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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 8512/2025 del 01/04/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente è stato sanzionato per aver installato e consentito l'uso di apparecchi da intrattenimento (videoterminali art.110, co.6 lett.a) Tulps) in un locale dove era svolta anche attività di raccolta scommesse senza la licenza di polizia prevista dall'art.88 Tulps. L'Agenzia ha constatato la violazione con verbale del 14/03/2014 e ha emesso ordinanza ingiunzione il 15/12/2015. Il ricorrente, titolare di licenza ex art.86 per la raccolta di scommesse per conto del bookmaker SKS365, ha impugnato il provvedimento avverso la condanna amministrativa e poi la sentenza del Tribunale di Bari che aveva respinto il ricorso. In cassazione ha proposto cinque motivi: (1) contestazione della necessità della licenza ex art.88 per l'installazione degli apparecchi; (2) invocazione della causa di non punibilità per errore scusabile (art.3 l.689/1981) e vizio di istruttoria ex d.lgs.150/2011; (3) illegittimità dell'irrogazione della sanzione in pendenza del giudizio amministrativo sul diniego dell'art.88; (4) vizio sulla valutazione della prova (art.116 c.p.c.) circa la destinazione dei computer al gioco; (5) possibile contrasto con il diritto UE (art.49 e 56 TFUE) e richiesta, in subordine, di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in tutti i suoi motivi. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo per mancata specificità e ha confermato il consolidato indirizzo giurisprudenziale secondo cui i locali che svolgono attività di raccolta scommesse possono detenere apparecchi di cui all'art.110 solo se muniti della specifica licenza di polizia ex art.88; la licenza ex art.86 non è sufficiente. Il secondo motivo è stato ritenuto infondato: l'errore dell'interessato era un "error iuris" non inevitabile e quindi non idoneo a escludere la responsabilità ai sensi dell'art.3 l.689/1981; la doglianza circa il presunto deficit istruttorio non è stata specificata. Il terzo motivo è infondato: la circolare amministrativa citata non ha valore di legge e non imponeva l'obbligo di attendere l'esito dell'impugnazione amministrativa prima di irrogare la sanzione; il rilascio successivo della licenza (ottobre 2015) è irrilevante rispetto ai fatti constatati nel 2014. Il quarto motivo è inammissibile per difetto di specificità e perché il Tribunale ha valutato legittimamente indizi presuntivi (ricevuta di giocata, insegna "Planet win 365", contratto con SKS365). Il quinto motivo relativo al diritto UE è infondato: la Corte ha richiamato che eventuali restrizioni alle libertà di stabilimento e prestazione possono essere giustificate da motivi imperativi d'interesse generale (tutela consumatori, prevenzione frodi, ordine pubblico) e la normativa nazionale è stata ritenuta compatibile nei limiti della giurisprudenza della Corte di Giustizia; inoltre la condotta relativa alla collocazione/uso delle apparecchiature è distinta dall'attività di raccolta scommesse e resta soggetta alla specifica disciplina nazionale. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese di cassazione liquidate in €2.500,00.

Norme richiamate

  • art.110 r.d. 18 giugno 1931 n.773 (TULPS), comma 9 lett. f-bis

    "chiunque, sul territorio nazionale, distribuisce o installa apparecchi e congegni di cui al presente articolo o comunque ne consente l’uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli e associazioni di qualunque specie non muniti delle prescritte autorizzazioni, ove previste, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria…"

    La norma sanziona la distribuzione/ installazione/consenso all'uso di apparecchi di intrattenimento senza le prescritte autorizzazioni; l'installazione in locali dove si raccolgono scommesse richiede la specifica autorizzazione di polizia prevista dall'art.88.

  • art.88 TULPS

    Richiesta come licenza di polizia per l'esercizio di scommesse; la Corte ritiene necessaria tale licenza anche ai fini della detenzione/uso di apparecchi da intrattenimento nei locali che svolgono raccolta scommesse.

  • art.86 TULPS

    Licenza prevista per altre attività sul locale; non è di per sé idonea a sostituire la licenza ex art.88 quando nel locale si svolge attività di raccolta scommesse.

  • art.2, commi 2-ter e 2-quater, d.l. 40/2010 (convertito dalla L.73/2010)

    Richiamata dal Tribunale per confermare l'obbligo di possesso della licenza ex art.88 ai fini della disciplina delle apparecchiature per il gioco a distanza.

  • art.3 legge 689/1981

    Stabilisce i limiti dell'esclusione di responsabilità per errore: l'error facti può escludere la responsabilità se non determinato da colpa; l'error iuris esclude la responsabilità solo se inevitabile. Nel caso, l'errore del ricorrente non è stato ritenuto inevitabile.

  • art.6, comma 11, d.lgs. 150/2011

    Richiamato dal ricorrente per vizio di istruttoria; la Corte ha ritenuto la doglianza generica e non fondata.

  • art.116 c.p.c.

    Norma sul libero convincimento del giudice in ordine alla valutazione della prova; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia fatto un prudente apprezzamento degli indici presuntivi e quindi la censura è inammissibile.

  • art.360 c.p.c. (criteri di cassazione)

    Richiamato per la specificità dei motivi di ricorso; la Corte ha escluso motivi che non confrontano la ratio decidendi con la giurisprudenza di legittimità o non forniscono argomentazioni per mutare orientamento consolidato.

  • art.49 e 56 TFUE

    Principi di libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi invocati dal ricorrente; la Corte ha ritenuto che le restrizioni nazionali possono essere giustificate da motivi imperativi d'interesse generale (protezione consumatori, prevenzione frodi, ordine pubblico) e non hanno portato all'illegittimità della disciplina nazionale nel caso concreto.

  • Giurisprudenza Corte di Giustizia (C-375/14, Laezza) e pronunce nazionali (Sez. U. e altre Cass.)

    La giurisprudenza europea non determina automaticamente l'illegittimità della regolazione nazionale; eventuali restrizioni devono essere valutate in termini di proporzionalità rispetto a obiettivi di interesse generale. La Corte di cassazione ha richiamato tali principi per negare che il diritto UE escluda la necessità della licenza di polizia ex art.88 per le apparecchiature.

Massime di principio

  • Se in un locale si svolge attività di raccolta scommesse, la presenza di apparecchi da intrattenimento richiede la specifica licenza di polizia ex art.88 TULPS; la licenza ex art.86 non è sufficiente.
  • L'errore di diritto (error iuris) non esime dalla responsabilità amministrativa salvo che l'ignoranza sia inevitabile; il titolare ha il dovere professionale di informarsi sulle autorizzazioni necessarie.
  • Le circolari amministrative interne non hanno valore di legge vincolante e non impediscono di per sé l'adozione di sanzioni amministrative; l'opportunità indicata in una circolare non equivale a un obbligo giuridico di attendere l'esito di un giudizio.
  • L'ottenimento successivo di una licenza non cancella la constatazione di una violazione anteriore: la valutazione si riferisce allo stato dei fatti al momento dell'accertamento.
  • Le censure basate sul diritto UE devono dimostrare che le restrizioni nazionali sono sproporzionate rispetto agli obiettivi di interesse generale; la tutela dell'ordine pubblico, la prevenzione delle frodi e la protezione dei consumatori possono legittimare limitazioni all'accesso al mercato del gioco.

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