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Sentenza

Sentenza n. 4290/2026 - Napoli, Sezione 7

per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 3719/2024 emessa dal Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, pubblicata il 20.05.2024 a conclusione della procedura avente n. R.G. 1345/2024;

Giustizia amministrativa202600048

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del capo della sentenza del Tribunale di Napoli che condannava il Ministero al pagamento delle spese di lite distratte in favore dell'avvocato antistatario

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 3719/2024 del Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, nella parte in cui il Ministero dell'Istruzione e del Merito era stato condannato al pagamento di € 1.035,00 per spese di lite, oltre IVA e CPA, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario. Ha chiesto anche gli interessi legali, la nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inadempimento e l'applicazione della penalità di mora ex art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. Successivamente alla proposizione del ricorso, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, poiché il Ministero aveva ottemperato quanto statuito nella sentenza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata dal ricorrente circa l'avvenuta esecuzione del giudicato da parte del Ministero. Il Collegio ha richiamato il principio dispositivo in senso ampio, secondo cui il ricorrente può disporre dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e dichiarare di non avere più interesse alla pronuncia. In presenza di tale dichiarazione, in assenza di repliche o richieste contrarie, il giudice non può decidere il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, ma deve dichiarare l'improcedibilità. Le spese sono state compensate tra le parti in considerazione dell'esito del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    La disposizione è stata richiamata quale base della richiesta, non esaminata nel merito, di applicazione della penalità di mora per il ritardo nell'esecuzione del giudicato.

  • art. 93 c.p.c.

    Richiamato in relazione alla dichiarazione del difensore di essere antistatario e alla conseguente distrazione delle spese di lite in suo favore.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, senza decidere il merito o valutare d'ufficio la permanenza dell'interesse ad agire, purché non risultino repliche o richieste contrarie delle altre parti.
  • Nel giudizio di ottemperanza, l'avvenuta esecuzione del giudicato successivamente alla proposizione del ricorso determina la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione, se il ricorrente ne dà espressa dichiarazione e non vi sono contestazioni della parte resistente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOttemperanza e commissario ad acta

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