Cassazione Penale, Sentenza n. 18352/2024 del 09/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso per cassazione impugnava l'ordinanza con cui il Magistrato di sorveglianza di Macerata aveva dichiarato l'inammissibilità, adottata de plano, dell'istanza di ottemperanza proposta da Attanasio diretta alla sostituzione del Commissario ad acta per presunta "infedeltà" nell'esecuzione di un provvedimento (acquisto di un e-book, ordinanza del 5/10/2017, procedimento SIUS n. 2017/3010). Il ricorrente lamentava violazione di legge per la mancata instaurazione del contraddittorio camerale, posto che il Tribunale aveva ritenuto la richiesta genericamente inammissibile senza effettuare alcun accertamento nel contraddittorio.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato la disciplina dell'art. 35-bis ord. pen. e i limiti dell'adozione di decisioni de plano (art. 666 c.p.p.), affermando che il Magistrato di sorveglianza avrebbe dovuto procedere al contraddittorio in camera di consiglio per svolgere ulteriori accertamenti, atteso che il ricorrente aveva indicato la data e il numero SIUS dell'ordinanza contestata (seppure mancasse l'indicazione dell'autorità che l'aveva resa). Ne è conseguito l'annullamento dell'ordinanza impugnata e il rinvio al Magistrato di sorveglianza di Macerata per un nuovo giudizio da svolgersi con instaurazione del contraddittorio camerale, libero nel suo esito.
Norme richiamate
art. 35-bis legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)
Disciplina il procedimento di tutela contro atti dell'Amministrazione penitenziaria; istituisce il procedimento di ottemperanza come prosecuzione funzionale del giudizio di cognizione, con contraddittorio dinanzi al magistrato di sorveglianza e facoltà di adottare provvedimenti compresi la nomina di Commissario ad acta per assicurare l'ottemperanza.
art. 3, comma 1, lett. b) d.l. 23/12/2013, n. 146, conv. legge 21/02/2014, n. 10
Norma che ha introdotto nella legge penitenziaria l'art. 35-bis: citata per spiegare l'origine della tutela rafforzata contro atti dell'Amministrazione penitenziaria.
art. 666, comma 2, codice di procedura penale
Consente l'adozione di decisioni de plano solo quando l'istanza manifesta l'assenza dei requisiti richiesti dalla legge e tale constatazione non richiede accertamenti cognitivi o valutazioni discrezionali; applicabile anche al procedimento di ottemperanza richiamato dall'art. 35-bis.
artt. 666 e 678 codice di procedura penale
L'art. 35-bis richiama queste disposizioni in relazione alle modalità procedurali dell'udienza e del contraddittorio nel procedimento di ottemperanza; la Corte segnala che il richiamo implica l'obbligo, salvo ipotesi di manifesta carenza formale, di svolgere il contraddittorio in camera di consiglio.
Massime di principio
- Il procedimento di ottemperanza ex art. 35-bis è una prosecuzione funzionale del giudizio di cognizione: non possono essere introdotti nuovi profili di lesione né riesaminate le statuizioni già adottate.
- Il Magistrato di sorveglianza deve, di regola, procedere in contraddittorio (in camera di consiglio) quando decide su istanze di ottemperanza; la decisione de plano è ammessa solo se l'istanza manca manifestamente dei requisiti previsti dalla legge e ciò non richiede accertamenti di fatto o valutazioni discrezionali.
- Il ricorrente in un procedimento di ottemperanza dovrebbe indicare con chiarezza gli elementi identificativi del provvedimento contestato (data, numero, autorità emissaria se possibile) e specificare come si sarebbe verificata la violazione/omissione, così da consentire l'istruttoria nel contraddittorio.
- Se l'istanza contiene elementi utili anche se parziali per individuare il provvedimento o l'oggetto della pretesa, il giudice non deve respingerla de plano ma promuovere l'istruttoria in contraddittorio per meglio delimitare l'oggetto della domanda.
- In caso di erronea dichiarazione di inammissibilità de plano senza aver esperito il contraddittorio quando richiesto, la decisione è annullabile in Cassazione e il giudice di merito dovrà riesaminare la domanda con le forme del contraddittorio camerale.
- L'adozione di misure sostitutive (es. nomina del Commissario ad acta) resta rimessa al giudice di merito che valuterà l'effettiva fondatezza dell'istanza dopo il contraddittorio e gli eventuali accertamenti istruttori.
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