Cassazione Penale, Sentenza n. 4826/2022 del 10/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione e responsabilità quale amministratore di fatto, deducendo vizi di motivazione e violazioni di legge. Le censure contestano: mancata considerazione del documento di trasporto e della consegna dei beni; contestata rilevanza dell'inventario del 31/12/2012 e della consulenza di parte sul valore dei beni; fatto che il prezzo di vendita (€40.000) fosse rateizzato con prima rata successiva al fallimento e poi integralmente corrisposto al curatore; contestata errata qualificazione di Spadoni come amministratore di fatto della cessionaria (Laprogema); violazione dell'art. 516 c.p.p. per mancata contestazione suppletiva rispetto a fatto nuovo; richiesta di riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e contestazione dell'aggravante.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile come manifestamente infondato o contenente censure non consentite in sede di legittimità. Ha ritenuto infondati i profili relativi alla presunta violazione dell'art. 516 c.p.p. e all'assenza del nesso causale fra distrazione e fallimento, ha escluso la possibilità di rinnovare valutazioni di merito (esame dei documenti di trasporto, inventari e valore dei beni) in sede di legittimità, ha confermato la correttezza dell'accertamento sulla sussistenza dell'elemento materiale e soggettivo della bancarotta per distrazione (in particolare la cessione senza corrispettivo a società riconducibile all'imputato) e ha ritenuto irrilevante, ai fini dell'integrazione del reato, il successivo pagamento al curatore. Ha inoltre dichiarato generico il motivo relativo alle attenuanti generiche. Di conseguenza il ricorso è stato respinto; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
R.D. 16 marzo 1942 n. 267, art. 217, comma 1, n. 4
Norma richiamata per la qualificazione delle condotte di bancarotta: utilizzata per inquadrare le condotte oggetto della contestazione relative alla gestione e cessione di beni societari
Legge fallimentare, art. 216, comma 1, n. 1
Articolo relativo alla bancarotta per distrazione: applicato alla cessione di beni della fallita senza corrispettivo o con modalità idonee a compromettere la garanzia per i creditori
Legge fallimentare, art. 219, comma 2, n. 1
Richiamata come aggravante in relazione alle vicende della società fallita (Nonsolofiere s.r.l.), alla luce della connessione fra le società coinvolte
Codice di procedura penale, art. 516
Regola la necessità di adeguata contestazione delle nuove circostanze emerse; la Corte ha ritenuto l'eccezione infondata perché la fattispecie contestata era già descritta con riferimento alla cessione senza corrispettivo e la nuova documentazione non ha inciso sul perno della contestazione
Codice penale, art. 40
Richiamato con riferimento al nesso di causalità tra condotta e evento; la Corte ha giudicato la doglianza generica e non puntualmente riferita alle condotte specifiche
Legge fallimentare, art. 72
Norma che disciplina effetti interruttivi sui rapporti patrimoniali: la Corte ha ritenuto irrilevante ai fini della configurazione della bancarotta il successivo pagamento eseguito dopo la dichiarazione di fallimento
Codice di procedura penale, art. 192
Citate norme processuali richiamate nelle censure relative all'esame e alla valutazione delle prove da parte dei giudici di merito
Codice civile, art. 2639
Norma che definisce la figura dell'amministratore di fatto: la Corte richiama i criteri interpretativi (esercizio continuativo e significativo di poteri gestori) per valutare la posizione dell'imputato
Codice civile, art. 1499
Richiamato in relazione al contratto di vendita rateizzato; il giudice di legittimità ha comunque ritenuto non decisivo l'adempimento successivo ai fini dell'integrazione del reato
Codice penale e norme procedurali e civili correlate (articoli e disposizioni citate: art. 125 comma 3; art. 1449 c.c.; art. 72 legge fall.; art. 216 comma 1 n.1; art. 219 comma 3 legge fall.)
Varie norme richiamate nelle difese e nella motivazione: la Corte ha valutato la compatibilità delle interpretazioni difensive con i principi di diritto consolidati, rigettando i rilievi che implicavano rinnovato esame del merito
Massime di principio
- In reati di bancarotta per distrazione l'onere di spiegare la destinazione dei beni spetta all'amministratore; la mancata dimostrazione della destinazione giustifica, se correlata ad indici di fraudolenza, la ricostruzione del reato
- Il pagamento o altre attività poste in essere dopo la dichiarazione di fallimento (atti ex post) non sono di per sé idonee a escludere l'integrazione del reato se la disposizione patrimoniale si è già perfezionata in un momento di pericolo concreto per i creditori
- La qualificazione di 'amministratore di fatto' si fonda su elementi di fatto concreti e durevoli (esercizio continuativo e significativo di poteri gestori), non su semplici relazioni formali o parentali
- In Cassazione non è consentito un nuovo esame libero della prova di merito: le censure devono riguardare violazioni di legge o vizi di motivazione specificamente individuati; le deduzioni che chiedono una diversa valutazione probatoria sono inammissibili
- Motivi generici, meramente assertivi o privi di specifica indicazione dei punti di fatto e di diritto sono inammissibili; il ricorso deve essere puntuale e collegato alle motivazioni della sentenza impugnata
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