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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39181/2023 del 27/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Messina che aveva rigettato il riesame sull'ordinanza del G.I.P. del 7/11/2022. Il ricorrente ha dedotto cinque motivi: 1) vizio di motivazione e violazione di legge in relazione all'art. 74 DPR 309/1990 (capo 164) per assente prova di adesione stabile all'associazione; 2) applicazione indebita dell'aggravante dell'associazione armata ex art. 74, comma 4 DPR 309/1990 senza prova della conoscenza del possesso di armi; 3) carenza di gravi indizi in ordine alle tre ipotesi di cessione contestate (art. 73 DPR 309/1990, capi 80, 94, 107), in particolare mancata prova dell'effettiva dazione di sostanza con capacità drogante; 4) contestazione che si tratti di droga pesante (cocaina) e non solo di droga leggera; 5) insussistenza delle esigenze cautelari e sproporzione della custodia in carcere rispetto a misure meno afflittive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Il Collegio ha ritenuto che il sindacato in sede di legittimità non consente la revisione dei fatti e della valutazione degli indizi compiuta dal giudice di merito se la motivazione non è manifestamente illogica. Ha confermato la congruità e la coerenza della motivazione del Tribunale del riesame, che aveva fondato la gravità indiziaria su plurime captazioni telefoniche e ambientali, videoriprese, servizi di osservazione e le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Bonanno Giovanni, ritenendo l'Alati soggetto stabilmente inserito come canale di approvvigionamento per il sodalizio guidato da Cuscinà. La Corte ha inoltre affermato che l'aggravante dell'associazione armata è applicabile in termini oggettivi una volta accertata la partecipazione indiziaria all'associazione dedita al narcotraffico; ha respinto le censure relative alla natura della sostanza (ritenuta indiziariamente cocaina) valutando congrui elementi quali quantitativi, prezzi, modalità di confezionamento e somme indicate. Infine ha condiviso la valutazione delle esigenze cautelari, richiamando la doppia presunzione cautelare legata all'art. 74 DPR 309/1990 e dichiarando la custodia in carcere adeguata e proporzionata. Condanna dell'Alati al pagamento delle spese processuali e trasmissione di copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti) - art. 74

    Art. 74 considerato base per l'imputazione di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico; comma 4 (aggravante associazione armata) applicata in termini oggettivi una volta ricostruita la partecipazione indiziaria all'associazione, senza necessità di prova della consapevolezza individuale del possesso di armi.

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 73

    comma 1 e 4 (reati di cessione di sostanze stupefacenti)

    Art. 73 invocato per le singole ipotesi di cessione contestate; la Corte ha ritenuto che captazioni, osservazioni e riscontri indiziari possano costituire base per ritenere indizi di cessione di sostanza con efficacia drogante.

  • Codice di procedura penale

    art. 273 comma 1; art. 292 comma 2 lett. c); art. 274 comma 1 lett. c); art. 275 commi 1 e 3

    Artt. procedurali relativi al contenuto e alla forma dell'atto di impugnazione e ai requisiti motivazionali dei provvedimenti cautelari; la Corte ha ricordato i limiti del sindacato di legittimità (controllo sulla logica e congruità della motivazione, non sulla valutazione dei fatti). Gli artt. 274-275 richiamati in tema di esigenze cautelari e proporzionalità della misura.

  • Codice penale

    Citato in ordine alla disciplina delle circostanze aggravanti o attenuanti e alla rilevanza della qualificazione giuridica del fatto rispetto all'an della misura cautelare; la Corte osserva l'interesse ad impugnare solo se la diversa qualificazione incide sulla misura.

  • Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale

    Norma esecutiva sulla comunicazione al direttore dell'istituto penitenziario: la Corte ha disposto la trasmissione della copia della sentenza per gli adempimenti di legge.

Massime di principio

  • In cassazione contro provvedimenti cautelari il sindacato è limitato alla verifica di violazioni di legge e di manifesta illogicità della motivazione; non è consentita la riconsiderazione dei fatti o una diversa valutazione degli indizi fatta dal giudice di merito.
  • Le captazioni telefoniche e ambientali, unitamente a servizi di osservazione, videoriprese e dichiarazioni di collaboratori, possono costituire fondamento valido per ritenere la gravità indiziaria di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
  • L'aggravante prevista dall'art. 74 comma 4 DPR 309/1990 (associazione armata) può essere applicata oggettivamente una volta accertata l'indiziaria partecipazione all'associazione dedita al narcotraffico, senza necessità di prova della consapevolezza individuale del possesso di armi.
  • Per la qualificazione della sostanza come "pesante" (es. cocaina) la Corte può valorizzare elementi indiziari indiretti quali quantitativi, prezzi concordati, modalità di confezionamento e somme indicate nei colloqui intercettati.
  • L'art. 74 DPR 309/1990 comporta una presunzione cautelare rilevante: l'accertamento indiziario di associazione per traffico di stupefacenti giustifica, salvo prova contraria forte, l'applicazione della custodia in carcere per le esigenze cautelari.
  • Per impugnare efficacemente una misura cautelare in sede di legittimità è preferibile puntare su vizi giuridici formali, errori logici evidenti nella motivazione o sulla documentazione che dimostri l'assenza di concreto e attuale pericolo di reiterazione, più che su una diversa lettura dei fatti.

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