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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27804/2026 del 23/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

L'imputato era stato condannato in primo grado e in appello per ricettazione e per il capo b) relativo a un reato connesso alla circolazione di beni contraffatti. In cassazione deduceva: 1) omessa motivazione sulla richiesta di dichiarare la prescrizione del capo b), questione che, secondo la sentenza, era stata espressamente devoluta in appello anche dal Procuratore generale; 2) violazione di legge per mancata applicazione della disciplina dell'illecito amministrativo richiamata dal d.l. n. 35 del 2005, sostenendo di avere la qualifica di acquirente finale sulla base di elementi emersi nel giudizio; 3) violazione di legge per non avere riconosciuto l'ipotesi attenuata dell'art. 648 c.p. La Corte rileva che il ricorso sui motivi residui è generico e reiterativo, perché non si confronta con la motivazione di merito e mira a una rivalutazione delle prove non consentita in cassazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo limitatamente al capo b), ritenendo effettivamente omessa la motivazione sulla prescrizione già maturata prima della sentenza di appello, poiché il fatto era stato commesso il 06/10/2016 e il reato risultava prescritto il 09/06/2024, quindi prima della decisione del 10/09/2025. I restanti motivi sono stati ritenuti inammissibili o comunque infondati perché privi di specificità e meramente diretti a ottenere una nuova valutazione del merito. Ne è seguita la rideterminazione della pena, fissata in un anno e quattro mesi di reclusione ed euro 400 di multa.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    la Corte ribadisce che la qualificazione attenuata richiede specifiche allegazioni e circostanze concrete; nel caso concreto ha ritenuto corretta la mancata applicazione della fattispecie attenuata.

  • art. 474 c.p.

    norma richiamata per il capo b) della contestazione, in relazione al reato poi ritenuto prescritto.

  • d.l. n. 35 del 2005

    richiamato dal ricorrente per sostenere l'applicazione della disciplina dell'illecito amministrativo e la qualifica di acquirente finale.

  • art. 173 disp.att. c.p.p.

    richiamato per la sintesi dei motivi di ricorso nei limiti strettamente necessari alla motivazione.

Massime di principio

  • La prescrizione maturata prima della decisione di appello deve essere esaminata e motivata espressamente, quando la relativa questione sia stata devoluta dalle parti; l'omessa motivazione sul punto integra vizio rilevante in cassazione.
  • In sede di legittimità i motivi che si limitano a riproporre questioni già esaminate dal giudice di merito, senza confronto con la motivazione impugnata, sono privi di specificità e non possono tradursi in una rivalutazione del compendio probatorio.
  • La censura che tende a ottenere una ricostruzione alternativa dei fatti o una diversa valutazione delle prove è inammissibile in cassazione se non si confronta con la struttura argomentativa della sentenza impugnata.
  • In tema di ricettazione, risponde l'imputato trovato in possesso di beni di provenienza illecita che non fornisca una spiegazione attendibile dell'origine del possesso, in assenza di elementi probatori che ne giustifichino la lecita provenienza.
  • Il mancato riconoscimento della forma attenuata della ricettazione è legittimo quando la difesa non offra allegazioni specifiche e quando le caratteristiche concrete dei beni rendano non plausibile la qualificazione attenuata.

Come è indicizzato

MaterieUso di atto falsoRicettazioneImpugnazioni
RamiReati contro la fede pubblicaDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reatoOnere della prova

Testo integrale

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