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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49324/2022 del 28/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che ha riformato l'assoluzione in abbreviato applicando la pena per il reato di evasione; il ricorrente deduceva: 1) vizio di motivazione perché la Corte d'appello non avrebbe tenuto conto che una precedente evasione del 7 marzo 2021 era stata assolta in primo grado con applicazione dell'art. 131-bis c.p. (causa di non punibilità per particolare tenuità) e che tale pronuncia non era definitiva essendo appellata, e che si trattava di un unico precedente non idoneo a dimostrare abitualità; 2) vizio di motivazione e violazione dell'art. 360, comma 2, c.p.p. perché la Corte d'appello non ha valutato le ragioni dell'allontanamento addotte dal ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha censurato la Corte d'appello per carenza di "adeguata e rafforzata motivazione" nel rigetto dell'applicazione dell'art. 131-bis c.p., rilevando che non è sufficiente il mero richiamo a una precedente evasione non meglio contestualizzata o la generica affermazione di non conoscenza della durata dell'allontanamento. La Cassazione ha richiamato la necessità di valutare gli indici di gravità del fatto, il grado di colpevolezza, il contesto generale (compreso il reato che aveva determinato la misura cautelare violata), le modalità e la durata dell'evasione e la ragionevolezza dei motivi addotti. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata e la causa è stata rinviata per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Torino.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    Disciplina la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto: la Corte ha richiamato che, per escluderne l'applicabilità, è necessaria una motivazione rafforzata che valuti gravità del fatto, grado di colpevolezza e contesto complessivo (es. reato che ha determinato la misura cautelare, modalità e durata dell'evasione, ragioni addotte).

  • art. 360, comma 2, cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente per vizio di motivazione; la Cassazione ha esaminato la motivazione della sentenza impugnata e ha ritenuto insufficiente la valutazione fornita dalla Corte d'appello, giustificando l'annullamento per carenza motivazionale.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 (conv. L. n. 176/2020)

    Norma procedurale richiamata per svolgere il giudizio di cassazione a trattazione scritta; citata solo come riferimento procedurale sul modo di svolgimento del giudizio.

Massime di principio

  • La negazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis richiede una motivazione "rafforzata": non basta il richiamo generico a precedenti o a circostanze non precisate.
  • Per valutare la particolare tenuità vanno considerati insieme la gravità del fatto, il grado di colpevolezza, il contesto (anche il reato che ha determinato la misura cautelare violata), le modalità e la durata dell'evasione e la ragionevolezza delle giustificazioni addotte.
  • Una sentenza di primo grado che abbia applicato l'art. 131-bis ma non sia definitiva (perché appellata) non impedisce automaticamente la rivalutazione della causa di non punibilità, ma la Corte che rifiuta la sua applicazione deve motivare compiutamente il perché.
  • La mera indicazione di un precedente episodio di evasione o l'affermazione della mancata conoscenza della sua durata non sono di per sé sufficienti a escludere la particolare tenuità.
  • In caso di insufficiente motivazione sulla non applicabilità della causa di non punibilità, la Cassazione può annullare la decisione e rinviare per un nuovo esame, richiedendo che la Corte di merito integri la valutazione secondo i criteri sopra indicati.

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