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Sentenza

Sentenza n. 13387/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento di rifiuto della cittadinanza italiana con codice -OMISSIS-, emesso dal Ministero dell’Interno e notificato il 28.9.2021.

Giustizia amministrativa202113125

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di cittadinanza adottato ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91 del 1992 e notificato il 28 settembre 2021. Il provvedimento era fondato su una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti e su un decreto penale di condanna, entrambi del 2011, per reati di falsità, ricettazione e gestione non autorizzata di rifiuti, nonché sulla pendenza di un ulteriore procedimento penale per gestione non autorizzata di rifiuti, possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli e porto di oggetti atti ad offendere. Il ricorrente aveva inoltre dichiarato, nella domanda di cittadinanza, di essere incensurato. Ha dedotto violazione del d.lgs. n. 286 del 1998, difetto di motivazione, carenza di istruttoria, difetto dei presupposti ed eccesso di potere, lamentando che l'amministrazione non avesse adeguatamente valutato la sua permanenza ultradecennale in Italia, l'attività lavorativa e l'inserimento sociale, né gli sviluppi successivi alle notizie di reato.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. La concessione della cittadinanza per naturalizzazione costituisce esercizio di un potere ampiamente discrezionale e di alta amministrazione, soggetto a sindacato giurisdizionale limitato alla legittimità, senza possibilità per il giudice di sostituire la propria valutazione a quella ministeriale. La discrezionalità è caratterizzata da criteri di precauzione e cautela, in ragione degli effetti definitivi o tendenzialmente irreversibili dell'acquisto dello status civitatis e della necessità di verificare la piena affidabilità del richiedente e la sua adesione ai valori costituzionali. Nel caso concreto, la pluralità di condanne e la pendenza di un procedimento penale, valutate globalmente, erano idonee a fondare il giudizio di inaffidabilità e di non compiuta integrazione. La falsa dichiarazione di incensuratezza ha ulteriormente corroborato il giudizio negativo, poiché denota un atteggiamento non trasparente e non collaborativo verso le istituzioni. Non sono emersi travisamento dei fatti, illogicità manifesta o carenze istruttorie tali da invalidare la valutazione ministeriale. La permanenza prolungata in Italia, l'attività lavorativa e l'inserimento economico-sociale sono stati ritenuti insufficienti: costituiscono circostanze ordinarie o presupposti della procedura, non elementi tali da superare i dubbi sull'affidabilità del richiedente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento di 1.000 euro oltre accessori per spese di giudizio.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

    La concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione rientra in un potere ampiamente discrezionale dell'amministrazione, il cui esercizio richiede una valutazione prognostica dell'affidabilità del richiedente e della sua adesione ai valori fondamentali della comunità nazionale.

  • d.lgs. 286/1998

    Il ricorrente ne ha dedotto la violazione, ma il TAR non ha ravvisato una violazione rilevante ai fini dell'annullamento del diniego.

  • art. 490 c.p.

    La condanna per soppressione, distruzione od occultamento di atti veri è stata considerata tra gli elementi valutabili dall'amministrazione ai fini del giudizio di affidabilità.

  • art. 477 c.p.

    La condanna per falsità materiale è stata considerata tra gli elementi valutabili nel giudizio complessivo sulla affidabilità del richiedente.

  • art. 648 c.p.

    La condanna per ricettazione è stata considerata, insieme agli altri precedenti e al procedimento pendente, elemento ostativo valutabile nel giudizio discrezionale sulla cittadinanza.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    È stato richiamato quale ulteriore presupposto per la tutela dei dati personali contenuti nel provvedimento.

Massime di principio

  • La concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione costituisce esercizio di un potere ampiamente discrezionale e di alta amministrazione; il giudice amministrativo può sindacarne l'esercizio solo per vizi di legittimità quali evidente travisamento dei fatti o manifesta illogicità, senza sostituire la propria valutazione a quella dell'amministrazione.
  • Nel procedimento di concessione della cittadinanza, l'amministrazione può applicare criteri di precauzione e cautela e negare il beneficio quando una valutazione complessiva e prognostica degli elementi disponibili faccia emergere dubbi sull'affidabilità del richiedente o sulla sua piena adesione ai valori costituzionali e fondamentali della comunità nazionale.
  • Condanne penali, procedimenti penali pendenti e dichiarazioni non veritiere rese nella domanda possono essere valutati unitariamente come elementi idonei a fondare un giudizio negativo di affidabilità, anche quando il diniego non si fondi esclusivamente su una singola condanna.
  • La permanenza prolungata nel territorio nazionale, lo svolgimento di attività lavorativa e l'inserimento economico-sociale, ove costituiscano condizioni ordinarie o presupposti della procedura, non impongono il rilascio della cittadinanza e non sono necessariamente sufficienti a superare elementi ostativi relativi all'affidabilità del richiedente.
  • La particolare cautela nella valutazione di condotte antigiuridiche non preclude al richiedente la possibilità di reiterare l'istanza di cittadinanza quando siano mutate le condizioni oggettive poste a base del precedente diniego.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanza
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPrincipi di precauzione e prevenzioneDifetto di istruttoriaEccesso di potere

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