Sentenza del 26/10/2023 n. 29707 - Corte di Cassazione
Processo tributario - Sentenza passata in giudicato - Condebitore solidale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione di avviso di liquidazione per imposta di registro calcolata in misura proporzionale sulla cessione di crediti; il ricorso principale si fonda sulla rilevanza del giudicato favorevole ottenuto dall'altra condebitrice (AV Il Ronco) che aveva ottenuto che la cessione di crediti fosse soggetta a imposta fissa in quanto parte di un'operazione finanziaria (contratto di mutuo + cessione). Il motivo decisivo è la doglianza relativa all'applicazione dell'art. 1306 c.c. (effetto del giudicato tra condebitori solidali) e la sua incompatibilità con la sentenza impugnata.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo (violazione artt. 1306 e 2909 c.c.), dichiarando che la sentenza n.190/2013 della CTR di Milano, passata in giudicato il 10/06/2014 a favore della condebitrice AV Il Ronco, produce effetto anche nei confronti delle ricorrenti BNL/BNP ai sensi dell'art. 1306 c.c., poiché il giudicato non si fonda su ragioni personali e soddisfa le condizioni richieste. Perciò la Corte ha cassato la sentenza impugnata e, ai sensi dell'art. 384 c.p.c., ha deciso nel merito accogliendo l'originario ricorso delle ricorrenti. Le spese processuali sono compensate.
Norme richiamate
art. 2909 c.c.
Principio generale secondo cui la sentenza fa stato solo tra le parti; la Corte ricorda che tale principio è derogato dall'applicazione dell'art. 1306 c.c. nei rapporti tra condebitori solidali quando ricorrono le condizioni previste.
art. 1036, comma 2
Norma richiamata per spiegare che i debitori non partecipanti possono opporre la sentenza favorevole al condebitore al creditore, salvo che la sentenza si fondi su ragioni personali; viene usata come base normativa della deroga al principio di cui all'art. 2909 c.c.
art. 1306 c.c.
Applicato nel giudizio tributario: il giudicato favorevole ad un condebitore solidale può essere opposto dal coobbligato al creditore-tributo, a condizione che il giudicato sia definitivo, non fondato su ragioni personali, non sussista già giudicato fra il creditore e quel condebitore e l'eccezione sia tempestivamente proposta se il giudizio è pendente.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 2, comma 3, lett. a)
Esclude dall'ambito IVA le cessioni aventi ad oggetto denaro o crediti in denaro con funzione non di finanziamento; la CTR applicò questo criterio per qualificare la cessione e definire la tassazione di registro.
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 6
Prevede l'applicazione dell'imposta proporzionale in determinati casi; l'Agenzia aveva applicato questa disposizione nell'avviso di liquidazione che venne poi oggetto di contesa.
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 40
Stabilisce il principio di alternatività tra imposta di registro e IVA per alcune operazioni; la controversia verteva in parte sulla possibilità di applicare il principio di alternatività alla fattispecie concreta.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 10
Riferimento normativo sull'esenzione IVA che la CTR ha considerato applicabile alla prestazione qualificata come servizio finanziario; contribuisce alla qualificazione fiscale della cessione.
art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3
Fondamento del motivo di cassazione relativo a violazione di norme di diritto; la Corte ha ritenuto fondato il motivo dedicato alla violazione degli artt. 1306 e 2909 c.c.
art. 384 c.p.c.
Consente alla Corte di decidere la causa nel merito quando non vi sono accertamenti di fatto da svolgere; la Corte l'ha applicato per accogliere direttamente il ricorso originario.
Massime di principio
- Il giudicato favorevole ottenuto da un condebitore solidale può essere opposto al creditore (inclusa l'Amministrazione finanziaria) da un altro condebitore ai sensi dell'art.1306 c.c., anche in materia tributaria, quando il giudicato è definitivo e non fondato su ragioni personali.
- Per potersi avvalere del giudicato esterno servono queste condizioni: (1) la sentenza che fonda il giudicato sia passata in giudicato; (2) non esista già un giudicato tra il condebitore che vuol avvalersene e il creditore; (3) se il giudizio è pendente, l'eccezione deve essere tempestivamente sollevata; (4) il giudicato non sia fondato su ragioni personali del condebitore.
- In ambito tributario, la qualificazione giuridica della fattispecie (es. natura finanziaria dell'operazione, esenzione IVA, assoggettamento a imposta fissa di registro) decisa con sentenza definitiva può estendersi ai condebitori solidali e incidere sul diritto della PA a pretendere somme, salvo il caso di pronuncia su questioni personali.
- Se il giudicato sopravviene durante il corso del processo o dopo una decisione sfavorevole, la parte interessata può chiedere la caduta dell'avviso di accertamento opponendo il giudicato esterno; ciò può comportare la cassazione della decisione sfavorevole senza riacquisire prove, quando la questione è meramente giuridica.
- È fondamentale verificare l'identità dell'oggetto del giudicato (stessa fattispecie giuridica e stessa motivazione oggettiva) e l'assenza di ragioni personali nella sentenza che si intende invocare; in caso contrario il giudicato non è opponibile.
- In presenza di giudicato sopravvenuto che decide il caso a favore del contribuente, è possibile la compensazione delle spese processuali se il giudicato è risultato decisivo.
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