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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24333/2023 del 06/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per rapina e lesioni sostenendo carenza di motivazione e insufficienza della prova in ordine al concorso di persone nel reato. Il difensore ha contestato che non esistesse prova indiziaria grave, precisa e concordante dell'apporto concorsuale dell'imputato, rilevando che dai fotogrammi emergeva la sua presenza casuale come semplice passante e che la diversa direzione di fuga non dimostrava la partecipazione attiva al reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché generico e manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'appello, la quale aveva valorizzato le dichiarazioni della persona offesa e le riprese di videosorveglianza che mostravano una condotta sinergica e coordinata tra i due autori: un soggetto agiva materialmente mentre l'altro svolgeva funzione di sorveglianza/vedetta, seguendo l'azione e incontrandosi col complice dopo la fuga. La Corte ha concluso che tali elementi erano idonei a dimostrare il concorso nel reato e l'agevolazione della condotta del materiale autore. Per conseguenza il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    art. 628, commi 1 e 3, n. 1

    Applicata per la qualificazione del fatto come rapina; valutata la partecipazione in concorso e l'aggravante per avere commesso il fatto in più persone riunite

  • art. 582 cod. pen.

    Applicato in relazione alle lesioni subite dalla vittima con prognosi di 20 giorni, integrative del reato contestato e rilevanti ai fini della pena

  • art. 61 cod. pen.

    Richiamato per la valutazione delle circostanze aggravanti, tra cui l'approfittare dell'età della vittima e altre circostanze di tempo, luogo e persona che hanno ostacolato la difesa

  • d.l. 28/10/2020 n. 137 convertito in legge 18/12/2020 n. 176 (art. 23, comma 8)

    art. 23, comma 8, d.l. 137 del 28 ottobre 2020 conv. in legge n. 176/2020

    Richiamato per la possibilità di trattare il ricorso con procedura scritta, norma emergenziale applicata al procedimento

  • d.l. 31/10/2022 n. 162

    d.l. n. 162 del 31 ottobre 2022

    Richiamato per la proroga degli effetti della procedura scritta fino al 30 giugno 2023

Massime di principio

  • La mera presenza sul luogo del reato non esclude la responsabilità: la valutazione deve considerare sincronizzazione dei comportamenti, tempi, movimenti e loro convergenza con l'azione del materiale autore.
  • Dichiarazioni della persona offesa concordi con elementi di videoripresa possono costituire prova indiziaria grave, precisa e concordante sufficiente a sostenere il concorso nel reato.
  • Il ruolo di 'vedetta' o di sorveglianza è rilevante ai fini del concorso: anche un apporto di agevolazione o rafforzamento della volontà delittuosa del materiale autore può integrare responsabilità concorrente.
  • Un ricorso generico che non indica specifici profili di illegittimità o errori di valutazione delle prove è soggetto a inammissibilità; è necessario contestare punti precisi della motivazione e dell'apprezzamento probatorio.
  • La diversa direzione di fuga, di per sé, non è decisiva: va valutata insieme ad altri elementi (incontri successivi, comportamenti prima e dopo il fatto, immagini video) per ricostruire il ruolo di ciascun partecipante.
  • L'esito negativo del ricorso comporta normalmente condanna alle spese processuali e, nei casi previsti, al pagamento di somme alla cassa delle ammende.

Testo integrale

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