Sentenza n. 323/2026 - Campobasso, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto commissariale di definizione dei livelli massimi di finanziamento per l’acquisto di prestazioni sanitarie private accreditate per il 2022, schema contrattuale e comunicazione dell’ASREM sul rifiuto di accettare e contabilizzare le fatture dell’ultimo bimestre 2022
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni sanitarie)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La struttura sanitaria privata accreditata ha impugnato il decreto del Commissario ad acta n. 35 del 27 ottobre 2022, con i relativi allegati, concernente la definizione del budget regionale per l’acquisto di prestazioni di assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale dagli operatori privati accreditati per l’anno 2022. Sono stati inoltre impugnati lo schema di contratto per l’acquisto delle prestazioni e il provvedimento dell’ASREM del 5 dicembre 2022, con cui era stato comunicato che non sarebbero state accettate e contabilizzate le fatture relative alle prestazioni erogate nell’ultimo bimestre dell’anno, in assenza della previa sottoscrizione dell’accordo contrattuale per il 2022. Il ricorso comprendeva anche, ove occorrenti, il Programma operativo 2022-2024, i pareri e verbali del Tavolo tecnico e gli atti presupposti e connessi. Il testo della sentenza non espone i motivi specifici di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata dalla ricorrente il 28 maggio 2026, con cui essa ha segnalato di non avere più interesse alla decisione di merito e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità. Il Collegio ha ritenuto effettivamente venuto meno l’interesse alla decisione. Le amministrazioni costituite e la controinteressata non hanno formulato opposizioni. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti, in conformità alla richiesta della ricorrente.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con declaratoria di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato quale disposizione applicabile alla definizione del giudizio.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione e decisione della causa.
art. 8-quinquies d.lgs. n. 502/1992
Richiamato nel contesto sostanziale della controversia quale base della sottoscrizione degli accordi contrattuali con le strutture private accreditate per l’acquisto di prestazioni sanitarie.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara il sopravvenuto venir meno dell’interesse alla decisione e tale situazione risulta effettiva, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse definisce il giudizio senza esame dei motivi di illegittimità dedotti contro gli atti impugnati.
- In presenza di una richiesta di compensazione delle spese formulata dal ricorrente e non contestata dalle controparti, il giudice può disporre l’integrale compensazione delle spese per giusti motivi.
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