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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1715/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello sostenendo: 1) violazione dell'art. 649 c.p.p. e contraddittorietà delle motivazioni perché la ricettazione di più assegni appartenenti allo stesso carnet doveva essere considerata come un'unica condotta (bis in idem), richiamando precedente sentenza irrevocabile che aveva giudicato così fatti analoghi; 2) illogicità e contraddittorietà nella valutazione delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.), perché le ammissioni del Sabattini e la chiamata in correità del fornitore degli assegni avrebbero dovuto dimostrare una resipiscenza autentica.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto aspecifico e infondato il rilievo sul bis in idem: la giurisprudenza ammette che la detenzione di più moduli di un carnet può integrare un unico reato se è provato l'acquisto dell'intero blocchetto in un'unica soluzione; nel caso di specie la Corte territoriale ha motivatamente ritenuto che non risultasse provata l'acquisizione contestuale del carnet e che le singole ricezioni e spendite fossero autonome, pertanto non c'era violazione. Sul secondo motivo ha confermato che il diniego delle attenuanti generiche rientra nel giudizio di fatto discrezionale del giudice e può essere motivato anche sulla base di un unico elemento negativo (la serialità delle condotte), sicché la valutazione non è sindacabile in cassazione. Per effetto dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente come vizio procedurale; la Corte di cassazione ha ritenuto il motivo aspecifico e ha analizzato la questione come fattuale e giurisprudenziale più che come violazione formale dell'articolo.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha confermato che il riconoscimento delle attenuanti è valutazione di merito del giudice e può essere escluso con motivazione congrua anche sulla base di un unico elemento negativo (es. serialità del comportamento).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La ricettazione di più assegni appartenenti allo stesso carnet può essere un unico reato solo se è provata l'acquisizione contestuale dell'intero blocchetto; in mancanza di tale prova ogni assegno ricevuto e speso in momenti diversi può assumere autonomo rilievo delittuoso.
  • La sussistenza delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis) è valutazione di fatto del giudice di merito; la Corte di legittimità non riesamina i fatti fintanto che la motivazione del giudice è congrua e non contraddittoria.
  • In cassazione non è sufficiente riproporre i medesimi argomenti di merito già esaminati in appello; i motivi aspecifici o che costituiscono mera reiterazione del gravame sono dichiarati inammissibili.
  • La prova della contestualità nell'acquisizione di beni provenienti da un unico furto è essenziale per qualificare la condotta come unitaria; l'assenza di elementi probatori o giustificazioni credibili favorisce la qualificazione di condotte autonome.
  • In caso di inammissibilità del ricorso il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese e a una somma a favore della Cassa delle ammende, valutata anche in base ai profili di colpa nel ricorso.

Testo integrale

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