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Sentenza

Sentenza n. 16063/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento ​del provvedimento di rifiuto visto Codice pratica: -OMISSIS- emesso e notificato in data 20 luglio 2026, con cui è stata rigettata la domanda di visto di ingresso in Italia per lavoro subordinato stagionale, nonché per l’annullamento di ogni altro atto presupposto e/o preparatorio, conseguente e/o connesso, ancorchè ignoto​;

Giustizia amministrativa202609970

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Nel corso del giudizio l’Amministrazione ha documentato che al ricorrente era stato rilasciato il visto richiesto. Il Tribunale ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo integralmente soddisfatta la pretesa azionata. Ha compensato le spese di lite, ponendo tuttavia il contributo unificato a carico dell’Amministrazione, con distrazione in favore del difensore antistatario.

TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d’ingresso in Italia per lavoro subordinato stagionale, emesso e notificato il 20 luglio 2026

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d’ingresso per lavoro subordinato stagionale, chiedendone l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, oltre all’annullamento degli atti presupposti, preparatori, conseguenti o connessi. Il testo non espone specifiche censure di legittimità dedotte a fondamento del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

    La sentenza è stata adottata in forma semplificata all’esito della camera di consiglio, dopo aver sentito le parti.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e dell’articolo 9, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità, nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare il ricorrente.

    La tutela dei diritti o della dignità dell’interessato giustifica l’oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificarlo.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e dell’articolo 9, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità, nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare il ricorrente.

    La disposizione è richiamata a fondamento della tutela dei diritti o della dignità dell’interessato mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di impugnazione di un diniego amministrativo, l’Amministrazione rilascia il titolo richiesto e risulta così integralmente soddisfatta la pretesa fatta valere dal ricorrente, il giudice dichiara cessata la materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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