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Cassazione Penale, Ordinanza n. 14613/2025 del 14/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

La difesa della condannata ha impugnato l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva rigettato l'istanza di rideterminazione della pena inflitta con sentenza irrevocabile per il reato di rapina, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 86 del 2024. Nel ricorso si deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per non avere il giudice considerato, ai fini del riconoscimento dell'attenuante della lieve entità del fatto, il limitato valore economico dei beni sottratti e la restituzione degli oggetti alla vittima all'arrivo delle forze dell'ordine. La Corte ha rilevato che il ricorso non si confrontava con la motivazione dell'ordinanza, fondata soprattutto sulle modalità violente dell'azione, posta in essere da più persone che colpivano ripetutamente la vittima con un manganello.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la censura ignorasse la ratio della decisione impugnata e, soprattutto, che l'attenuante della lieve entità non possa essere valutata solo con riferimento al valore economico del bene sottratto, dovendo invece considerarsi il disvalore complessivo del fatto, incluse natura, specie, mezzi, modalità e circostanze dell'azione nonché l'entità del danno o del pericolo. Ne è derivata la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648-bis c.p.

  • art. 629 c.p.

    La Corte richiama in via analogica la giurisprudenza formatasi dopo la declaratoria di illegittimità costituzionale sulla lieve entità nel delitto di estorsione, per affermare che il giudizio sulla lieve entità deve essere complessivo e non limitato al solo valore economico del bene.

  • sentenza Corte costituzionale n. 86 del 2024

    È il presupposto della richiesta di rideterminazione della pena avanzata in esecuzione, ma il testo non specifica oltre il contenuto della pronuncia.

  • sentenza Corte costituzionale n. 120 del 2023

    Richiamata come precedente analogo in materia di lieve entità, utile a fondare il criterio del giudizio complessivo del fatto.

Massime di principio

  • Quando si invoca in sede esecutiva la rideterminazione della pena in conseguenza di una pronuncia costituzionale che introduce o modifica un'attenuante, il giudice deve verificare se, nel caso concreto, il fatto presenti effettivamente i requisiti richiesti dalla nuova disciplina.
  • L'attenuante della lieve entità non può essere riconosciuta sulla sola base del modesto valore economico del bene sottratto, ma richiede una valutazione globale del fatto, comprensiva di natura, specie, mezzi, modalità, circostanze della condotta ed entità del danno o del pericolo.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile per manifesta infondatezza quando non si confronta con la motivazione dell'ordinanza impugnata e si fonda su un'interpretazione della norma contraria al suo significato univoco.
  • In presenza di condotta connotata da significativa violenza e partecipazione plurima, la lieve entità può essere esclusa anche se il valore dei beni sottratti è contenuto e vi sia stata successiva restituzione degli oggetti.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRapinaMisure alternative
RamiProcesso penaleEsecuzione penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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