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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3783/2024 del 30/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la conferma in appello della condanna per omicidio di Giovanni Attanasio con aggravanti (premeditazione, concorso di più persone e metodo, finalità mafiosa) e pena di 30 anni. I motivi di ricorso contestavano: 1) il diniego delle circostanze attenuanti generiche (rilevando che le confessioni e la dissociazione sarebbero meritevoli di valutazione favorevole); 2) la qualificazione della premeditazione (contestando la sussistenza degli elementi cronologico e ideologico); 3) l'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 cod. pen. (metodo e fine mafioso) come priva di specifici elementi sintomatici; 4) la valutazione della recidiva e dell'applicabilità della misura di sicurezza della libertà vigilata (contestando la mancata considerazione del comportamento successivo e della distanza temporale tra i reati).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di legittimità ha ritenuto la motivazione della Corte d'Assise d'Appello conforme e plausibile: il diniego delle attenuanti generiche è giustificato dalla gravità del reato, dal ruolo di mandante e dalla tardività e possibile strumentalità della confessione; la premeditazione è stata ritenuta sussistente sulla base della programmazione e della predisposizione dei mezzi e dei ruoli; l'aggravante mafiosa è stata confermata in ragione della violenza del metodo e del contesto di guerra tra clan che evidenzia finalità di affermazione e consolidamento del sodalizio; la recidiva è stata valutata correttamente tenendo conto della pluralità e vicinanza temporale dei precedenti e della gravità evolutiva del percorso criminale, così come la misura di sicurezza della libertà vigilata. Conseguenze pratiche: conferma della condanna a 30 anni di reclusione; rigetto del ricorso; condanna del ricorrente alle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza della parte civile (euro 6.500,00 per il Comune di Napoli e euro 3.686,00 per Domenico Rosella Musico, oltre accessori di legge).

Norme richiamate

  • art. 62-bis cod. pen.

    Disciplina delle circostanze attenuanti generiche: sono valutabili dal giudice con riferimento ai criteri dell'art. 133 cod. pen.; la Corte ha ritenuto legittimo il diniego fondato sulla gravità dell'atto, sul ruolo dell'imputato e sulla tardività e strumentalità della confessione

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e per la valutazione degli elementi rilevanti ai fini delle attenuanti/agitanti; la Corte ha richiamato tali criteri per motivare l'esclusione delle attenuanti generiche

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Aggravante per l'uso del metodo mafioso e finalità di agevolazione mafiosa: interpretata nel senso che modalità esecutive violente e spregiudicate, inserite nel contesto di guerra tra clan e dirette a consolidare la posizione del sodalizio, possono integrare metodo e finalità mafiosa

  • art. 99 cod. pen.

    Disposizioni sulla recidiva: la Corte ha ricordato che non basta la sola condanna precedente (presupposto formale), ma è necessario accertare anche il presupposto sostanziale di maggiore colpevolezza e pericolosità

  • art. 230 cod. pen.

    Norma collegata alla misura di sicurezza (libertà vigilata): la Corte ha ritenuto motivata la applicazione della misura sulla base della valutazione complessiva degli elementi di pericolosità

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti e modalità dell'esposizione dei motivi nel ricorso per cassazione rispetto a plurimi atti: citata in relazione alla sintesi dei motivi e all'esercizio del sindacato di legittimità

  • artt. 12 e 16 d.m. 10 marzo 2014, n. 55 e d.m. 13 agosto 2022, n. 147

    Criteri per la liquidazione delle spese di costituzione e difesa della parte civile: la Corte ha disposto la rifusione nelle misure indicate, in base ai criteri normativi e alle voci depositate

  • art. 2 d.m. 10 marzo 2014, n. 55

    Previsione degli accessori di legge (rimborso spese forfettarie, IVA, contributo previdenziale) applicati alla liquidazione delle spese di costituzione della parte civile

Massime di principio

  • Il giudice può legittimamente negare le attenuanti generiche quando il reato è di particolare gravità e l'elemento favorevole (es. confessione) appare tardivo o strumentale; la valutazione è discrezionale ma deve essere motivata richiamando criteri di cui all'art. 133 c.p.
  • La premeditazione può essere desunta non solo da atti antecedenti di lunga durata ma anche da una programmazione e predisposizione dei mezzi e dei ruoli (selezione dei killer, reperimento del luogo, fornitura dei mezzi), anche se l'arco temporale è ristretto, purché tale arco abbia consentito ponderazione sufficiente.
  • L'aggravante 'mafiosa' richiede la prova, anche attraverso elementi sintomatici, che il metodo e la finalità dell'azione siano funzionali ad affermare la forza intimidatrice e il consolidamento del sodalizio; il contesto (conflitto tra clan) e la violenza del metodo sono indici rilevanti.
  • La recidiva non scatta automaticamente per la mera esistenza di precedenti penali: occorre un giudizio concreto sulla maggiore rimproverabilità e pericolosità sociale del nuovo reato rispetto al passato.
  • La Corte può motivare per relationem richiamando il decisum di merito, ma la motivazione deve comunque risultare esaustiva rispetto alle censure principali: la Cassazione controlla la congruità e la logicità dell'argomentazione più che riesaminare direttamente le risultanze di fatto.
  • Dichiarazioni di collaboratori di giustizia, quando risultino convergenti e riscontrate da indagini, e ammissioni dell'imputato possono costituire base sufficiente per la condanna; le critiche sulla attendibilità devono essere affrontate e motivate nel merito.

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