Cassazione Penale, Sentenza n. 24904/2023 del 08/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta mancanza di interesse a seguito della rinunzia formale al ricorso pervenuta il 19/04/2023 e della revoca della misura; la Corte non si è pronunciata sul merito della censura relativa al fumus delicti. Non è stata disposta la condanna della ricorrente alle spese del procedimento né l'applicazione di sanzione pecuniaria, richiamando precedenti giurisprudenziali in materia.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Messina che aveva accolto l'appello del P.M. e disposto il sequestro preventivo di euro 11.500 nei confronti della Stan per presunte false dichiarazioni nelle domande di reddito di cittadinanza (art. 7, comma 1, d.l. n. 4/2019 conv. l. n. 26/2019 e art. 316-ter c.p.), in particolare in relazione alla dichiarazione di aver risieduto in Italia per almeno dieci anni; la ricorrente censurava il fatto che il Tribunale avrebbe fondato il fumus delicti sul mero certificato anagrafico senza accertamenti concreti della pubblica accusa.
Norme richiamate
art. 7, comma 1, d.l. n. 4 del 2019, conv. con l. n. 26 del 2019
Norma che definisce i requisiti per l'accesso al reddito di cittadinanza; la dichiarazione falsa relativa al requisito della residenza decennale può integrare il vizio che giustifica misure cautelari patrimoniali per i benefici indebitamente percepiti.
art. 316-ter cod. pen.
Prevede il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato mediante dichiarazioni o documenti falsi; consente il sequestro preventivo della somma corrispondente ai benefici indebitamente percepiti quando sussista fumus e periculum.
Giurisprudenza di legittimità richiamata (Sez. U, n. 7 del 25/06/1997, Chiappetta; Sez. 1, n. 11302 del 19/09/2017, Rezmuves)
Principio secondo cui la dichiarazione di inammissibilità per sopravvenuta mancanza di interesse non comporta condanna alle spese o applicazione di sanzioni pecuniarie a carico del ricorrente, in quanto non vi è soccombenza sostanziale.
Massime di principio
- La rinuncia formale al ricorso dopo la revoca della misura determina l'inammissibilità per sopravvenuta mancanza di interesse; la Corte può dichiarare il ricorso inammissibile senza entrare nel merito.
- La dichiarazione di inammissibilità per sopravvenuta mancanza di interesse non comporta automaticamente condanna alle spese né sanzioni pecuniarie a carico del ricorrente.
- Per i provvedimenti di sequestro preventivo collegati a indebite percezioni di benefici pubblici, la documentazione anagrafica che attesta la data di inizio della residenza costituisce elemento probatorio significativo per valutare l'assenza del requisito temporale.
- Quando la documentazione ufficiale (es. certificato di residenza) contraddice la dichiarazione del richiedente, grava sullo stesso l'onere di fornire elementi idonei a dimostrare il contrario; non è compito della pubblica accusa provare la negativa del fatto.
- La valutazione del fumus delicti per misure reali cautelari può fondarsi su elementi documentali che rendono probabile la falsità della dichiarazione diretta all'ottenimento dell'erogazione.
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