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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 31489/2023 del 13/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Genertel ha chiesto il risarcimento per pagamento duplicato di un bonifico domiciliato: Poste avrebbe corrisposto la somma a una terza persona che si era finta beneficiario esibendo un documento di identità e si sarebbe quindi resa necessaria una nuova erogazione al legittimo beneficiario. Genertel ha contestato l'operato di Poste per inadempimento contrattuale e ha invocato, in via analogica, la disciplina dell'art. 43 della legge sugli assegni.

La decisione

La Corte ha respinto il ricorso di Genertel. Ha confermato l'orientamento del Tribunale che inquadra il bonifico domiciliato come delegazione di pagamento regolata dalle norme del mandato e del contratto: la responsabilità è contrattuale e grava su Poste la prova di aver correttamente eseguito o, ove pagato a persona diversa, di aver comunque adottato la diligenza professionale richiesta (art. 1176, comma 2). Il Collegio ha ritenuto che Poste avesse effettuato le verifiche previste (controllo dei dati anagrafici, annotazione del documento sulla quietanza, riscontro di codice fiscale e password) e che non sussistesse l'obbligo precettivo di richiedere o conservare copia del documento né di esigere due documenti come indicato nella circolare ABI; di conseguenza la domanda di Genertel è stata rigettata. Spese di cassazione compensate.

Norme richiamate

  • R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736 (Legge assegni), art. 43, secondo comma

    La Corte ha ritenuto che l'art. 43 non sia automaticamente estendibile al bonifico domiciliato; tuttavia la giurisprudenza ha fatto emergere norme analoghe in tema di onere probatorio e possibilità per il pagatore di liberarsi dimostrando la diligenza usata.

  • Codice civile, art. 1176, secondo comma

    Richiede la diligenza qualificata del professionista/operatore: il prestatore (Poste) deve dimostrare di aver usato la diligenza richiesta dalla sua qualità professionale per escludere la responsabilità.

  • Codice civile, art. 1218

    Norma generale sulla responsabilità per inadempimento contrattuale: l'onere probatorio e la possibilità di prova liberatoria spettano al debitore che invoca di aver adempiuto correttamente.

  • Codice civile, art. 2697

    Principio sul riparto dell'onere della prova; la Corte ha ritenuto corretta l'attribuzione dell'onere a Poste per dimostrare l'adempimento o la diligenza.

  • D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, art. 35, comma 2

    Elenca i tipi di documenti di identificazione. La Corte ha ritenuto che la norma non imponga di regola la presentazione di due documenti e non crea un obbligo automatico di esibizione/produzione di copie.

  • Disp. sulla legge in generale (Preleggi), art. 12

    Richiama i limiti del ricorso all'analogia: la Corte ha escluso la necessità di ricorrere all'analogia con la disciplina degli assegni perché il bonifico domiciliato è adeguatamente regolato dalla disciplina del mandato/contratto.

  • Circolare ABI 7 maggio 2001

    Raccomandazione non precettiva che suggerisce l'uso di due documenti per l'identificazione; la Corte ha confermato la natura non vincolante di tale raccomandazione.

  • Delibera del Garante per la protezione dei dati personali del 27 ottobre 2005

    Rileva limiti e cautele nella conservazione di copie dei documenti di identità: la Corte ha tenuto conto delle problematiche di privacy nell'escludere un obbligo generalizzato di copia e conservazione.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater

    Richiamata in relazione all'obbligo di versamento di contributo unificato; la sentenza richiama l'applicazione procedurale di tale disposizione.

Massime di principio

  • Il bonifico domiciliato va inquadrato come delegazione di pagamento/mandato e si applicano le regole della responsabilità contrattuale: il mandatario (Poste) può liberarsi dimostrando l'esatto adempimento o l'adozione della diligenza professionale richiesta.
  • L'art. 43 della legge sugli assegni non si estende automaticamente al bonifico domiciliato: anziché un'applicazione diretta, i principi sostanziali (onere probatorio e prova liberatoria) si ricavano dalla disciplina contrattuale e dalla giurisprudenza.
  • L'onere probatorio grava sull'istituto che ha eseguito il pagamento: per sottrarsi alla responsabilità deve dimostrare le verifiche operative compiute (controllo documenti presentati, riscontro di codici fiscali/password, annotazioni sulla quietanza).
  • La mancata produzione della copia del documento di identità non risolve automaticamente la questione: il giudice può valutare altre prove e ricostruzioni (annotazioni, flusso telematico, riscontro di password/codice fiscale) per ritenere adempiuto l'onere di diligenza.
  • Le raccomandazioni (es. circolare ABI) non hanno carattere vincolante: non possono costituire di per sé obblighi precettivi impugnabili se non recepite contrattualmente o dalla legge.
  • Non esiste, in mancanza di specifica disciplina normativa o contrattuale, un obbligo generalizzato di acquisire e conservare copia dei documenti d'identità: ciò incontra limiti anche per ragioni di tutela della privacy.
  • Per ridurre il rischio di controversie, chi ordina il pagamento (cliente) dovrebbe fornire, ove possibile, informazioni identificative aggiuntive e istruzioni chiare; chi esegue il pagamento (istituto) dovrebbe documentare le verifiche effettuate (annotazioni, protocolli interni) nel rispetto della normativa sulla privacy.
  • In contenziosi simili il giudice valuterà caso per caso se le verifiche compiute corrispondono agli standard di diligenza professionale attesi dall'operatore, non sulla base di astratte best practice autodeterminate.

Testo integrale

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