Cassazione Penale, Sentenza n. 14247/2022 del 13/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza d'appello che, in sede di rinvio, ha ritenuto sussistente il reato di usura per il rilascio di 41 cambiali garantite da ipoteca sull'hotel "Villa Carlotta". I motivi dedotti in Cassazione sono: 1) censura sulla configurabilità dell'usura, sostenendo che le cambiali erano mera garanzia e non un effettivo smobilizzo (quindi questione civilistica e non penale); 2) vizio di motivazione e contraddittorietà rispetto a una pronuncia del GUP di Milano che aveva assolto per reato presupposto (art. 648-bis); 3) mancata confutazione specifica delle deduzioni del consulente tecnico della difesa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Liccione. Ha ritenuto che i giudici di merito, con la motivazione resa nel giudizio di rinvio, abbiano adeguatamente ricostruito i fatti e fornito spiegazioni congrue in ordine alla natura delle cambiali, alla loro funzione nell'operazione e alla 'sproporzione' della controprestazione (anche considerando l'attualizzazione del valore delle prestazioni). La Cassazione ha quindi rigettato le doglianze che ripetevano questioni già affrontate dal giudice a quibus, condannando il ricorrente alle spese processuali, al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende e alla rifusione delle spese delle parti civili, liquidate in complessivi euro 4.563,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 644 cod. pen. (usura)
La Corte ribadisce la natura a "schema duplice" del reato: si integra anche con la sola accettazione della promessa di interessi o altri vantaggi usurari, per cui il rilascio di cambiali può costituire la promessa usuraria anche se i titoli non vengono monetizzati
art. 603 cod. proc. pen.
La Cassazione osserva che, in caso di indeterminatezza sulla quantificazione della sproporzione, il giudice di merito può (e, ove necessario, dovrebbe) disporre perizia d'ufficio ai sensi dell'art. 603; tuttavia l'obbligo di rinnovazione istruttoria o perizia non è automatico se il collegio motiva adeguatamente il proprio convincimento
art. 648-bis cod. pen. (riciclaggio)
Richiamato nel testo relativo a un altro procedimento (GUP di Milano): la Cassazione ha ritenuto che l'assoluzione per reato presupposto in un diverso procedimento non sia in sé pregiudiziale (bis in idem) rispetto all'accertamento dell'usura oggetto del processo in esame
precedente: Sez. 2, n. 50397 del 21/11/2014 (Aronica)
Citata come principio di diritto che conferma che l'usura si perfeziona anche con la sola promessa di interessi o vantaggi usurari, indipendentemente dalla successiva effettiva monetizzazione
Massime di principio
- Il rilascio di cambiali o altri titoli può integrare la promessa di interessi o vantaggi usurari anche se i titoli non vengono monetizzati: la forma di garanzia non esclude automaticamente la configurabilità dell'usura.
- Nella valutazione dell'esistenza di "sproporzione" usuraria è necessario considerare il sinallagma nella sua globalità e, se del caso, attualizzare il valore delle prestazioni nel tempo (non limitarsi a un confronto meramente sincrono dei valori numerici).
- Se la sentenza di primo grado poggia su una consulenza tecnica rilevante, il giudice d'appello che perviene a conclusioni difformi deve fornire una "motivazione rafforzata" e affrontare puntualmente gli argomenti tecnici o disporre perizia d'ufficio ai sensi dell'art. 603 c.p.p. quando necessario.
- La riproposizione in Cassazione di censure già esaminate e rigettate in sede di merito, senza un'effettiva e autonoma critica, può rendere il ricorso inammissibile.
- Una pronuncia di assoluzione in altro procedimento per fatti connessi non determina automaticamente l'imprescrittibilità dell'accertamento penale diverso: va valutata la corrispondenza tra le condotte e gli ambiti di accertamento (non sempre c'è identità di accertamento o ne bis in idem).
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