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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19313/2022 del 17/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della libertà di Napoli che dichiarava inammissibile l'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo dell'immobile sito in Napoli, via Capua del Principe 131 A, occupato abusivamente dalla Petrecca. L'indagata, destinataria del sequestro nell'ambito di indagini per i reati di cui agli artt. 633 e 639-bis c.p. e art. 44 D.P.R. n. 380/2001, deduceva in cassazione la violazione delle norme processuali (art. 606, comma 1, lett. b), art. 322 e art. 568 c.p.p.), sostenendo di avere interesse a impugnare anche se non proprietaria del bene, sia per la possibile influenza sul procedimento penale sia in forza di una sentenza assolutoria precedente che attesterebbe un rapporto con il bene e difficoltà nella definizione della titolarità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di un interesse concreto ed attuale all'impugnazione: l'indagata non è proprietaria dell'immobile (è di proprietà della ASL Na 1) e non ha dimostrato un interesse effettivo volto alla restituzione della cosa come conseguenza del dissequestro. La Corte ha ritenuto che l'interesse processuale richiesto dall'art. 568 c.p.p. sia utilitaristico e debba essere idoneo a produrre un vantaggio pratico immediato per l'impugnante; il mero interesse a contestare il merito penale non è sufficiente. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di Euro 3.000,00 a norma dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Richiamato come parametro di censura nella motivazione del ricorso per cassazione (lett. b): la Corte valuta che l'impugnazione non superi i requisiti di ammissibilità richiesti dalle norme procedurali e giurisprudenziali.

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Individua i soggetti legittimati a proporre il riesame; la Corte ricorda che l'indagato rientra tra i soggetti abilitati ma sottolinea che la legittimazione formale non è sufficiente senza un interesse concreto.

  • art. 568 cod. proc. pen.

    La Corte interpreta il disposto relativo all'interesse all'impugnazione in senso utilitaristico: l'interesse deve essere concreto, attuale e idoneo a rimuovere un pregiudizio pratico per l'impugnante (deve perdurare fino alla decisione).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la statuizione sulle spese e sulla sanzione pecuniaria a carico della parte che ha proposto un ricorso inammissibile, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • art. 23 d.l. 28/10/2020, n. 137

    Richiamato in relazione alla requisitoria del Pubblico Ministero redatta ai sensi della norma; non incide sul principio dell'ammissibilità del ricorso ma sul procedimento formale.

  • art. 633 e art. 639-bis c.p.; art. 44 D.P.R. n. 380/2001

    Norme penali e amministrative riferite ai reati e al titolo in base ai quali è stato disposto il sequestro; citate per contestualizzare il procedimento penale che ha determinato il vincolo reale.

Massime di principio

  • L'impugnazione di provvedimenti cautelari richiede non solo legittimazione formale ma un interesse concreto e attuale all'impugnazione: non è sufficiente una mera controversia teorica sulla correttezza dell'atto.
  • L'indagato non proprietario del bene sottoposto a sequestro può proporre il riesame o il gravame solo se dimostra un interesse reale, tipicamente diretto ad ottenere la restituzione dell'oggetto mediante l'eliminazione del vincolo.
  • Il desiderio di anticipare o influire sul giudizio di merito (contestare il fumus del reato) non costituisce di per sé un interesse idoneo ad ammettere l'impugnazione cautelare, data l'autonomia del giudizio cautelare rispetto al merito.
  • In presenza di una contestazione sulla titolarità o su rapporti possessori con il bene sequestrato, è necessario documentare in modo concreto come l'accoglimento del gravame possa tradursi in un vantaggio pratico (es. prospettiva concreta di dissequestro e restituzione).
  • Chi propone ricorso privo di interesse concreto rischia non solo l'inammissibilità ma anche la condanna alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria ex art. 616 c.p.p.; valutare quindi preliminarmente la sussistenza dell'interesse concreto prima di impugnare.

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