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Ordinanza

Ordinanza n. 2263/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la revocazione della sentenza del Consiglio di Stato, Sez. IV n. 1804 del 6 marzo 2026, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202603943

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza cautelarealtro

Atto impugnato: Sentenza del Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 1804 del 6 marzo 2026, resa all'esito dell'appello avverso la sentenza del TAR Toscana n. 1222/2024

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietario)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune di Grosseto ha proposto ricorso per revocazione della sentenza del Consiglio di Stato n. 1804/2026 e, in via incidentale, ha chiesto la sospensione dell'efficacia della sentenza. La pronuncia impugnata aveva confermato, in parte, l'obbligo dell'amministrazione di riscontrare l'istanza presentata dai legali della parte privata il 30 novembre 2022 mediante un provvedimento espresso, indicando la determinazione finale sull'eventuale acquisizione del bene ai sensi dell'art. 42-bis del d.P.R. 327/2001 oppure, in alternativa, sulla restituzione dello stesso ai legittimi proprietari. A sostegno della cautelare il Comune ha dedotto che l'eventuale accantonamento delle somme necessarie all'indennizzo avrebbe inciso sulla programmazione finanziaria, imponendo rimodulazioni di spesa e sottraendo risorse ad altre finalità pubbliche. Il Collegio ha inoltre rilevato, in questa fase, l'assenza di sufficienti profili di fumus boni iuris quanto all'ammissibilità della revocazione.

La decisione

L'istanza cautelare è stata respinta. Quanto al periculum in mora, il giudice ha ritenuto che il pregiudizio prospettato consistesse soltanto nello svolgimento del procedimento amministrativo necessario a fornire una risposta espressa all'istanza privata; tale evenienza non integra un pregiudizio grave e irreparabile. Anche l'incidenza sulla programmazione finanziaria comunale è stata considerata meramente eventuale, poiché l'obbligo giudiziale imponeva anzitutto di determinarsi sull'acquisizione ai sensi dell'art. 42-bis o sulla restituzione, sicché mancava l'attualità del pregiudizio economico. Il ricorso per revocazione non è apparso, inoltre, assistito da sufficienti profili di fumus boni iuris in relazione alla sua ammissibilità. È stata fissata l'udienza di discussione per il 3 dicembre 2026. Il Comune di Grosseto è stato condannato alla rifusione delle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.500,00 oltre IVA, CPA e rimborso spese generali del 15%.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base processuale della domanda cautelare nel giudizio di revocazione.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    acquisizione del bene ai sensi dell’art. 42-bis del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    Individuato come una delle possibili determinazioni che l'amministrazione deve assumere con provvedimento espresso, in alternativa alla restituzione del bene ai legittimi proprietari.

Massime di principio

  • Nel giudizio cautelare, il mero svolgimento del procedimento amministrativo imposto da una pronuncia giurisdizionale, finalizzato all'adozione di una determinazione espressa, non integra di per sé un pregiudizio grave e irreparabile idoneo a fondare il periculum in mora.
  • Il pregiudizio finanziario connesso all'eventuale accantonamento di somme per un futuro indennizzo non è attuale quando l'obbligo dell'amministrazione consiste ancora nella scelta, da formalizzare con provvedimento espresso, tra acquisizione del bene ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e restituzione ai proprietari.
  • La sospensione cautelare dell'efficacia di una sentenza può essere negata, già in sede di esame sommario, quando il ricorso per revocazione non presenta sufficienti profili di ammissibilità e difetta quindi il fumus boni iuris.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareRevocazione e opposizione di terzoOccupazione illegittima e acquisizione sanante
RamiProcesso amministrativoEspropriazione per pubblica utilità
IstitutiTutela cautelareRiparto di giurisdizioneEfficacia ed esecutorietà

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