Sentenza n. 1311/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione e remissione in pristino di un locale di circa 25 mq realizzato sul terrazzo di proprietà
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza comunale n. 3 del 25 marzo 2026, con la quale era stata ingiunta l’immediata demolizione di un locale realizzato sul terrazzo di un immobile sito in località San Nicola a Mare, presso il Parco Petili. Tra le censure dedotte hanno sostenuto che la demolizione fosse materialmente impossibile, poiché una precedente ordinanza contingibile e urgente del sindaco, mai revocata, aveva vietato l’accesso all’intero stabile per pericolo di crollo. Il controinteressato, proprietario del piano terra sul quale insiste il terrazzo di copertura, si è costituito resistendo al ricorso. Il Comune non si è costituito.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a., ritenendolo manifestamente infondato. Ha affermato che l’ordine di demolizione era correttamente rivolto ai proprietari dell’area, in ragione del loro rapporto con la cosa, e riguardava un’opera priva, quantomeno, del necessario titolo paesaggistico. L’eventuale impossibilità tecnica di eseguire la demolizione, derivante dal divieto di accesso allo stabile per pericolo di crollo, attiene alla fase esecutiva e non incide sulla validità dell’ordine ripristinatorio. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione della particolarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Sentenza in forma semplificata
Consente la definizione della controversia in camera di consiglio mediante sentenza semplificata quando la causa è matura per la decisione e il ricorso è manifestamente infondato.
Titolo paesaggistico
opera priva (quanto meno) del necessario titolo paesaggistico
L’assenza del necessario titolo paesaggistico costituisce il presupposto dell’ordine ripristinatorio, secondo quanto emerge dalla motivazione.
Massime di principio
- L’ordine di demolizione di un’opera abusiva può essere rivolto ai proprietari dell’area o del manufatto in ragione del loro rapporto con la res, anche quando non sia dimostrata la loro partecipazione materiale alla realizzazione dell’abuso.
- L’eventuale impossibilità tecnica o materiale di eseguire la demolizione non incide, di per sé, sulla validità dell’ordine demolitorio, ma riguarda la successiva fase esecutiva del provvedimento.
- La presenza di un precedente divieto amministrativo di accesso a un immobile per pericolo di crollo non rende illegittimo l’ordine di demolizione; essa può incidere sulle modalità e sui tempi della sua esecuzione.
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