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Sentenza

Sentenza del 14/07/2017 n. 1819 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana

Registro - Valore di un terreno privo di piano particolareggiato - Inedificabilità - Non sussiste - E' comunque un terreno edificabile in quanto compreso in uno strumento urbanistico generale ed il suo valore è quello dei terreni edificabili.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La tesi del contribuente è stata respinta. Il valore venale dell’area è stato determinato sulla base di una stima tecnica dell’Agenzia del territorio, considerando il terreno edificabile in quanto incluso nello strumento urbanistico generale. La perizia di parte prodotta dal contribuente soltanto in appello è stata dichiarata inammissibile ai sensi dell’art. 58, comma 1, del d.lgs. n. 546/1992.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente sosteneva che il terreno fosse inedificabile, poiché privo di un piano particolareggiato o di altro strumento urbanistico attuativo, e che pertanto non potesse essere valorizzato come area edificabile ai fini dell’imposta. La decisione ha invece ritenuto sufficiente la destinazione edificatoria prevista dallo strumento urbanistico generale comunale, senza necessità dell’approvazione regionale né dell’effettiva adozione di un piano particolareggiato o attuativo.

Norme richiamate

  • d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 2, comma 1, lett. b)

    L’edificabilità dell’area, ai fini dell’applicazione del criterio del valore venale, deve essere desunta dalla qualificazione attribuita nel piano regolatore generale adottato dal Comune.

    Un’area è fiscalmente edificabile quando è qualificata come tale dallo strumento urbanistico generale comunale; non è necessario che siano già approvati o attuati piani particolareggiati o altri strumenti urbanistici attuativi.

  • d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 58, comma 1

    La produzione in appello di una perizia di parte può essere dichiarata inammissibile quando non sia stata depositata nei precedenti gradi di giudizio secondo le regole processuali applicabili.

  • Cassazione civile, sentenza 19 ottobre 2016, n. 21154

    Consolida il principio secondo cui, ai fini fiscali, la destinazione edificatoria risultante dallo strumento urbanistico generale è sufficiente per applicare il criterio del valore venale, anche in assenza di strumenti attuativi.

Massime di principio

  • Ai fini della valutazione fiscale, la qualificazione edificatoria di un terreno dipende principalmente dalla destinazione prevista dallo strumento urbanistico generale adottato dal Comune.
  • La mancanza di un piano particolareggiato, di un piano attuativo o dell’effettiva possibilità immediata di costruire non comporta automaticamente l’inedificabilità fiscale dell’area, ma può incidere sulla concreta determinazione del suo valore venale.
  • Il valore imponibile deve essere stimato considerando le caratteristiche effettive dell’area, i vincoli, i tempi e i costi necessari per l’edificazione, nonché il livello di edificabilità concretamente riconosciuto.
  • Le perizie e gli altri documenti probatori devono essere prodotti tempestivamente nel primo grado di giudizio; una produzione tardiva in appello può essere dichiarata inammissibile.
  • Per contestare efficacemente la valorizzazione fiscale non basta invocare l’assenza di strumenti attuativi: occorre dimostrare, con elementi tecnici e documentali, che la destinazione urbanistica comporti una concreta riduzione del valore venale.

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