Cassazione Penale, Sentenza n. 34589/2023 del 08/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta di rideterminazione della pena (anni 5 di reclusione e euro 30.000,00 di multa) applicata con sentenza definitiva per il reato di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, alla luce della pronuncia della Corte costituzionale n. 40/2019 che ha dichiarato illegittimo l'art. 73, comma 1, del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 nella parte in cui prevedeva la pena minima edittale di anni otto anziché anni sei. Il ricorrente contestava l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva dichiarato l'istanza inammissibile perché la pena era stata ormai espiata in via alternativa mediante espulsione dal territorio dello Stato.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse attuale del ricorrente. Anche se il rapporto esecutivo non è ancora formalmente estinto (non sono decorsi dieci anni dall'espulsione), il ricorrente basava il suo interesse su un futuro e ipotetico rientro illegale in Italia, comportamento che costituirebbe reato e non può fondare un interesse attuale a ottenere la rideterminazione della pena. Perciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti), art. 73, comma 1
La Corte costituzionale (pronuncia n. 40/2019) ha dichiarato illegittima la parte che prevedeva la pena minima edittale di 8 anni anziché 6; la rideterminazione della pena può scaturire da tale declaratoria di illegittimità, ma l'interesse a ottenerla deve essere attuale
d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico sull'immigrazione), art. 16, comma 8
Prevede il ripristino dell'esecuzione della pena detentiva nel caso di rientro illegale dello straniero sul territorio nazionale: il ricorrente ha sostenuto che l'espulsione non equivale all'effettiva espiazione della pena in quanto l'esecuzione può essere ripristinata
Testo unico immigrazione, art. 13, comma 13
art. 13, comma 13 T.U. imm.
Il comportamento del rientro illegale costituisce reato; la Corte ha ritenuto che non possa fondare un interesse giurisdizionale attuale l'ipotesi di un futuro comportamento illecito
Codice di procedura penale, art. 616
Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una somma in favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile; la Corte ha applicato tale disposizione quantificando la somma in euro 3.000,00
Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 13/06/2000
Citata relativamente al principio che giustifica la quantificazione della somma a carico del ricorrente quando non sussistono elementi per ritenere che il ricorso sia stato proposto senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità
Massime di principio
- La richiesta di rideterminazione della pena successiva a una pronuncia di illegittimità costituzionale richiede un interesse attuale e concreto: non è sufficiente un interesse basato su ipotesi future o su comportamenti futuri e potenzialmente illeciti dell'istante
- L'espulsione disposta come sanzione alternativa può produrre effetti 'irreversibili' sotto il profilo esecutivo; anche se formalmente il rapporto esecutivo può non essere estinto, l'aver già subito l'alternativa può far venir meno l'interesse a ottenere una rideterminazione quando l'unico utile prospettato è legato a un futuro rientro illegale
- Per un ricorso contro decisioni del giudice dell'esecuzione basato su modifiche normative o costituzionali è necessario dimostrare un danno attuale e direttamente eliminabile con il provvedimento richiesto (ad es. conseguenze amministrative o penali attuali), altrimenti il ricorso è inammissibile per carenza di interesse
- Non è ammissibile fondare il diritto ad un provvedimento giurisdizionale sull'intenzione di compiere in futuro un reato (es. rientro illegale); le ipotesi basate su comportamenti futuri illeciti non costituiscono interesse giuridico attuale
- Quando si valuta la proponibilità di istanze di rideterminazione della pena per pronunce di illegittimità costituzionale, conviene agire tempestivamente e, se si è stranieri espulsi, provare l'esistenza di pregiudizi concreti e attuali derivanti dall'assenza di una nuova determinazione della pena (ad es. effetti su titoli di soggiorno residui, misure accessorie o diritti ancora sospesi)
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 8 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 34551/2023 del 08/08/2023
- Sentenza penale · 8 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 34552/2023 del 08/08/2023
- Sentenza penale · 8 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 34553/2023 del 08/08/2023
- Sentenza penale · 8 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 34555/2023 del 08/08/2023
- Sentenza penale · 8 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 34556/2023 del 08/08/2023
- Sentenza penale · 8 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 34557/2023 del 08/08/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →