motivi sono stati assorbiti o comunque non esaminati espressamente. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione della peculiarità della vicenda.
Massime di principio
- Un'ordinanza demolitoria deve motivare, anche in relazione agli elementi disponibili all'amministrazione, l'individuazione del soggetto ritenuto responsabile della realizzazione dell'abuso; l'imputazione non motivata dell'abuso al destinatario rende illegittimo il provvedimento.
- Prima di qualificare come abusive opere edilizie incidenti su un manufatto, l'amministrazione deve esaminare e considerare i titoli edilizi e le varianti in corso d'opera pertinenti, confrontandosi con il loro contenuto tecnico e con le opere da essi assentite.
- L'omessa valutazione di una variante edilizia rilevante, dalla quale risulti l'assentibilità o la previsione di opere analoghe a quelle contestate, integra un vizio dell'istruttoria e della motivazione dell'ordinanza demolitoria.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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